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Utile a sapersi

Notizie importanti sui titoli USA

Una Sentenza che smonta le regole delle corporazioni

L'Università costruita attorno all'Uomo

La Conoscenza contro il Potere

Per sincerità e verità ti comunico la verità sui titoli USA

Titoli USA - Bachelor - master Degree - Doctorate

Determinazione - consapevolezza 

 Pregherei di leggere la lunga premessa  necessaria per mettere a fuoco il problema. Non mi stanco mai di ribadire certi concetti che il Potere cerca di proporre ma che, non hanno nessun effetto nella pratica delle cose. Nella Cultura intesa come diritto di tutti, non si possono applicare leggi atte a "bloccare" l'evoluzione dell'essere umano in quanto tale. Voglio dire che: "lo Stato può intervenire sulle cose fisiche anche su noi stessi ma... non può controllare le nostre conoscenze e non ci può impedire di istruirci, nella maniera che riteniamo più opportuna".

  

 

  APOSTILLE DOCUMENTO

 




























































 

LA CONOSCENZA

La Comunicazione Titolo di studio: essere o avere?
I monopolisti vorrebbero tutto Fatti concreti sui titoli stranieri
Le ripercussioni sulle lauree USA La vera offesa contro l'uomo
Ma... i titoli italiani sono super? Smontaggio della Legge n. 1269
Contraddizioni moderne Il dilemma
Tornando alla scuola italiana Sergio Romano, Mafie: le famiglie it.
Suprema Corte di Cassazione Essere Leader, regole e confini 
Ragionamento logico sulle formalità Brevetti contro l'umanità
Secondo la Legge Brevettabilità Software
Quando si laureavano solo i ricchi Mie considerazioni
La mia storia La mia Filosofia
Università, terzo millennio Descrizione di uno scenario futuro
Così dice Mario Monti Notizie sconfortanti per il Potere
Perchè succedono certe assurdità Scambio non scambio
Fare di tutta l'erba un fascio Libero mercato
Sul Regio Decreto 4 Giugno 1938 L'evoluzione come Giustizia
Cosa cerco con il mio scritto? Il traduttore intelligente
Articolo di Sabino Cassese A proposito di autodidattica
Il valore della professionalità Urbino, reali o virtuali per me pari son.
Logica conclusione

 

In Italia ci sono circa 300.000 leggi, alcune delle quali di 100-200 anni di età. Comincio col dire che le leggi sono necessarie, però voglio ribadire subito il fatto che, non tutte sono oro colato e che la maggior parte sono "strumentali", magari scritte in periodi che andavano bene ma che oggi non hanno più senso. Se è vero che, col tempo certe leggi perdono di significato, è vero anche che, altre sono parola di Vangelo!! Proprio riferendomi alla Sacra Scrittura, riesco a pensare che, tutto il gruppo EXTRALARGE di decreti e regole, si può ridurre a 10 come i Dieci Comandamenti, ognuna delle dieci leggi avrà le sue ramificazioni e… starà al Giudice stabilire l’entità del danno.

La principale Legge che interessa il mio discorso è: "NON RUBARE" (forse il più importante perché ha un ampio spettro di casistiche.

  • Si può rubare un Bene.

  • Si può rubare la Felicita.

  • Si possono rubare gli Affetti.

  • Si può rubare la Pace

  • Si possono rubare i Sogni.

  • Si può rubare la Vita.

  • Si può rubare l’Amore.

  • Si possono rubare i Diritti.

  • Si può rubare la Libertà. E… si potrebbero trovare altre centinaia di casi.

In tutti i casi appena esposti, esiste il danno che si può vedere o riscontrare. Per i beni materiali si può risalire al corpo del Reato e si può indennizzare il legittimo proprietario, per i beni non corporei (Felicità - Sogni - Diritti – etc.) si può essere obbligati al risarcimento ed eventualmente ad una pena detentiva. In tutti i casi si è commesso un Reato facendo del male ad un nostro simile e privandolo di qualcosa che non è nostra. Sono d’accordo che chi sbaglia deve pagare, come dovrebbero pagare coloro che agiscono per il loro egoistico interesse a danno di moltissime persone, qualche volta interi popoli. Privare di: Libertà – Felicità - Amore e in generale dei propri diritti che appartengono alla persona in quanto tale, è un crimine molto più violento del portargli via una cosa fisica (auto – oggetti). Una persona senza Diritti – Felicità – Amore – Libertà non sarà la stessa di prima e vivrà male. Anche apprendere qualcosa spesso è rubare. Si ruba il mestiere, guardando un artigiano mentre compie certe operazioni sul lavoro quotidiano. Posso sedermi ad una certa distanza da un pescatore e col tempo imparare a pescare, però, in questo caso seppur "rubando" (si fa per dire), non sto privando il pescatore di nessun bene o affetto: Lui rimane quello di prima, più o meno bravo a pescare, mentre io ho "imparato" qualcosa che prima non sapevo fare. Con il rubare, sono riuscito a costruirmi una casa con le mie mani, Come??? Rubando ad un muratore il sistema per costruire un muro, oppure ad un carpentiere il sistema per armare un pilastro di cemento armato piuttosto che una scala. Ho potuto "apprendere" durante i decenni che da Elettricista, ho lavorato a stretto contatto con muratori. Sembra impossibile ma… io ci sono riuscito. Tante altre cose ho imparato vedendole fare agli altri!! Fortuna che ancora non sono stati brevettati i lavori manuali altrimenti avrei decine di denunce e non mi basterebbe la casa per pagare i danni e gli avvocati. Comunque posso dire che: "Se armo un pilastro so quello che faccio perché dopo avere visto e imparato le azioni manuali, mi sono documentato sul perché di certe azioni, spesso domandando alle persone "specialiste" nel settore, quindi è stata mia premura avere la "CONOSCENZA" sul perché delle azioni.

Come sono riuscito ad impossessarmi delle azioni atte ad eseguire lavori manuali, così sono riuscito ad apprendere le nozioni SCIENTIFICHE: "Dalla matematica alla Fisica – Chimica – Elettrotecnica – sistemi di Calcolo macchine Elettriche piuttosto che, la programmazione di Software", naturalmente da AUTODIDATTA, leggendo sui libri – dispense o ricerche in Rete.

Sia che abbia imparato azioni manuali atte a svolgere lavori "fisici" guardando lavori fatti da persone valide, oppure, appreso nozioni varie leggendo sui libri (naturalmente scritti dagli altri), mai ho privato altra persona di un suo bene personale. Diciamo che l’Apprendere è un qualcosa di Sacro – un diritto di tutti che: "Nessun Potere o Legge" possono impedire a nessuna persona di qualsiasi, Sesso - Razza o Religione. L’Essere umano è "Progettato" dal Creatore con un Cervello predisposto affinché durante tutta la vita, abbia ad imparare. Sempre!!!

Da questa premessa si può evincere l’obiettivo del mio discorso, improntato come tutta la Tesi, allo studio e alle Università in generale. Voglio iniziare esponendo un principio Sacro:

"L’ESSERE UMANO HA IL DIRITTO DI CONOSCERE OGNI FENOMENO TECNOLOGICO O SCIENTIFICO ED E’ SUO DIRITTO/DOVERE, AFFRANCARSI DALL’ IGNORANZA".

Nessuno può scrivere o far valere una Legge che è contro il principio appena esposto. Volere insistere nel far valere una Legge fuori dalla logica del bene per "tutti, significa imporre un comando che può essere solo di "PARTE", cioè, orientato ad una cerchia privilegiata di persone. Con lo scorrere della vita una persona acquisisce l’esperienza in base all’ambiente in cui vive e lavora. L’ ambiente è variato in funzione del tempo, così possiamo constatare che oggi abbiamo uno scenario "cambiato" rispetto a 50-100 anni fa. Abbiamo un sistema di comunicazioni che solo 30anni fa non potevamo neanche sognarci. Parlare, trasmettere un testo – fotografia – disegno piuttosto che un film sulle nostre vacanze, può avvenire in tempo reale, anche se il nostro destinatario si trova agli antipodi. Così: "Cercare o trovare in Rete" una qualsiasi nozione o insegnamento inimmaginabile, diventa una questione di "RICERCA" su milioni di siti o Portali. La risposta ad una nostra domanda avviene in tempo di qualche secondo e il risultato è a dir poco "SCONCERTANTE" (in senso buono). Se digito su "GOOGLE" la parola "trigonometria", trovo 219.000 pagine (ricerca attuata in data odierna: 20/agosto/2006), che parlano dell’argomento. L’esposizione di concetti, avviene in una scala di valori di difficoltà per tutte le capacità di apprendimento.

