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Una
Laurea rappresenta chiaramente e pubblicamente in modo inequivocabile,
la preparazione di un uomo, acquisita durante un percorso di
apprendimento. Nessuna Legge può però, stabilire un metodo di studio:
"scuola - libri piuttosto che esperienza o autodidattica";
almeno fino a quando, studiare nelle scuole istituzionali, potrà essere
nelle possibilità di "TUTTI", indipendentemente dallo stato
"economico" di ognuno. Voglio fare l'esempio di un percorso,
per spostarmi da un posto ad un'altro: "lo Stato non può
obbligarmi a percorrere un'autostrada a pagamento, dal momento che non
ho i soldi per pagare il "pedaggio". Chiaro che, se non ho
possibilità economiche per pagarmi una strada "comoda" e...
ho necessità di spostarmi... cercherò di percorrere una strada (magari
"dissestata") ma... che mi porti a destinazione secondo la
mia "libertà" e... le mie possibilità. Una volta
arrivato a destinazione non mi si potrà dire: "lei non si trova
qui, perchè è arrivato attraverso una strada "secondaria".
Be... veramente io mi trovo nel posto, che ho scelto di visitare per
motivi che, interessano solo me.
Concetti
chiari, che nessuno Stato o nessuna Legge possono disattendere; almeno
che, non ci si trovi in uno stato "DITTATORIALE".
Se potessimo
tornare indietro nel tempo, fino all'inizio delle cose e
dell'apprendimento dei "fenomeni" o "regole",
troveremo come inizio di tutto, l'uomo con il suo sperimentare, il quale
con il metodo di: "cerca - accerta - sperimenta", riesce ad
andare avanti, tramandando le proprie scoperte agli altri. Prima tappa
dell'insegnamento è l'esperienza che, poi è verrà tramandata in
diversi modi agli altri.
Quando
Le
università erano ancora da venire, l'insegnamento organizzato ad
hoc per i ricchi, lo si impartiva mediate lezioni che di solito
si tenevano a casa dell'allievo.
I "poveri" che non avevano
nessuna possibilità di studiare, portavano avanti la propria esistenza,
facendo delle scoperte sul modo di lavorare e sui metodi per
incrementare (per es.) il raccolto, piuttosto che i metodi per
costruire: "attrezzi - case - opere di irrigazione". Era difficilissimo
tramandare il "sapere", giacché
pochissimi sapevano leggere e scrivere. I nostri antenati, hanno cercato
tutti i metodi per tramandarci le loro scoperte i loro metodi:
"grafiti - disegni - sculture". Con la nascita delle scuole
(elementari) per tutti (o quasi), molti hanno potuto imparare a leggere
e scrivere e... da quel momento è stato più facile tramandare le
proprie esperienze agli altri, mediante la "scrittura".
La
nascita delle università, dove è stato possibile
"organizzare" il sapere per più di una persona è stata una
grande cosa, perchè tanti hanno potuto apprendere in un modo
"uniforme". Per tanto tempo però, l'ingresso nelle
università è stato di pertinenza dei "benestanti". Diciamo
che, pur nella libertà - sono sempre state precluse per la classe dei
lavoratori. Poter studiare in una Università, era come volersi (oggi)
comprare una Ferrari. Chiunque ha la libertà di acquistare una Ferrari
ma... chi se lo può permettere?? Certo, si può vivere senza una
Ferrari, più difficile però vivere da "ignoranti". In questo
contesto di libertà ma... non per tutti, voglio inserire il mio
discorso che (sono sicuro) nessun politico o uomo di Legge, può
Smentire.
Se
è vero che solo le università possono (per Legge) concedere
titoli di studio, che possano classificare un individuo in base alle sue
"vere" capacità... dovrebbe ( e lo è) essere permesso a
chiunque (anche ad un nullatenente) di poter accedere alle medesime a
spese dello "STATO". Io dico: "dal momento che ciò
non è possibile (studio per tutti), tutto il castello delle
università, con le sue Leggi - Decreti e Comma vari, crolla"
In seguito a questa "elementare" constatazione ho
impostato il mio futuro. Io sottoscritto, ho dimostrato che è possibile
acquisire qualsiasi conoscenza da "autodidatta", cioè
leggendo sui libri. D'altronde, anche i docenti hanno studiato sui libri
- anche loro hanno appreso sull'"esperienza" degli altri.
Nessuno può esimersi da questa legge naturale!
Mi
si perdoni se voglio (non vorrei) parlare della mia storia. Negli anni
1956 - 1958 all'età di 16 - 18 anni, ho deciso di apprendere il
funzionamento dell'Elettricità con tutte le sue magie. Negli anni in
cui ho studiato (da autodidatta), il mio paese non era stato ancora
elettrificato, da cui la quasi impossibilità di apprendere certe
materie considerando che non ho avuto possibilità di farmi aiutare da
competenti in materia. EPPURE... ho studiato "TUTTA"
l'Elettrotecnica, compreso la progettazione delle macchine
elettriche. Ho percorso una carriera al Top e spesso mi sono
scontrato con tecnici - ingegneri ma... nessuno di loro è mai riuscito
a tapparmi la bocca. Ho sempre ribadito concetti tecnici e matematici
che, non si possono traviare, perchè rappresentano delle verità
inconfutabili. Non intendo
assolutamente dire di essere un genio, posso dire di avere studiato con
grande "MOTIVAZIONE", il che, mi ha portato alla conoscenza di
ciò che intendevo conoscere.
