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 Pregherei di leggere la lunga premessa  necessaria per mettere a fuoco il problema. Non mi stanco mai di ribadire certi concetti che il Potere cerca di proporre ma che, non hanno nessun effetto nella pratica delle cose. Nella Cultura intesa come diritto di tutti, non si possono applicare leggi atte a "bloccare" l'evoluzione dell'essere umano in quanto tale. Voglio dire che: "lo Stato può intervenire sulle cose fisiche anche su noi stessi ma... non può controllare le nostre conoscenze e non ci può impedire di istruirci, nella maniera che riteniamo più opportuna".

  

 

  APOSTILLE DOCUMENTO

 




























































 

Lettera accorata  (vergogna del sistema italiano)

(..."Salve a tutti. Sono cittadina italiana, nata e cresciuta in Italia. Mi sono laureata in management and marketing presso l’università di Lincoln in Inghilterra per poi continuare gli studi presso lo stesso ateneo ottenendo un MBA (master in Business Administration). 5 anni di duro studio buttati nel cesso dal momento che qui in Italia la mia laurea e master non sono riconosciuti e non posso accedere a NESSUN concorso pubblico. Finiti gli studi quando chiesi in Inghilterra informazioni su cosa avrei dovuto fare per l’equipollenza del mio titolo di studio inglese in Italia sgranarono gli occhi e mi dissero :- “Ma come, noi accettiamo studenti della comunità europea con i loro titoli di studio stranieri e voi in Italia non riconoscete i titoli di studio inglesi? ma com’è possibile? Siete nella comunità europea e c’e’ una legge ben precisa in proposito … si vede che come al solito voi italiani non vi siete adeguati alle normative europee!”. Al rientro in Italia mi sono rivolta a diversi atenei italiani che avevano corsi di marketing e mi sono sentita rispondere che se volevo far riconoscere la mia laurea inglese, mi sarei dovuta iscrivere in un ateneo italiano e frequentare il corso di studio dal secondo anno dal momento che mi avrebbero riconosciuto solo gli esami del primo anno … In più avrei dovuto riscrivere anche la tesi di laurea e master da capo con un professore italiano conferitomi dall’ateneo stesso, su un argomento di sua scelta. … Avrei dovuto ripagare tasse universitarie e  per altri 3 anni, frequentare i corsi, spendere ancora altri soldi … senza considerare che tra laurea a master in Inghilterra io ho già speso più di 30.000 euro! In definitiva sappiate che anche noi italiani come voi stranieri abbiamo le mani legate quando si tratta di far riconoscere i titoli di studio stranieri. Armatevi tanta pazienza ( e soldi!!!) nella speranza che prima o poi anche l’Italia si adegui alle leggi comunitarie europee che già esistono da parecchi anni … Questa VERGOGNA dovrebbe finire!"...)

Il testo è una mail che mi è stata inviata da una studentessa laureata e ... disperata. Dopo avere svolto un regolare percorso in una prestigiosa University in Inghilterra ed aver ottenuto una Laurea + un Master; è stata ignorata nel nostro Paese. Volevano costringerla ad effettuare un percorso in Italia con notevoli spese e sacrifici. La situazione italiana è a dir poco scandalosa e ... FUORI LEGGE!!

Notate bene: la mia interlocutrice si trova in mano, non una Laurea americana (sempre meglio di una italiana) ma ... un titolo di un'University di un Paese che è Europa e secondo Legge dovrebbe essere accettata da noi   senza riserva alcuna. Quindi ... chiunque può trarre le giuste conclusioni.

 

ALTRA STORIA

Egregio Dottor Bomboi,

Non so se si ricorda di me, le avevo già scritto qualche mese fa per farmi valutare il mio CV professionale, ma oggi le scrivo per un'altra faccenda che probabilmente le interesserà molto. La scorsa settimana mi trovavo a Francoforte per delle questioni di lavoro. Nel giorno libero prima di ritornare a Catania (dove vivo) decido di visitare il centro storico della città tedesca e mentre passo davanti al municipio mi sento chiamare per nome. Era un mio compaesano di cui avevo perso le tracce da molti anni. Ci mettiamo a chiacchierare del più e del meno fin quando non gli chiedo che lavoro faceva e come mai era in Germania.