E’ facile quantificare la differenza di risorse, tra quelle di 50anni fa e le odierne. Se prima avevamo solo la corrispondenza per ordinare e ricevere un libro o dispensa, il tempo necessario era di un paio di settimane (tempo inconcepibile per i giorni nostri) e… il materiale ordinabile era limitato alle nostre possibilità economiche e anche alla disponibilità. Oggi, il tempo necessario ad avere sul nostro Computer qualsiasi tipo di nozione Tecnico/Scientifica corrisponde al tempo impiegato per pensare a ciò di cui abbiamo necessità. In più, la quantità e qualità del materiale disponibile GRATUITAMENTE, non la si potrebbe mai ottenere comprandola, perché tutte le case editrici messe assieme, non avrebbero a catalogo neanche la millesima parte di ciò che la Rete può offrirci. Dunque, la "CULTURA" si separa dalla ricchezza e si offre a tutti indistintamente. Uno scenario affascinante per chi ha veramente voglia di studiare. Penso con rammarico ai miei tempi (1956 – 1958) quando Internet era ancora da venire e per studiare avevo disponibile una dispensa che mi arrivava ogni mese e la comunicazione con l’Istituto, consisteva solo nello spedire in una cartella affrancata per il ritorno i compiti da controllare e correggere. Tempi lunghi e materiale didattico "FISSO" senza possibilità di confronti. In seguito dovetti spendere tanti soldi per comprare i libri che sono serviti ad affinare la mia "conoscenza". La mia determinazione è servita per raggiungere lo scopo che mi ero prefissato. Oggi per fortuna abbiamo le risorse uguali per tutti e nessuna differenza possono fare i ricchi nei nostri confronti. Solo l’arroganza del Potere può creare la differenza. Ci sono certe cose che esulano da qualsiasi Legge in una Repubblica impostata sulle libertà e dignità uguali per tutti. La Costituzione parla chiaro ed palese pensare che vola al di sopra delle leggi scritte al tempo dei RE. Tra queste leggi c’è la n. 1269 del 4 Giugno 1938 che, anche se negli anni ha subito modifiche, non si è ancora allineata ai tempi nostri. Diciamo che continua con il suo contenuto contro il diritti di tutti. C’è qualcosa che agisce come in spirito e, malgrado siano raggiunti accordi tra "nazioni" – siano stati chiariti certi aspetti – firmate delle convenzioni… permangono nella Legge (n. 1269 del 4 Giugno 1938), i valori che hanno mosso in tempi passati la sua creazione sono: "DiscriminazioneClassePotere).

DISCRIMINAZIONE

Quando, si "criminalizza deliberatamente" qualsiasi strada percorsa per studiare, diversa dalla strada ISTITUZIONALE .

CLASSE

Quando si cerca in tutti i modi di creare una separazione fra ricchi che hanno studiato in prestigiose Università e chi, pur senza avere avuto le possibilità, ha acquisito l’identica preparazione (o superiore), però senza frequentare le Università del Potere.

POTERE

Quando si cerca con tutti i modi di scoraggiare coloro che si ribellano allo stato di ignoranza, e con spirito di Libertà, cercano le strade proiettate verso la: Conoscenza – Onore e Dignità, facendo temere chissà quali sanzioni o addirittura la GALERA!!! Lungi da me lo spronare le persone alla ribellione. Io voglio la pace per tutti perché penso che tutti abbiano gli stessi diritti essendo uomini UGUALI.

Se scrivo certe cose non è certamente per spirito di ribellione verso nessuno. E poi, ne vale la pena ribellarsi a un qualcosa che non ha fondamento?? Dovrei avere paura della Legge del RE?? No!!! Dopo essermi laureato (nel 2000), ho cominciato a seguire in Internet e qualche volta sulla stampa una "campagna" contro le lauree americane, le tematiche sono sempre le stesse, come fossero sviluppate da un "copione teatrale". Ho studiato attentamente la faccenda - ho letto parecchio materiale ricavato da conferenze e dichiarazioni di imminenti personaggi del mondo della (guarda a caso) scuola (più avanti ho riportato alcuni articoli interessanti scritti da personaggi che operano nel mondo universitario). In un primo momento la contraddizione che potevo leggere tra: "La Legge da una parte che di primo acchito sembrava a pro delle Università e… gli autori (personaggi all’interno degli atenei) che erano in favore della de-legalizzazione delle Lauree".

Poi ho pensato e penso tuttora: "Chi può trarre vantaggio dal numero ristretto di coloro che possono avere l’accesso alle Università?? Certo non le stesse, poiché le Università come una qualsiasi azienda hanno interesse ad avere un numero sempre maggiori di immatricolati. Per fare ciò sarebbe bastato fare una modifica alla Legge che contemplasse un sistema di studio ridotto per dimostrare ognuno i propri anni di esperienza professionale, per esempio: l’esperienza di un impiegato ragioniere con 10-20anni con coinvolgimento diretto nel mondo dell’Economia e del Commercio, dando la possibilità a tantissime persone di laureare la propria esperienza, con percorsi fuori dai canonici tempi degli allievi normali i quali abbisognano di percorrere la strada dal principio. Questo non è stato fatto e… congiuntamente sono apparse in Italia University americane o agenzie, le quali non fanno altro che tenere conto del contenuto dell’esperienza dei loro corsisti (in altra parte parlerò della capacità di queste persone per mia conoscenza diretta). In effetti dopo un TEST valutativo e presa visione del CURRICULUM l’University ha un quadro completo del corsista. Sono previsti dei Seminar di aggiornamento – una serie di dispense e la stesura di una Tesi di Laurea su un tema di attualità nella disciplina scelta. Ho conosciuto tanti corsisti di University USA e posso garantire che trattasi di soggetti eccellenti ognuno nel proprio campo.

Ma… qual è il segreto di Pulcinella?? Sono le Università ad essere contrarie?? Assolutamente no!! Contrario è il sistema delle CORPORAZIONI. Essendo gestite dagli stessi membri non hanno nessun interesse ad avere in campo dei professionisti che romperebbero il Monopolio (CARTELLO), e sanno che, i prezzi delle parcelle diminuirebbero drasticamente, in proporzione diretta degli stessi. Più avvocati - architetti – geometri – ragionieri – farmacisti, significherebbero più convenienza per il cliente. Significherebbe anche più possibilità di lavoro + tasse pagate + soldi incassati dallo Stato. Il miglioramento sarebbe per tutti indistintamente, meno che per gli adepti delle Corporazioni (brutta bestia). Le Corporazioni sono degli organi potenti, se mi si permette vorrei paragonarle alle LOGGE MASSONICHE con una differenza!! La massonerie è composta da grossi personaggi e può fare molto ma, non ha dalla sua le Forze dell’Ordine. Le Corporazioni sono protette dalla LEGGE e se si contravviene ci sono le Forze dell’Ordine e la Magistratura che provvede a ristabilire le cose così come sono state stabilire dalle Corporazioni stesse. Altro esempio, è la SIAE (Società Italiana Autori Editori), tutti sappiamo che il tutto è una trappola artigianale messa su come una baracca inizialmente e adesso potenziata con i vari uffici ubicati in grattacieli e nelle più grandi città. Io ho conosciuto la SIAE degli anni (1960-1970). Verso il 1970 (nel mio paese) c’era una discoteca e sapete chi erano gli agenti della SIAE?? Semplice manovalanza, conoscevo un muratore scalcinato, il quale andava in discoteca per controllare, e intanto, per chiudere un occhio trincava tutta la notte gratis. Spesso quando alzava la voce per far valere il suo "Status" di agente, prendeva calci nel sedere e ne usciva malconcio. Questa era la SIAE del 1970 che io ho conosciuta!!

Adesso in paese c’è un ufficio con tanto di logo della Repubblica italiana sulla targa (poi, non so chi gli da l’autorità). Chi deve fare una cerimonia di matrimonio deve recarsi a pagare una certa cifra per potere mettere in moto il giradischi e suonare qualche canzonetta regolarmente acquistata. Stessa procedura per le feste paesane. Nel terzo millennio ho vergogna di essere una persona logica e di sapere che dopo avere raggiunto l’Umanità un grande progresso scientifico ci siano ancora le Corporazioni nello stesso momento che le Logge Massoniche sono state rese fuorilegge!! Mi vergogno che esista la SIAE. Ma… di più mi vergogno che ci sia una classe politica che non abbia ancora abolito la Legge del RE. Mi dispiace per chi ancora ha paura di scrivere sul biglietto da visita il suo titolo di Dr. Dott. o Dottore solo perché si è laureato in una University americana. Mi vergogno che ci siano persone che ancora hanno paura del Lupo cattivo. Vorrei che chi è laureato USA e si sente all’altezza si mostri per quello che realmente si sente di "ESSERE". Per un momento mi sono dovuto improvvisare Avvocato di me stesso e dei miei colleghi laureati USA. Ho peregrinato in Rete e ho estrapolato tanto materiale riguardante la non EQUIPOLLENZA dei titoli americani con i nostrani. Ho trovato Sentenze della Suprema Corte di Cassazione che parecchie volte hanno mandato sossopra le denuncie fatte per usurpazione di titolo di studio. Questo è potuto avvenire perché i Supremi Giudici sono delle persone coscienziose, capaci e logiche.

