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Una Sentenza che smonta le regole delle corporazioni

L'Università costruita attorno all'Uomo

La Conoscenza contro il Potere

Per sincerità e verità ti comunico la verità sui titoli USA

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Determinazione - consapevolezza 

 Pregherei di leggere la lunga premessa  necessaria per mettere a fuoco il problema. Non mi stanco mai di ribadire certi concetti che il Potere cerca di proporre ma che, non hanno nessun effetto nella pratica delle cose. Nella Cultura intesa come diritto di tutti, non si possono applicare leggi atte a "bloccare" l'evoluzione dell'essere umano in quanto tale. Voglio dire che: "lo Stato può intervenire sulle cose fisiche anche su noi stessi ma... non può controllare le nostre conoscenze e non ci può impedire di istruirci, nella maniera che riteniamo più opportuna".

  

 

  APOSTILLE DOCUMENTO

 




























































 

 REGOLE DI ETICA MORALE

Penso di avere contribuito con questo mio lavoro, a schiarire un po’ il pianeta del  “Sapere”. Un mondo vasto e variegato con pareri “estremi”  che quasi mai riescono a diradare il velo della confusione che stagna sovrana.  Bisogna innanzi tutto capire (non è poi tanto difficile) che cosa rappresenta il “Sapere” umano e… in quale contesto deve essere  preso in considerazione. 

Sbaglia chi insiste nel ribadire che la preparazione di un essere umano deve dipendere esclusivamente dalle scuole dello Stato o da quelle che agiscono sotto il suo patrocinio. E’ vero che debbono esserci delle regole …è vero anche che (spesso), non tutti hanno il privilegio di accedere alle scuole superiori o alle università: vuoi per mancanza di possibilità economiche  oppure per  circostanze di vario genere, tra le quali: il fatto di essere stati costretti ad iniziare nel mondo del lavoro, per necessità di sopravvivenza. 

Il fatto stesso che, lo Stato pretende con le sue leggi di avere il Monopolio sull’istruzione dovrebbe dare la garanzia a “TUTTI” indistintamente l’accesso a qualsiasi scuola: si tratti di un Liceo scientifico – una scuola professionale piuttosto che un’Università. Lo Stato dovrebbe garantire di sopportare integralmente la spesa di un cittadino per qualsiasi scelta esso faccia, pianificando eventuali differenze di costo. Chiaro che, ognuno (ad esempio) dovrebbe avere la possibilità di frequentare la Bocconi di Milano – il San Raffaele – piuttosto la Sapienza o altre università.

REGOLE DI ETICA MORALE

Qualsiasi scelta deve essere fatta dal soggetto desideroso di apprendere prescindendo dalle sue condizioni economiche. In sostanza: tutti i cittadini dovrebbero avere pari opportunità in relazione alle proprie   motivazioni. D'altronde: quale padre (giusto) fa distinzione tra i figli?  Per un padre tutti i figli sono uguali.  Fatta questa breve premessa, voglio mettere a fuoco alcuni punti molto interessanti:

1)

La cultura è un bene integrante di una persona, non un possesso ma un essere. Svincolato da qualsiasi imposizione, in piena libertà secondo: aspirazioni e possibilità.

2)

La conoscenza deve essere libera e chiunque deve poterla acquisire adottando i metodi che più gli sono disponibili  - nei tempi e nei modi a lui congeniali.

3)

L’esperienza professionale acquisita negli anni è un dato di fatto che nessuna Legge di nessuno Stato può disconoscere. L’esperienza è una ricchezza che ogni uomo ha il diritto di vedersi riconosciuta da qualsiasi organizzazione preposta allo scopo, sia essa un’Università reale oppure un’Università virtuale. Naturalmente lo “Status” di una persona è irreversibile (come il suo nome) e nessuna differenza può fare: se un titolo sia stato ottenuto in Italia – USA – Cina – Giappone – Liberia oppure nel paese più piccolo di questo mondo.

4)

Non può essere Reato in nessun modo, se si riesce a conoscere o fare qualcosa nel pieno delle proprie capacità dimostrate sul campo.

5)

Non occorre la licenza da parte di nessuna istituzione per  esternare, per esempio che si conosce a fondo tutta la “Matematica” piuttosto che la “letteratura”. Si sa e basta. E’ assurdo e puerile pensare di denunciare o condannare una persona, solo perché conosce ma… non ha studiato in una Università riconosciuta dal Potere.

6)

Qualsiasi persona ha il Diritto-Dovere di far conoscere agli altri le proprie prerogative culturali/professionali. Ciò rappresenta un bene comune che può essere utile nella vita di tutti i giorni.

7)

Nessuna:  Legge – Autorità – Giudizio possono porre veto alla conoscenza di nessuno. Ordini – università o corporazioni di qualsiasi genere, hanno la facoltà di riconoscere o accorpare nelle proprie file soggetti in possesso di un titolo di studio secondo i propri “protocolli” di riconoscimento, come hanno la facoltà di non accettare elementi in possesso di titoli rilasciati da università  non riconosciute. Resta il fatto che: avere un titolo di studio conferito da una qualsiasi realtà che ne garantisca l’autenticità è, di per se un “Valore” che nessuno può ignorare (comprese le istituzioni).

8)

Non esistono parole "riservate" quali: "Università" - "Politecnico" - "Facoltà" - "Toga" -  "Laurea" -  "Dottore" - "Ingegnere"... poiché dette parole appartengono alla lingua italiana e sono patrimonio di tutti.  

9)

Chi deve assumere una persona per qualsiasi "servizio", ha il diritto/dovere di controllare le veridicità delle capacità del candidato. Se poi esistessero delle norme contrarie (all'integrazione), ciascuno nell'espletamento  delle proprie funzioni,  può rifiutare il candidato.

10) Quanto scritto, non è un ribellarsi alle istituzioni ma... una rivisitazione delle norme internazionali alle quali tutti debbiamo attenerci in un mondo che cammina speditamente verso la globalizzazione. In un mondo libero debbono contare i "fatti" e non le stupide norme che spesso sono create ad hoc  per il beneficio di pochi. 

Dr. Ph.D. Gian Pietro Bomboi.

  

 

 
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