Oggi
è possibile (o quasi) per chiunque iscriversi ad un'Università, anche
se ciò comporta grossi sacrifici. Resta il fatto che, lo Stato non
garantisce pari opportunità per tutti, per il semplice motivo che
esistono università di serie "A" - "B" - o
"C". Esistono università che si possono frequentare con una
spesa abbordabile (seppur con sacrifici) da una famiglia di lavoratori, di una
"classe" economica. Una volta laureati, ci sono poche possibilità di potersi inserire nel mondo del lavoro; infatti, troviamo
una buona percentuale di questo laureati, impiegati in mansioni che di
certo non necessitano di una Laurea (sto parlando di università si
serie "B" o "C").
Esistono
le università di serie "A", frequentabili da cittadini di
serie "A", con un reddito medio alto. Le rette sono
nell'ordine di, 10 - 20.000Euro per ogni anno. Chiunque può capire
l'assurdità della cosa. Non un "DIRITTO" ma... una
possibilità che solo i figli di "PAPA'" possono avere.
Normalmente i laureati nelle università di prestigio, trovano un
impiego ancor prima di essere laureati. Quindi, una palese "DISCRIMINAZIONE"
che grida allo scandalo e automaticamente porta l'istituto delle
università, fuori dalla LEGALITA'. Dico legalità, perchè essa può
esistere sono nella "L I B E R T A'". Non è forse
scritto che: "la Legge è uguale per tutti?"
Il
discorso appena sviluppato, fa capire la mancanza di Giustizia per
quanto riguarda la possibilità per chiunque di poter sviluppare le
proprie tendenze. Fatte le debite considerazioni, possiamo dire che: "le
università in riguardo all'insegnamento, rappresentano un'Optional non
godibile da tutti". Quantunque fossero per tutti
indistintamente, si potrebbe anche dire che esse, rappresentano una
delle tante strade che si possono percorrere per poter apprendere la
conoscenza. Queste mie affermazioni sono suffragate dalla realtà delle
cose in campo pratico.
Durante il mio percorso di studio per ottenere
una Laurea USA, naturalmente, con mezzi non riconosciuti dalle leggi
dello Stato italiano... ho avuto l'Onore di conoscere personaggi che,
come me aspiravano ad un titolo di studio universitario e che, si sono
trovati ad essere miei compagni di percorso. Ciò che mi ha
impressionato, è la preparazione dei corsisti, ognuno con esperienze
professionali al Top, impossibili da riscontrare in un neolaureato in
una blasonata Università.
Tutti
i miei compagni compreso il sottoscritto, cercavamo una gratificazione
per la nostra esperienza professionale. Quei riconoscimenti che non ci
erano stati riconosciuto dal Potere dello Stato, perchè sarebbe stato
uno smacco nel confronto dei figli dei ricchi.
LE
UNIVERSITA'
C'è
sempre stata una domanda che mi ha assillato: "come mai un neo
laureato non riesce immediatamente ad inserirsi in una realtà
produttiva? Eppure ha studiato per cinque anni - ha assistito a migliaia
di lezioni - letto centinaia di testi per migliaia di pagine e, rimasto
a contatto giornaliero con la realtà che ha scelto come suo futuro
lavorativo. La verità è che, in Italia l'Università (per sua natura)
è maledettamente dispersiva. Si studiano centinaia di materie, quando
si sa che, nella pratica quotidiana, si andrà ad "operare" su
un argomento "definito". Cento materie che portano via 5anni
per poi uscire di scuola con una testa piena di tante cose che nella
vera realtà, verranno dimenticate nel volgere di pochi anni.
Uno
studente che ha la fortuna (ingiusta) di frequentare la Bocconi di
Milano, nel momento dell'inserimento nel mondo del lavoro, si troverà a
svolgere una specifica mansione che può essere compresa in un RANGE
già delineato per il tipo di Laurea acquisita. Voglio fare l'esempio di
un ragazzo che si laurea in Ingegneria Meccanica: "non potrà mai
svolgere nello specifico, tutte le materie per cui si è laureato".
Avrà davanti tante strade: "progettare automobili - macchine
utensili - moto - piuttosto - gru ed altro". Chiaro che, non
potrà eccellere in nessuna delle attività appena elencate e che,
nell'Università le sono state insegnate. Il nostro bravo Ingegnere
avrà studiato tante materie ma non sarà padrone di nessuna. Per poter
svolgere una mansione al meglio, dovrà fare la gavetta in fabbrica, per
anni alle dipendenze di chi sa già. Magari (ironia della sorte)
riceverà istruzioni da chi non ha mai frequentato l'Università.
A
questo punto.
SEGUE

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