Ho scoperto che ci sono state tante modifiche. Ho scoperto che l’Italia ha firmato un accordo con gli Stati Uniti d’America – e che ha firmato (1980 circa) la Convenzione dell’Aja sull’APOSTILLE che, a sua volta serve a rendere un documento accettabile in tutto il mondo. L’unico nodo (par don, cavillo) che attualmente esiste (non abbastanza chiaro), è che, un laureato USA può spendere il suo titolo con l’abbreviazione di Dr. e non Dott. o Dottor. Poi, se si vuole scrivere per esteso il titolo, occorre usare la parola Doctor al posto di Dottore. Dovrà parlare di Master Degree e non di Laurea. Anche uno sprovveduto capirebbe che simili cavilli sono semplicemente assurdi e ridicoli, semplicemente per il fatto che:

Dr. E' usato in tutte le targhe dei medici italiani così come gli americani (Dr. in italiano diventa Dott.).
Doctor In inglese, corrisponde a Dottore in italiano*
Master Degree Master Degree in inglese corrisponde ad una Laurea in italiano.
University In inglese corrisponde ad una Università in italiano. etc. , etc

 

* In  America, la parola Doctor viene usata solo per i medici, poiché solo i medici e i possessori di un Doctorate Ph.D. hanno diritto di chiamarsi "dottore". Doctorate of Science, tradotto in italiano significa esattamente: "Medico di Scienza". Comunque, in Italia la parola "Doctor" assume il significato di "Dottore" e... mentre in America si usa solo per i medici, in Italia si usa per tutti i laureati!   

La validità delle restrizioni potrebbero avere senso e… validità giuridica solo se si impedisse alle persone di capire o parlare la lingua inglese. Non può mai accadere che un laureato USA possa venir denunciato per usurpazione di titolo, almeno che, il titolo non esista. Non si può denunciare una persona la quale presentandosi ad un'altra persona dice: "Sono un Dottore al posto di dire sono un Doctor", ciò è palesemente assurdo e ridicolo. Diciamo che non esiste!! Se il senso della Legge del RE fosse reale e applicato: "Dovrebbero essere denunciati tutti i laureati in America nessuno escluso, compresi i vari dei ricchi danarosi che hanno mandato i propri figli a laurearsi negli USA. Tutti gli autori dei 350 volumi di cui è composta la mia libreria di Informatica sarebbero fuorilegge, perché guarda caso, per il 98% sono americani!! Qualche furbetto potrebbe dirmi: "Ma sa, la sua Laurea americana gli è stata concessa da una University non conosciuta in Italia dal MIUR. Io domanderei al mio interlocutore, con quale metro di misura il MIUR stabilisce quale University USA è buona e quale non buona, dal momento che in America non esiste il valore legale delle Lauree e pertanto le University sono delle semplici società LLC o, S.p.A. senza contare che stiamo giudicando un Paese estero

Guarda caso, proprio un funzionario degli affari esteri americano ha firmato la mia Laurea e la relativa apostille, la quale rende il documento di valore accademico internazionale senza nessuna altra indagine o discussione. l’apostille è un pass!!

LA COMUNICAZIONE 

L’inizio del terzo millennio ha dato l’input a grandi novità per tutti. La Comunicazione è la branchia tecnologica che più di ogni altra è stata concepita a pro di tutta l’umanità. Un’esplosione di risorse che nel giro di pochissimi anni ha sconvolto il mondo. Internet e Telefonino rappresentano due risorse che stanno rivoluzionando il modo di comunicare, in una maniera che, solo 10anni fa nessuno poteva prevederne l’escalation così come la stiamo vivendo. Internet a banda larga è ormai presente nella maggior parte delle case ed è conosciuta e usata anche nei paesi poveri. La telefonia cellulare è letteralmente esplosa, basti pensare che in Italia abbiamo 1,2 telefonini per abitante!! La gente ha voglia e… bisogno di comunicare; per toccare con mano ciò che sto dicendo, basta veder cosa succede: "Negli aeroporti – stazioni ferroviarie – per strada e… in auto", tutti col telefonino all’orecchio intenti a comunicare, sempre!! Agli inizi, per Internet bisognava pagare circa £200.000# annuali come abbonamento per poter navigare. Per il telefonino c’era un abbonamento mensile – una tassa Governativa e in più una telefonata veniva a costare £1.470 al minuto + IVA. L’evoluzione procedeva con andamento lineare (1-2-3-4-5 …..). Se tutto avesse proceduto con un simile andamento (costo) oggi avremo Internet il 15-20% di come la conosciamo oggi e i telefonini sarebbero massimo al 10%. Che cos’è che ha permesso di cambiare la curva di crescita da, lineare (1-2-3-4-5…..) ad esponenziale (1-2-4-8-16…..)?? Le due curve mostrano la differenza tra i due andamenti: lineare ed esponenziale. L’andamento esponenziale porta una aumento imprevedibile.

Ci sono state delle decisioni che hanno fatto esplodere l’andamento. "Per Internet, ci fu Renato Soru Patron di Tiscali, il quale all’improvviso decise di abolire il canone che fino ad allora si doveva pagare per poter avere accesso alla Rete. Ci fu un’impennata e nei primi due anni Renato Soru ebbe un guadagno di 3.000Miliardi. I sui titoli in Borsa aumentarono in breve tempo di parecchi punti, normalmente con percentuali a 2 decimali. In seguito anche gli altri Gestori di Provider si allinearono all’intraprendente Renato Soru, concedendo l’accesso ai loro portali Gratis. L’aumento procedette con andamento esponenziale, con aumenti sempre più in alto rispetto all’anno precedente: 10% - 20% - 40% - 80% 160% e così via. Oggi abbiamo una Rete composta da milioni di siti e miliardi di pagine, data l’importanza molte entità di Business e la stessa amministrazione pubblica, usano la Rete per colloquiare con il cittadino. Non esiste attività umana che non abbia un collegamento in Rete. Per i telefonini in un sol colpo, Furono aboliti: abbonamento mensile – tassa governativa e… visto il successo ottenuto con l’eliminazione delle due quote fisse, i vari Gestori procedettero ad abbassare anche il prezzo delle conversazioni. Ci fu un aumento vertiginoso di traffico e si è innescata una reazione a catena, nel senso che da allora l’aumento ha avuto una crescita sempre maggiore (fenomeno esponenziale):

  • Diminuzione dei prezzi delle conversazioni.

  • Aumento delle conversazioni.

  • Diminuzione del prezzo degli apparecchi.

  • Aumento acquisto di apparecchi.

  • Aumento traffico telefonico.

  • Continua diminuzione del costo chiamate.

  • Aumento numero dei gestori.

  • Aumento offerte.

  • Crollo prezzi.

  • Velocità di fuga.

  • Raggiunto il fenomeno di auto portamento antimonopolio.

  • Grande Business – Benessere per tutti!!!

Nessuno, 7-8anni fa, poteva prevedere che in Italia si potesse arrivare ad avere 1,2 telefonini per ogni abitante. Per Internet avvenne che l’eliminazione del canone provocò un’impennata e molti cominciarono ad acquistare nomi a dominio e pubblicarli nei vari Provider. I contenuti in Rete sono aumentati sempre di più e così le risorse per tutti. Il fenomeno che lega l’aumento del Business all’aumento della convenienza verso il Cliente, è una cosa risaputa da quando esiste il Commercio. Aumento Business, significa, maggiori investimenti – significa ricerca – significa aumento di velocità del progresso e… benessere per tutti. La libertà si acquisisce nella Conoscenza e nella maggiore consapevolezza dei mezzi che devono essere per tutti!! Il giusto sistema appena raccontato (sotto gli occhi di tutti), è avvenuto per tutto il reparto consumistico: "Televisori – Macchine fotografiche – Telecamere – Lettori CD – Computer – Stampanti – Dischi vergini e… tanti prodotti di consumo. Viceversa: nel campo delle "Canzonette" si è verificato un qualcosa che esula da ogni logica, politica e commerciale:

  • Un CD musicale non ha subito nessun crollo di prezzo, da 10anni a questa parte, sovvertendo qualsiasi politica commerciale.

  • Per contro: negli ultimi cinque anni, "Il prezzo di un CD vergine costa mediamente 10volte di meno.

  • I mezzi di duplicazione sono pure crollati dell’80-90% .

  • Secondo la legge più elementare del mercato, un CD musicale dovrebbe costare massimo il 10-15% (4-5 Euro) di quello che realmente viene fatto pagare (25-40 Euro).