 

In pratica lavorava come medico a Francoforte perché l'ordine dei medici di Catania non aveva accettato la sua laurea americana per farlo iscrivere nonché per farlo abilitare. Questo ragazzo è stato per suo colmo di sfortuna uno del primo scaglione di persone che si volevano iscrivere in medicina quando hanno introdotto per la prima volta il numero chiuso. Lui fa parte di una famiglia che se la passa bene (con la grana in somma) ma tuttavia non aveva gli agganci politici o in facoltà per poter passare l'esame di ingresso. Lui non è il tipo di averne bisogno in quanto è uno molto studioso, ma e ormai risaputo che i cognomi degli iscritti in medicina sono ormai diventati uguali a quelli degli insegnanti...

 

Mi ha detto che quando ha saputo che non aveva superato lo sbarramento si prospettavano due scelte davanti a lui: ho tentava in un'altra facoltà o cambiava ateneo. Siccome voleva fare il medico non rimaneva altro che cambiare di città e iscriversi a medicina da un altra parte. Il problema che gli agganci come non li aveva a Catania non li aveva neanche nelle altre città italiane e quindi ha optato per l'estero. Ha perso l'intero anno in quanto le selezioni per le università estere erano già passate e quindi è rimasto un anno fermo dove a studiato bene inglese per poter tentare l'impresa americana. E' andato negli usa per tentare l'esame di ingresso in tutte le facoltà più prestigiose (non aveva problemi di mantenimento per la retta universitaria) e alla fine è stato accettato a Yale! (si vede che la sua preparazione scolastica era sufficiente per Yale e non per l'università di Catania...). Ha studiato lì per 8 anni in cui mi ha detto che ha dovuto affrontare un costo di 35.000$ annui (pari a mediamente 25.000€ in base al cambio). A me è sembrato uno sproposito ma lui dice che non costa poi così tanto rispetto all'Italia. Si è fatto il conto che ammettiamo l'avessero preso all'università di Pisa, fra iscrizione annuale (che per la sua fascia di reddito era il massimale di quasi 4 mila euro), costo dell'alloggio fuori sede (altri 3.500/4000 annui), spese di mantenimento e 2/3 viaggi avanti ed indietro per Catania più varie ed eventuali i costi si sarebbero aggirati intorno ai 12.000 € annui stando stretti...

 

A Yale con quella cifra a tutto compreso: retta, vitto e alloggio, libri, e divisa (che permette di far risparmiare nel vestiario); inoltre per gli studenti stranieri l'università permette di rientrare delle spese con dei lavori part-time come ad esempio facendo il cameriere all'interno del ristorante del campus, il guardiano per la sala dei computer e cose simili che lo facevano rientrare di almeno 5.000 € all'anno circa. Con la scusa che poi era lontano è tornato solo 3 volte in Italia in 8 anni e questo lo faceva risparmiare parecchio. La prima cosa che ho notato è come sia sopravvalutata nel nostro paese il detto che le università nostrane siano gratuite mentre quelle americane sono solo per ricchi. Facendo bene i conti della serva ci accorgiamo subito che se uno decide di studiare fuori sede, e per fuori sede intendo anche solo studiare in città per uno che abita ad esempio nel pesino a 100km di distanza, i costi di mantenimento possono facilmente raggiungere cifre intorno ai 10.000 € annui (che li trovo uno sproposito). Alla faccia dell'istruzione gratuita italiana!!!