In realtà il prezzo è sempre impostato sui 20-40 euro (pazzesco!!). Le Major della musica, forti della protezione della Legge della SIAE, sono rimaste ferme nei prezzi, tradendo le più elementari regole di Marketing. Hanno continuato a percepire i proventi del diritto d’autore e hanno cercato di porre veto allo scambio in Rete. Hanno provocato il popolo del Cyberspazio che ha reagito intercettando e… annullando ogni tipo di protezione "inventata" dalle case musicali. Tutto regolare (cercare di annullare le trappole degli incoscienti) in un mondo (la Rete) dove tutto deve essere di tutti e per tutti!! Se, in considerazione dell’abbassamento dei prezzi di produzione dei CD, i padroni (si fa per dire) della musica avrebbero adottato una politica sana – corretta e… onesta, non sarebbe mai sorto il problema dello scarico della musica dalla Rete. Tutti avrebbero acquistato un CD "originale" ad un prezzo giusto. Internet avrebbe rappresentato una vetrina ed incentivato il commercio dei dischi musicali. Pretendere di vendere un CD a 20-40 euro e più, è semplicemente da "Stupidi", inoltre, rappresenta un’offesa per il "popolo" della Rete. E’ sbagliato approfittare delle Forze dell’Ordine per far valere una Legge (il diritto d’autore) che ormai non ha più senso di esistere. Sono certo che sia giunto il momento che, come di consuetudine, chi produce e vende Canzonette, debba assumere il coraggio di camminare da solo e affrontare il "LIBERO MERCATO". Dopo queste mie conclusioni, sono costretto a dedurre che, i signori della musica non hanno capito nulla della potenzialità di Internet e che stanno agendo ignorando "deliberatamente" il progresso in atto.

In questo momento ci troviamo in uno stato "Confusionale" e tutto viene lasciato al caso, nel senso che: "Chi produce musica cerca disperatamente i propri diritti che non esistono più (in un mondo COMMONS"); il popolo della Rete resta impassibile e lascia fare. Nulla è considerato a caso nel Cyberspazio!! E’ intelligente il Popolo del Cyberspazio!! E’ infinitamente potente il Popolo del Cyberspazio!! Ad un certo punto del progresso prevedo che, tutto il ragionamento che sto facendo in questo momento non avrà più senso. Tanti saranno i mezzi a disposizione di "chiunque" che non ci sarà più bisogno di "scaricare" perché tutto viaggerà nella medesima barca (Rete). Nel frattempo nel Cyberspazio, si sarà sviluppato un Potere Anarchico, tanto potente che, chi comanda oggi, rimpiangerà di non essere stato educato quando doveva esserlo. Oggi, quelli che prevalgono sono i valori di: "Ingordigia – Arroganza – Potere e… morte tua vita mea" La correttezza è un’ optional che non viene preso in considerazione. Alla fine, RIAA – SIAE e Major varie dovranno ricredersi e pentirsi. Ciò che mi rende felice è che, Internet è irreversibile e mai potrà essere totalmente controllata da Potere!! Controllo significherà crollo, in un mondo dove "TUTTI" i dati di qualsiasi entità: "POTERE e SUDDITANZA" viaggeranno negli stessi canali e dove qualsiasi Business sarà proporzionale al funzionamento della Rete e della sua libertà, è inconcepibile un controllo di Potere.

I MONOPOLISTI VORREBBERO TUTTO 

Negli ultimi anni, da quando Internet ha cominciato a dimostrare la sua potenzialità, alcuni gruppi di Potere (Monopolisti) sono apparsi nella scena a reclamare diritti. (Voglio fare una piccola premessa): "Internet è stata costruita – implementata e… fatta grande con l’apporto degli utilizzatori stessi. Ognuno ha costruito il proprio sito composto dalle proprie esperienze – consigli e materiale didattico e ha cominciato a pubblicarlo in Rete con le proprie esperienze ed emozioni, formando un formidabile "ARCHIVIO" interattivo composto da "Miliardi di pagine"; ha contribuito assieme agli altri alla crescita "esponenziale" di Internet. Successivamente, il servizio (costruito da tutti) ha invogliato grosse realtà industriali – commerciali e di servizi ad utilizzare il mezzo e, nel frattempo:

Banche – Assicurazioni – Compagnie di navigazione – Amministrazioni comunali – Enti statali – Governo – Industria – Commercio – Pubblicità – Giustizia – Editoria - Didattica – Ricerca – Sanità – Archivi storici – Biblioteche - etc. etc. , hanno intravisto la convenienza del grande mezzo. Sintetizzando, posso dire che, il Computer, da calcolatore è diventato il "COMUNICATORE" per la sua capacità intrinseca di manipolare i BIT. Il discorso diventa vasto, comunque, basterebbe sapere che ci stiamo avviando alla comunicazione Globale, nel senso che: "Computer – Telefonino – Radio e TV, unitamente agli elettrodomestici che usiamo in casa, presto formeranno una singola "RAGNATELA" che avvolgerà tutto il mondo. Il Computer così come lo conosciamo oggi, è destinato a scomparire e… in futuro (prossimo) esisterà solo il "CIP". Il discorso mi affascina e potrei continuare per centinaia di pagine. Tutti abbiamo lavorato senza "Malignità" pensando di realizzare il sogno dell’Umanità, cioè avere un Mondo interconnesso con l’eliminazione delle distanza tra: popoli – religioni – Interessi corporativi e… di MONOPOLIO.

Già, in un Mondo "COMMONS" non può esistere il MONOPOLIO. Purtroppo: "le Major della musica hanno cominciato a rompere la "combriccola" e, malgrado il mondo che tutti avevamo creato poteva essere in seguito una strada conveniente anche per loro, hanno preferito avere una gallina oggi e si sono buttati a capofitto a raccogliere i frutti da subito, senza pensare minimamente agli altri. La prima idea è sta quella di pretendere i diritti d’autore sui motivetti delle suonerie dei telefonini. Hanno visto bene, perché al giorno d’oggi in Italia abbiamo 1,2 telefonini per ogni abitante. Il Business è grande!!! Da solo supera quello di un’industria automobilistica (ad agosto 2006 è di circa 280Miloni di Euro!!). Dalle suonerie sono passati ai diritti d’autore per le canzonette. Hanno cominciato a "TERRORIZZARE" gli scambisti di FILE musicali (bisognerebbe vedere che cosa rappresenta in realtà il diritto d’autore nella legalità, dal momento che un cantante di successo, vende 700-800mila CD nell’arco di pochi mesi e poi la SIAE pretende di "Incassare" i diritti per 70anni dopo la morte dell’autore. Per me è una VERGOGNA!!!). Mentre la droga dilaga, il sistema di Potere ha pensato bene di proteggere gli interessi delle Lobby musicali con priorità assoluta sopra ogni cosa (Per adesso basta con le canzonette, altrimenti dovrei scrivere un libro!.

Chi naviga in Internet per parecchie ore al giorno, censendo le notizie che arrivano giornalmente sul proprio PC, avrà notato che è in atto una campagna contro le university americane, palesemente in favore delle università italiane, "autorizzate dalla Legge con regole di un Regio decreto del 1938". A voler analizzare bene ciò che viene continuamente profuso attraverso i messaggi della stampa e comunicati inseriti ad hoc in Internet, si può evincere che è tutto una "FALSA". Come nel caso delle canzonette per le quali c’è un apposito ente (SIAE) appoggiata dalle Forze dell’Ordine dello Stato affinché possa imporre la gabella dei diritti (per me non sono diritti ma abusi). Siamo nell’anno 2006 – ci consideriamo un Popolo intelligente e progredito ma… siamo costretti a sentire delle cose che non stanno in piedi. Si dice:

  • Nessuno può farsi chiamare DOTTORE se non è laureato in una Università italiana autorizzata. Giusto, solo l’Italia ha la prerogativa di concedere lauree, le altre nazioni sono ancora indietro di 1000 anni!!!

  • Non possono essere usati termini come, Laurea, Università, Politecnico, Ateneo, Facoltà, etc. se non dalle università regolari ?!!?

Se improvvisamente piombassero in Italia esseri provenienti da un altro Mondo e, leggessero le due regole appena esposte, penserebbero subito: ma… nella Terra, composta da continenti, centinaia di nazioni e popoli, più o meno progrediti, solo l’Italia può permettere ai suoi abitanti di studiare, laurearsi e alla fine chiamarsi DOTTORE?? Certo che, l’Italia deve essere un grande Popolo. Gli altri (compresi gli americani) sono rimasti all’età della pietra. Se però si fermassero e cominciassero a conoscerci, di sicuro scapperebbero a gambe levate. Per la verità nei miei 66anni di età, non ho mai avuto l’Onore di conoscere una vera Università. Tutto quello che so (sulle università) deriva dalla mia immaginazione o perché visto in qualche film. Naturalmente ho sempre avuto rispetto per i "Templi" del "Sapere" e fin da piccolo ho sognato di andarci. Non ho potuto frequentare nessuna scuola oltre la quinta elementare, anche se ho sempre amato "Conoscere" e se avessi avuto la possibilità, sarei stato oggi osannato dalle stesse scuole che oggi sono costretto a combattere (forse meglio così, almeno ho l’occasione per scrivere!!). Non le università in quanto tali sono da combattere ma, il sistema che ruota attorno, che assume una ritmo difficile da seguire se non si appartiene ad una certa classe di persone. Sembra retorico che io dica certe cose, infatti chiunque può rispondermi che: oggi, quasi tutti possono mandare i propri figli all’Università. E’ vero che quasi tutti possono frequentare l’Università ma la prima ingiustizia avviene per la differenza che c’è tra gli stessi istituti.

E’ notorio che esistono università di diversi livelli di classe, avere il privilegio di frequentare la Bocconi, Sapienza o San Raffaele, vuol dire trovare un’occupazione, ancora prima di essersi laureati, semplicemente perché queste università hanno un "Prestigio" che deriva dalla "diversità" venutasi a creare (anche) per la differenza di "Costo". Maggior costo implica un ambiente più raffinato (più snob), lezioni da imminenti personaggi noti a tutti per il loro prestigio in seno alla società. C’è poi l’ambiente che è venuto a crearsi, per via delle persone stesse (allievi e genitori) che sono addentro. Chi ha la possibilità di pagare 10.000 – 20.000Euro di retta per ogni anno, appartiene ad una classe di benestanti e possiamo stare tranquilli che è improbabile trovare elementi della classe operaia (salvo rari casi). Il discorso ci porta a stabilire che ci troviamo in perfetto parallelismo con il mondo dei "Marchi". Posso portare l’esempio di certi profumi o capi di abbigliamento (firmati) che assumono un prezzo dieci volte superiore ad un uguale capo anonimo o quasi. La differenza su un capo firmato G. Armani o Valentino anche nella sostanza dei tessuti o manifattura, non tali però da giustificare l’enorme divario di prezzo. Il nome o "Griffa" sono il valore aggiunto derivante da un fenomeno aleatorio o da una campagna pubblicitaria del costo di milioni di Euro. Ma, un pantalone resta un pantalone – una profumo è sempre composto da una serie di essenze. Dobbiamo aggiungere che, il fatto della notorietà crea una Psicosi collettiva, per la quale, non importa la qualità ma… avere una certa scritta sulle spalle o sulla targhetta dei pantaloni.

Così per certe università si dice: "per entrare devi mostrare "eccellenza", oppure dei buoni voti ottenuti alla Maturità, ecc. , ecc.". Grande contraddizione, poiché proprio quelli rimasti indietro dovrebbero essere privilegiati, ed essere accolti nelle università che godono fama di "Eccellenza". Un’ottima scuola riuscirà a colmare eventuali scompensi ereditati dalla scuola Superiore. Un soggetto che ha una buona preparazione ottenuta nella scuola Superiore (diciamo un secchione), si troverà a suo agio anche in una Università "normale".

Tutto questo discorso sulle università di serie "A" - "B" o "C" è sconcertante e non dovrebbe esistere, dal momento che stiamo parlando di "ISTITUZIONI" protette dallo Stato, cioè basate su regole ognuna delle quali rappresenta un articolo di LEGGE!! Non è forse la Legge uguale per tutti?? Se chi comanda riuscisse o volesse capire ciò che ho appena scritto, addiverrebbe al fatto che i tempi si sono evoluti, e persistere con una Legge del 1938 è semplicemente PAZZESCO!! In futuro la vera ricchezza di un Paese sarà la "CONOSCENZA". Servirà a vincere la battaglia delle Malattie e Povertà. Le tre semplici regole sotto esposte sono il compendio del discorso appena fatto sul sistema di studio che oggi vige in Italia:

Nessuna Università può dare più "Conoscenza" di un’altra essendo i programmi delle entità MINISTERIALI. Nessun professore può insegnare meglio di un altro la Matematica – Letteratura piuttosto che la Filosofia o Psicologia, ovvero: la differenza consisterà nello studente, per come ha voluto o potuto assimilare i Concetti. Si potrà usare un metodo diverso ma… alla fine (esame finale), ognuno potrà dimostrare quello che è riuscito a metabolizzare nella propria mente, in base agli insegnamenti ricevuti. Se ottiene un 100/110 oppure 110 e lode, quello è il traguardo raggiunto. Per essere più chiaro: "un 110 e Lode è uguale in qualsiasi Università lo si ottenga".

Avere una Laurea della Bocconi piuttosto che di un’altra Università deve essere la stessa cosa, dal momento che la Pergamena è rilasciata in nome del Popolo italiano!! Ove non fosse così, ogni Legge o regolamentazione da parte dello Stato è da ritenersi fallimentare, di conseguenza, tutto perderebbe di significato e… sarebbero gli amministratori di Giustizia a regolare eventuali divergenze. Non possono esistere: leggi o regole di nessun genere se queste non sono imposte in modo uguale a tutti i cittadini.

Nel terzo millennio dove ogni attività è rapportata al potere della "CONOSCENZA", tutti hanno il Diritto e… Dovere di essere istruiti. Non tener conto di questa Legge congenita nell’Umanità significa perdere ogni Potere o Autorità. Inoltre: ogni cittadino ha il Diritto di istruirsi nei modi e nei tempi che lui stesso stabilisce. La CONOSCENZA è di tutti!! L’importante è sapere.

 

Le ripercussioni sulle lauree usa. 

Adesso voglio dare la sferzata finale al fenomeno demonizzato dai signori del Potere che possiamo individuare nella frangia delle varie Corporazioni. Ecco il fenomeno e le giuste prospettive. Una libertà totale per tutti. Ove lo Stato non provveda a fornire un sostegno universitario, dovrà dare tutti le possibilità e i riconoscimenti, in base alle vere capacità di ognuno. Appresso, le Metafore dell’era della Conoscenza:

  • Internet che cresce.

  • Miliardi di pagine in Rete.

  • Corsi completi gratis.

  • Monografie su ogni disciplina.

  • Sistemi di studio alla portata di tutti!!

Dato che in Italia il MIUR non conosce altro sistema di studio oltre quello ISTITUZIONALE, sono sorte delle organizzazioni alternative, sulla falsariga delle University americane. I Master Degree (lauree) vengono rilasciare da società regolari negli USA a persone che compiono il percorso in Italia, d'altronde con Internet, la "il punto fisico" non esiste e… chiunque può studiare con una University americana pur rimanendo in Italia o qualsiasi parte del mondo. Come già detto, chi si rivolge alle organizzazioni che conferiscono lauree americane, normalmente è una persona adulta, con una esperienza di: 10 – 20 – 30 anni.

Non avrebbe senso (per se stesso) che, un manovale totalmente digiuno di scienza o tecnologie decida di pagare, per farsi conferire una Laurea, dal momento che poi sarebbe goffo davanti ai suoi amici che lo conoscono e inoltre non potrebbe in nessun modo utilizzare un simile documento. Senza contare che se si rivolge ad una University come quella cui mi sono rivolto io (Yorker) deve dimostrare di essere all’altezza, e deve scrivere una Tesi di Laurea (che poi dovrà discutere), dare i relativi esami, che non è cosa facile. Avendo io stesso conosciuto l’ambiente ed avendo assistito alla consegna Laurea ad oltre un centinaio di persone (la maggior parte conosciute di persona), posso garantire che la cosa è seria. Gli articoli denigratori apparsi sulle riviste e su parecchi forum di discussione in Rete, sono un fenomeno che si è sviluppato di recente. E’ successo non appena le Corporazioni hanno cominciato a realizzare che si stavano addensando troppi laureati in campo, e che, col tempo avrebbero potuto significare un problema. Poi, avere tante persone che si spacciano come "Dottore", avrebbe in qualche modo inflazionato i loro titoli. Non si accorgono che i titoli di studio italiani, si stanno inflazionando da soli, infatti, che valore può avere una semplice Laurea conferita da una qualsiasi Università se, poi il neolaureato si trova ad occupare un posto di lavoro da 800-1000Euro (quando riesce a trovarlo)?? Qualcuno potrà dire: "E’ normale, perché come primo impiego non c’è da pretendere di più".