 

Finito gli studi è tornato a Catania pensando che con la sua bella laurea a Yale avesse le porte spalancate ed invece è iniziato per lui un calvario. 18 mesi di beghe con l'ordine dei medici perché dicevano che la sua laurea non è equipollente a quella italiana. Che non è equipollente non ci sono dubbi: la laurea catanese in medicina, pur considerando che è una delle facoltà di medicina migliori d'Italia, non è neppur lontanamente prestigiosa quanto quella di Yale dove vi insegnano anche diversi premi nobel. Dopo 18 mesi di pratiche burocratiche che si infrangevano sugli scogli ha deciso di provare con l'estero ed è stato “stranamente” accettato al volo! La segretaria del ordine gli disse che c'era un altro ragazzo che ebbe lo stesso problema l'anno prima di lui e gli ha passato il numero di telefono per confrontarsi le esperienze e vedere se poteva risolvere in qualche modo. L'altro ragazzo (altro benestante dell'entroterra siciliano) era un laureato ad Harvard che evidentemente anch'esso non era equipollente a quella catanese. L'altro ragazzo trovo immediatamente lavoro senza resistenze di sorta a Dublino... Gli disse anche che il motivo per cui non vengono accettate le lauree straniere (tutte) a Catania deriva dal fatto che se le accettassero, tutti quelli esclusi dallo sbarramento a numero chiuso andrebbero a studiare in Francia, Spagna o Inghilterra aggirando di fatto l'operazione baronale del numero chiuso... (ergo è una questione di principio e di interessi di casta).

 

Quando il mio compaesano mi ha raccontato la usa odissea ho pensato subito a lei e a quello che ha scritto nel suo sito. Adesso gli racconto un altra cosa capitata a me in questo ultimo periodo. Nella sua mail di risposta mi aveva consigliato di continuare gli studi in Italia (visto che ho già superato metà delle materie in una  mia precedente iscrizione). Dopo qualche giorno mi sono informato per vedere il da farsi... Di iscrivermi in un corso regolare non posso perché vi è l'obbligo di frequenza ed io sono troppo impegnato per seguire e quindi mi dirigo verso un corso a distanza. Quello che sembrava fare più a caso mio è quello telematico che negli ultimi tempi è parecchio sbandierato nelle pubblicità in internet.

 

Quando mi vado ad informare scopro che sono costosissime... Vogliono che paghi l'iscrizione secondo reddito, che per me significa circa 3000€ annui, ma fin qui mi potrebbe andare anche bene, e un aggiunta di altri 2500€ annui perché scelgo quella telematica!!! Morale della favola costerebbe 5.500€/annui più i libri, più i viaggi aerei per andare nella facoltà che si trova al nord, più le spese di vitto e alloggio fuori sede per i periodi di esame (che sono almeno 4 sezioni all'anno della durata di una o anche due settimane per volta in cui dovrei andare in albergo).

 

Diciamo fra una cosa e l'altra circa 10.000 all'anno. Non le nascondo che li ho mandati a quel paese immediatamente. La cosa che non ho proprio sopportato è il surplus di 2500 euro annui perché non seguo in ateneo... E non è meglio per loro questo? L'università se ne esce con una singola registrazione del corso da poi far visionare infinite volte a tutti gli iscritti risparmiando un casino sull'uso di aule, stipendi per i professori e quant'altro e debbo pure pagare di più? Io mi aspettavo addirittura uno sconto sulla retta non di certo un raddoppio... Poi mi guardo in giro e vengo a scoprire che il MIT e Berkekey fanno visionare gratuitamente le registrazioni di oltre 300 corsi universitari a chiunque voglia per studiare gratis qualunque materia (molti corsi presenti in 5 o 6 lingue differenti) con insegnanti di primissimo livello e qua mi chiedono il doppio perché non frequento?

 

Io penso che il nostro paese stia veramente dando i numeri e scivolando sempre più verso un declino economico e soprattutto morale. Non so se una riforma universitaria per togliere il valore legale delle lauree basti, secondo me occorre anche un contemporaneo trapianto di cervelli nelle teste dei politici, dei rettori e di gran parte delle dirigenze nazionali... Poi mi vengono a dire a porta a porta che in italia (volutamente scritta minuscola) la gente non si laurea, si iscrivono in pochi eccetera e poi escono fuori con rette che poco manca per fare concorrenza ad Harvard??? Secondo me tutta questa bramosia di vedere la popolazione laureata serve solamente per spremergli il portafoglio come un limone...

 

Cordiali saluti

 

Patrizio Messina.

 

 

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