Ciò non è vero per tutti, perché per certe lauree ottenute da certe Università "Blasonate" (per es. Bocconi – San Raffaele – la Sapienza e altre..), il posto di lavoro lo si ottiene ancor prima di finire gli studi. Allora??? Semplice!! Le lauree non hanno tutte il medesimo valore, e… la legalità che a tutti i costi si vuole attribuire alle lauree italiane è semplicemente "fittizia". Sarebbe giusto che: "Una Laurea da qualsiasi istituto provenga, debba avere l’importanza e il merito giusto; non in base all’Università ma… per il prestigio che ogni titolo deve avere in se, rapportato al grado che esso stesso rappresenta. La "verginità" delle lauree italiane non può esistere, in base ad una Legge, perché siamo entrati in un’ERA (della cognizione per tutti) per cui l’importanza deve essere individuale e non stabilita da un Codice di Legge. Non ha senso dire: "Le lauree americane – cinesi – africane o di alte nazioni" non hanno valore perché non garantite dal MUIR. Piuttosto è giusto dire: "Ogni Laurea ha un suo valore intrinseco" il quale dipende da: "Preparazione, Esperienza professionale e… Capacità vera". Alle persone che hanno una vera esperienza, a coloro che hanno in se la capacità e la vera Cultura ma che non hanno avuto la possibilità (per tempo o per soldi) di laurearsi nei tempi e modi consueti dico: "affidatevi senza paura ad una University USA assicuratevi che abbiano un programma serio di Test, e un programma di studio relazionato alle vostre vere capacità ed esigenze. Naturalmente tutta la veridicità del titolo che andrete ad assumere dovrà dipendere dalla vostra "Coscienza" e consapevolezza, perché una Laurea è una consacrazione che pone in gioco la vostra responsabilità – serietà – moralità e dignità, ricordatelo!! Certo, non sarete accolti in un concorso pubblico, dove interessano le "FORMALITA’", al posto delle le vere competenze!!! Ma… non ci sono solo i concorsi pubblici, e le possibilità di lavoro nel campo privato, saranno direttamente proporzionate alle vostre vere capacità. Male non fare paura non avere: "Passato il temporale della paura, sono certo che le Corporazioni verranno ridimensionate e così pure lo spauracchio da parte del Potere. I titoli di studio entro pochi anni perderanno anche in Italia il loro valore legale, ed ognuno sarà libero di mostrare al mondo il suo "Status". Comunque al momento presente le lauree USA hanno pieno valore "ACCADEMICO" e… se dotate di APOSTILLE debbono essere riconosciute come tali a livello internazionale o come minimo negli stati che hanno firmato la Convenzione dell’Aja del 1961. Il tipo timido, può anteporre al proprio nome il suffisso: "Dr" oppure per esteso: "Doctor" sicuro che così facendo non sta infrangendo nessuna Legge. Sarà opportuno specificare che trattasi di Laurea USA. Un esempio di dicitura su un biglietto da visita può essere:

Dr Pinco Pallino laureato USA

APOSTILLE: NYC-11133355B.

Per conto mio, uso indifferentemente il suffisso: Dr. – Dott. - Dottor – Dottore e, quando specifico che trattasi di una Laurea USA, lo faccio per prestigio e non per paura. Per me le paure sono passate da tempo, mi ritengo vaccinato e a prova di qualsiasi contraddizione da parte del Potere. Ciò è dovuto al fatto che ho 50anni di studio e 45anni di professione alle spalle. Anzi, vi dico che, arrivato a questo punto sono contento di avere raggiunto certi traguardi da solo e… non cambierei il mio "Status" con nessuna Laurea riconosciuta dal MIUR.

MA… I TITOLI ITALIANI SONO SUPER?? 

Se i titoli italiani hanno una "Protezione" e il Potere si affanna tanto a garantirli a tal punto che c’è bisogno di una Legge e della mobilitazione di: "Forze dell’ordine – Magistratura", in una baruffa di regole che, per capirle occorre l’Avvocato… per forza di cose deve trattarsi di cosa di grande valore!! Un sistema universitario a prova di bomba, dove lo studente al termine del corso di studio triennale o quinquennale, dovrebbe possedere un bagaglio culturale completo, ed essere pronto ad inserirsi nel mondo del lavoro con cognizione di causa. Mi domando, che senso ha, fare degli ulteriori studi e presentarsi agli esami di Stato, per potersi fregiare (per es.) del titolo di Ingegnere (per chi ha studiato ingegneria) e poter aprire uno Studio di Avvocato per chi ha studiato Legge. Ciò sta a significare che, dopo i cinque anni di scuole superiori + cinque anni di Università per un totale di dieci anni, il ragazzo è ancora in mezzo al mare. Sono costretto a fare una considerazione ed inserirmi come esempio vissuto e inconfutabile: "Tra il 1956 e il 1958, in un percorso di 25 mesi, ho studiato esclusivamente leggendo il contenuto di 25 dispense per un totale utile di 750 pagine, sono riuscito a studiare TUTTA l’Elettrotecnica ottenendo una preparazione superiore a quella ottenuta da un comune mortale che ha seguito i canonici cinque anni di superiori. Considerando che, chi ha studiato per cinque anni, letto tutti i libri che la scuola superiore ha reso obbligatori, seguito tutti gli insegnamenti, dovrebbe avere avuto (ai tempi) una preparazione 5volte superiore alla mia. Così non è in nessun caso e la pratica quotidiana ce lo mostra ogni giorno. Voglio raccontarvi la storia di un mio lontano parente che ha studiato da "Geometra" con specializzazione in programmazione:

"Siccome ai tempi mi occupavo di programmazione, un giorno la madre pompante mi disse: "Sai Gian Pietro, mio figlio si è diplomato: "Geometra Programmatore", anche lui sa fare i programmi". Bene, le dissi, Auguri!! Dopo pochi giorni la madre mi disse: "Se hai tempo, mio figlio avrebbe bisogno di qualche informazione su un problema che ha con il suo Computer. Io le dissi: OK!! Fammelo venire quando vuoi. Il problema era banale, non sapeva copiare su un Floppy una serie di FILE. Mi accorsi all’istante che era digiuno di Computer, figuriamoci, scrivere un Software!! Forse Gli avranno fatto delle lezioni di Informatica, ma di certo non sono state utili a nulla in campo pratico. Oggi ha un negozio di articoli da regalo e vive abbastanza bene. Però se avesse optato per la carriera di programmatore, di certo non sarebbe riuscito neanche ad iniziare!! Devo dire che il soggetto in questione è un ragazzo intelligente. Altro esempio: "Un ragazzo al secondo anno di Università in un corso di ingegneria meccanica, si rivolse a me perché aveva bisogno di alcune lezioni di "C" (linguaggio di programmazione). Lo feci venire nel mio studio e cominciai col domandargli a che punto fosse con lo studio del "C". Mi disse che di quella materia aveva ricevuto pochissime lezioni, con degli strumenti sorpassati, ma che, il suo Professore gli aveva assegnato un compito e non sapeva da dove iniziare. Mi illustrò l’ambiente universitario e capii che l’ambiente era di: "Vivere o morire". Gli feci un paio di lezioni e gli regalai un Compilatore della Borland (Turbo C), una versione per me sorpassata, ma per lui e per la sua Università, ultramoderna. Gli regalai anche qualche libro e cercai in tutti i modi di aiutarlo (era figlio di un mio amico). Ora il ragazzo è laureato (non per merito mio ma). Questo episodio vuole esprimere che lo studio non può essere qualcosa di istituzionale dove tutto avviene sotto un mare di formalità, senza nessuna passionalità. Come tutti sappiamo, la "Formalità" è fredda e non guarda in faccia nessuno.

Tutto deve girare come in una serie di ingranaggi e poco importa se nel sistema uno degli ingranaggi ha qualche dente rotto. Il meccanismo non si ferma mai e l’ingranaggio difettoso è costretto a seguire gli altri, fino a quando non perde la sua vera funzione e tutto il sistema gira (o è costretto a girare) male. Spesso le conseguenze sono assurde senza una apparente logica. Tradotto in pratica, l’esempio dell’ingranaggio lo si può comparare ad un laureato in possesso del suo "pezzo di carta avallato dalle istituzioni" il quale, una volta che si trova nel mondo del lavoro, si accorge all’improvviso di non sapere nulla!! Qualche volta meno di quando era uscito dalle superiori. Per questo sono stati inventati i Master che si tengono nelle grandi città e prevalentemente all’estero (guarda caso negli USA!!). Somme che spesso superano le varie rette pagate all’Università. Con i Master si concretizza il mio ragionamento, infatti, in poche settimane o qualche mese, si riesce a studiare in forma "TEORICO-PRATICA" una mole di nozioni che annullano completamente lo studio quinquennale universitario. La differenza sta nella libertà e nel rapporto che c’è tra l’allievo e il Tutor. Nessuna formalità ma… amicizia e rapporti concreti!!! Se un Master dura alcune settimane e… provoca un avanzamento determinate per la validità del laureato, immaginiamo un Ragioniere (es.) che per 5anni lavora in un grande studio di un grande commercialista. La risultanza è che, il ragioniere si trova da aver acquisito una mole di informazioni che possiamo equiparare ad un Master di 5anni.

Il risultato??

Provate a darvi la risposta da soli. Io dico che l’esperienza professionale ha una valenza super che supera di gran lunga uno studio tenuto in un ambiente: "Odoroso di timbri, loghi, bolli" e… professori che (loro malgrado) sono obbligati a pensare ai loro stupendi da fame e svolgere il loro lavoro spesso vincolati da Decreti e Norme, le quali altro non fanno che rendere tutto impersonale e arido. Come odio la puzza delle luride Formalità, che di certo mal si coordinano con l’essere umano. Le norme - regole – protocolli vari, sono lo strascico della legge n. 1298 del 4 Giugno 1938. Ed ecco arrivati al nocciolo della questione!! La Cultura è un bene prezioso per ogni persona e la qualità deve essere libera ed eccellente per tutti indistintamente. I pregiudizi che il Potere dello Stato italiano mostra verso sistemi di studio che non passano sotto il suo controllo, sono infondati e devono essere subito rimossi, se vogliamo avere un futuro migliore per i nostri figli. Già da oggi ci stiamo confrontando con altre nazioni e presto dovremo per forza essere in grado di gareggiare e vincere. Perché no?? Ora comincio a sentirmi felice e se cominciassi a piangere, sarebbe senz’altro di gioia. Sono felice perché sono riuscito a trovare il vero sunto di un discorso che comunque lo giro mi porta sempre verso la stessa tematica. Sarei ancora più felice se domani, qualcuno leggendo questo mio libro, pensasse di denunciarmi per aver scritto qualcosa contro il Potere dello Stato e della Nomenklatura italiana. Mi renderei conto in quel momento, di aver detto la verità e di aver reso irascibile qualcuno. Improvvisamente mi accorgerei di avere dato senso della mia vita!! D'altronde, solo la consapevolezza della mia unicità rende grazie a DIO.

Contraddizioni moderne. 

Un mondo di contraddizioni che chiunque con un po’ di obiettività ha potuto riscontrare nella propria vita. Io penso che, persino chi è abituato ad avere tutto, ha prima o poi sentito l’alito del Potere attorno al collo. Non una forza viva e leale ma… una serie di regole fittizie alimentante una macchina che spesso fa tanto rumore ma che non produce nulla di nuovo. Le ricchezze sempre in mano di pochi eletti che diventano sempre di meno e contemporaneamente più potenti. Una povertà che si conclama in un virus, e ogni tanto colpisce in azioni che ci stupiscono. Diciamo che il mondo sta degradando e nessuno si domanda perché. Al Potere necessita poco per tenere calmi i suoi sudditi: "l’auto – una casa – il telefonino e… l’iPod". A proposito dell’ iPod, nessuno si domanda che cosa in realtà esso rappresenta e quali introiti genera per il signor Steven Job. Nel primo trimestre fiscale del presente anno (2006), sono stati venduti 8.111.000 pezzi. Un bel Business, se si pensa che vengono fabbricati in parti del mondo dove la manodopera, costa una miserie (forse il 10%). Il guadagno: "Ammettendo sia di 100 Dollari a pezzo (ma è molto di più) lo possiamo quantificare in via provvisoria in: 8.111.000 x 100 = 811.100.000 (oltre ottocento milioni di Dollari), se aggiungiamo il guadagno sui motivi scaricati a pagamento: (Gli utenti iTunes scaricano al momento una media di 2,5 milioni di canzoni alla settimana, che equivale a una media annuale di 130 milioni di brani). Sotto una piccola tabella:

iPod venduti 1° trimestre 2006 (Guadagno)

iTunes venduti 1° trimestre 2006 (Guadagno)

8.111.000 x 100 $ = 811.100.000 $

30.000.000 x 0.50 $ = 15.700.000 $

Totale 811.100.000 + 15.700.000 = 826.800.000 $ /per tre mesi!!

Non credo basti un ragionamento lineare o semplicistico, con il quale, chiunque potrebbe dire: è la legge del commercio, beato lui!! Io dico che, tutto il terrorismo messo in campo (in Rete) da: "Istituzioni varie, negli ultimi (tre – quattro anni), per quanto riguarda il diritto d’Autore – Copyright e Brevetti, minacciando e attuando sanzioni pesantissime per chiunque si fosse permesso o si permetta di scambiare musica mediante Internet, è servito a spianare la strada per personaggi come il signor Job. A questo punto, si è trovato (Job) con un percorso personalizzato tutto da percorrere con il beneplacito delle leggi che per l’occasione sono state potenziate ad hoc. Questo tipo di andazzo (a livello internazionale) esiste fin dai tempi antichi, ed è il padre di tutti i Monopoli (tutti per uno obbligatoriamente).

Certo, non mi meraviglierei se una parte dei guadagni di questo personaggio che in fondo non mostra neanche bella presenza (fa pensare ad una figura virtuale che serve a delle entità segrete che hanno bisogno di tanti soldi), finissero in fondi atti a costruire dei canali alternativi alla vera legalità. Il principio è semplice e si potrebbe equiparare ad un certo detto: "Morte tua vita mea". La contraddizione "moderna" in questo caso è insita nei privilegi stessi che palesemente si concedono a pochi, terrorizzando le moltitudini. Se è vero che la Rete è nata con l’apporto di tutti: "Libera ed Anarchica", ed è vero che la sua evoluzione incrementale è dovuta alle singole unità che unendosi hanno creato l’evoluzione della stessa… è vero che nulla doveva essere precluso ai molti. Il fatto che poche entità si siano inserite all’improvviso a pretendere che solo i loro interessi fossero preservati, ha creato la più grande contraddizione che mai sia stata attuata nel mondo da noi conosciuto. Prepotenza a parte, devo dedurre anche che, il Potere non ha capito nulla!! Internet è nata per unire i popoli – promuovere la Conoscenza e principalmente per lo Scambio di idee. Basti considerare che, tutto quello che può essere scambiato in Rete è composto da File Elettronici e quindi digitali composti da una serie di BIT, per addivenire che, nulla può ostare al fatto che io o chiunque si decida in qualsiasi momento di scambiare con gli altri: le emozioni di qualsiasi genere esse siano. Quello che il Potere "STUPIDO" non ha capito si ritorce a danno di coloro che con la Rete desiderano implementare il loro Business. Internet si inizia a navigare per curiosità e… si cerca sempre qualcosa, per cui valga il tempo che si dedica alla navigazione. Se si trova qualcosa, si è invogliati a navigare sempre più spesso e tutto diventa come una dipendenza. Ma… la dipendenza passa se ci si accorge che il tutto diventa una trappola piena di veti. Contraddizione è constatare come la campagna che si sta facendo a pro dei detentori della musica (in special modo) è sproporzionata. Molto più agguerrita di qualsiasi lotta (legittima) che si sia fatta contro la droga.

Certo che, chi comanda si è accorto che combattere il commercio della droga è una cosa fisica, occorrono: "Mezzi – Persone – Capitali – Palle e Sangue da versare", mentre per diritti occorre inasprire le leggi – usare uomini e mezzi che già sono disponibili gratuitamente (forza Pubblica). Basta dare l’input e… la macchina infernale si mette in moto. Un ordine ad una squadra di "Agenti" e loro ti piombano in casa senza nessuna delicatezza: "Intercettano le tue telefonate alla barba della Privacy - Mettono sotto sopra il tuo Ufficio – Sequestrano e portano via il tuo PC e tu non puoi neanche fiatare!!". E… se per disgrazia trovano un CD con dei brani musicali MP3 scaricati da Internet, sei rovinato: "Una grossa multa e l’etichettatura di "Pirata" ovvero: "Delinquente". Potrei ridere ma non lo faccio, diciamo che faccio come il cinese: "Mi siedo in riva al fiume e aspetto gli eventi". Ho la speranza che questo stato repressivo passi e nel frattempo mi preparo ad ogni tipo di battaglia, con i giusti mezzi, morbidi e duri verso la prepotenza, in fondo si vive una volta sola e mi dispiacerebbe essere ricordato come una pecora.

Tornando alla scuola italiana. 

Secondo la Legge, solo le Università pubbliche o private riconosciute dal MUIR possono conferire titoli di studio. Tutto è subordinato ad un regolare percorso di studio ed un esame finale che certifichi la preparazione dell’allievo. Le Università hanno una certa autonomia e possono riconoscere lauree Honoris Causa a personaggi che si siano distinti per opere meritorie. Una Laurea Honoris Causa, ha piena legalità e l’insignito può farsi chiamare Dottore, godendo di tutti i privilegi concessi ad un laureato regolare. Nel 2005 (tra le tante) sono state concesse due lauree ad Honorem a due personaggi: uno del mondo dello sport ed uno del mondo delle "Canzonette". Per la Laurea al cantante, l’Università che l’ha concessa, ha avuto una grande pubblicità e di conseguenza, alcune centinaia di immatricolazioni in più rispetto all’anno precedente. Dunque un’azione programmata, perché era facile intuire il risalto che avrebbe dato un simile avvenimento, basti pensare che: "Giornali – TV" ne hanno parlato per diversi giorni. Se è vero che i personaggi appena menzionati, sono dei grandi comunicatori e meritevoli di un titolo onorifico, è vero anche che, stiamo parlando di una LAUREA che manco a farlo apposta secondo la Legge n. 1269 del 4 Giugno 1938 è un qualcosa di "SACRO", addirittura sotto protezione. Infatti: nessuna Università che non sia autorizzata secondo Legge, può conferire diplomi o Lauree di nessun genere. Se la Legge protegge certi titoli di studio, vuol dire che si tratta di qualcosa che deve rispecchiare una certa competenza e non lasci adito a dubbi. Se vanno bene le lauree ad Honorem rilasciate a personaggi che non rispecchiato lo "Status" di specialista nel settore per cui è stata conferita la stessa, in quel preciso momento la Laurea tanto protetta perde completamente di legalità, oppure stiamo parlando di un qualcosa che si può decidere secondo schemi interni all’Università che tengono conto, più del Business che del vero valore??? Se è giusto e legale che, una Laurea ad Honoris Causa può essere conferita da una Università a sua descrizione, a personaggi che palesemente non rispecchiano il vero "STATUS" di specialisti del settore specifico; a maggior ragione può essere conferita da una University (chiamiamola per un momento organizzazione), la quale si fa carico di "testare" il candidato per realizzare la sua vera preparazione acquisita nel tempo (10-20-30 anni). Sto parlando di persone che hanno svolto la loro professione in uno specifico settore per un certo tempo e possono in qualsiasi momento palesare il loro valore. Anche se l’arroganza di chi non è d’accordo con il mio ragionamento, vuole a tutti costi farmi pesare chi è che comanda, io posso controbattere, dicendo che:

"Gli allievi che hanno ottenuto una Laurea (proibita dal MIUR) da una University Extra Italy (per mia esperienza personale e… garanzia), possono in qualsiasi momento dimostrare la propria capacità" mentre… gli allievi ufficiali (in regola con il MIUR), non sempre possono trovarsi all’altezza della loro capacità legalmente certificata".

Questi sono fatti che in caso di controversia possono essere dibattuti nelle Corti di Giustizia al di fuori dell’Italia, dove il giudizio esula dalle stupide formalità – leggi arcaiche e di parte. Come ogni torta che si rispetti, è giunto il momento che io guarnisca la mia con una bella ciliegina. Se ho avuto la capacità di arrivare fino a questo punto, penso che la farcitura sarà all’altezza!! Alcuni personaggi che hanno ottenuto una Laurea ad Honorem dalla Yorker, mia University: STOP

  • Il Giudice della corte suprema di New York NY prof. Dominic Massaro.

  • Prof. Pascal Chegneu Ph.D., presidente dell' istituto internazionale diplomatico di Parigi.

  • Avv. Tina Lagostena Bassi (Giudice nella trasmissione Forum rete 4).

Ho conosciuto decine di personaggi che hanno ottenuto una Laurea Honoris Causa dalla Yorker ed altre University americane. Ho assistito alle emozioni, da loro vissute nel momento magico della consegna. Non scrivo i loro nomi per motivi di Privacy (anche se sono personaggi pubblici). Per i tre personaggi per i quali ho inserito i nomi, penso di non far loro torto, giacché sono stato con loro a stretto contatto pranzando allo stesso tavolo in un pranzo di Gala. Non dare peso o valore al fatto che, certi personaggi del mondo: "Politico – Religioso – Magistratura – Cultura – Forze dell’Ordine – etc." hanno accettato lauree ad Honorem conferite loro da University non riconosciute dal MIUR, significa considerare detti personaggi degli sprovveduti e anche fuori Legge!!!  Sarebbe assurdo. E… non credo che certe eventuali rivalse da parte di chi comanda e ogni mattina si illude di poter fare il buono o cattivo tempo, possano sortire effetto.

Suprema Sorte di Cassazione sull’esperienza. 

Riporto il seguente articolo dal sito: http://www.ricercagiuridica.com/sentenze/index.php?num=433&search=reati 

(…."Per rimarcare il concetto dell’esperienza e valore che i Giudici della Corte Suprema hanno tenuto conto. Con questo intendo riallacciarmi al filo conduttore del mio discorso, quando ribadisco che l’esperienza deve essere tenuta in considerazione anche (se necessario) in ambito universitario. Purtroppo la mia esperienza di oltre 40anni (nel 1999) non è stata presa in considerazione quando ho fatto domanda per essere immatricolato per un corso in Ingegneria Informatica. Allora avevo un Diploma di Elettrotecnico conseguito già dal 1958 (per corrispondenza) – un diploma di Programmatore conseguito nel 1988 + tanti anni di studio da autodidatta e… tantissima esperienza. La risposta da parte di un paio di Università da me interpellate è stata "FORMALE" con palese disconoscimento della mia esperienza che, poteva supplire alla mancanza da parte mia del Diploma di Maturità. Gli interlocutori mi diedero delle risposte "standard" del tipo: "Mi dispiace signor Bomboi, niente Maturità = niente immatricolazione all’Università. Naturalmente non ho mai trovato una persona con che mi abbia dato una risposta calorosa, con qualche consiglio. Prendere il diploma di Maturità si poteva ma… rivolgendomi a certe organizzazioni (per es. C.PU). Ho provato e, sono andato a fare un colloquio presso uno di questi centri. Mi sono sentito chiedere (nel 1999) 24.000.000 per poter conseguire il Diploma in due anni. Il bello è che, un signore distinto (furbo) mi ha preteso di pagare la metà della somma in anticipo, in modo che se avrei cambiato idea, avrei perso il mio capitale. In un altro paio di centri interpellati, ho potuto capire che avrei potuto superare l’esame di Maturità con certezza matematica (anche se direttamente non me lo hanno mai detto ma… fatto capire), in un biennio. Naturalmente sarebbe dipeso dai soldi. Di certo ho capito che è tutto un Business a danno degli sprovveduti. Altro che lauree comprate!! Durante una delle tante telefonate fatte a persone a cui chiedevo aiuto circa la possibilità di vedermi riconosciuti i miei precedenti di studioso (seppur per corrispondenza). Abbastanza scocciato per il muro di gomma che si parava davanti a me, dissi ad un certo punto: "Adesso sono stufo dei vostri dinieghi, quasi – quasi mi appoggio a qualcuno con pochi scrupoli e mi compro il Diploma come ormai fanno in parecchi. Non l’avessi mai detto!! L’interlocutrice (era una femmina), sbottò e disse: "Lo sa che lo posso denunciare??". Immediatamente capii che se non stavo attento, dalla parte della ragione, sarei passato al torto. Ho capito una cosa: "Il sistema universitario in Italia è marcio" ed agisce ancora secondo lo spirito, della Legge del 1938.

No c’è spazio per i sentimenti e per la buona volontà delle persone. Tutto viaggia come in un binario dove le rette non si incontrano mai. Il paradossale della faccenda è che: "Se fossi stato disonesto (neanche tanto), avrei messo da parte una certa somma e avrei "Comprato" una Laurea, non americana ma… italiana!! Averi avuto tutte le sicurezze e tutti, (compreso le Autorità) mi avrebbero chiamato DOTTORE!! Non sono caduto così in basso, e se oggi possiedo più di una Laurea lo debbo alla mia volontà e alla fede in me stesso. Ho capito che l’autore del mio destino sono solo io, perché io mi amo – io mi capisco – io mi sono analizzato…")

LA SENTENZA:

Così deciso in Roma il 11 marzo 2003.

Cassazione Sezione sesta penale 17921 del 15 aprile 2003

consulenza legale - fatto non e' reato (Presidente Trojano – relatore Di Virginio)

Osserva:

Ricorre G.L. con due distinti mezzi di impugnazione, personalmente e a mezzo del difensore di fiducia, avverso sentenza della Corte d'Appello di Venezia in data 23.9.2002, con la quale veniva confermata la sua condanna per il reato di cui all'articolo 348 Cp, ascrittogli per aver abusivamente esercitato la professione di avvocato redigendo una relazione di consulenza scritta in ordine a un procedimento penale, in cui era imputato tale B.G., su carta intestata "Studio Legale Internazionale G.": intestazione che figurava anche nell'elenco telefonico. Deduce erronea applicazione dell'articolo 348 Cp e vizio di motivazione perché l'attività di consulenza non sarebbe riservata alla professione forense, pur essendo alla stessa connessa, e la sua attività si era limitata alla redazione di un parere in una materia in cui egli era particolarmente esperto quale autore di pubblicazioni sul contratto di trasporto e sulle responsabilità civili e penali relative; e perché l'esercizio abusivo sarebbe stato ravvisato sulla base di un'unica ed isolata prestazione, non esistendo alcun elemento atto a far ritenere la continuità della attività di consulenza. Si duole inoltre della mancata concessione delle attenuanti generiche e del beneficio della non menzione della pena; ed eccepisce la intervenuta prescrizione del reato, perché il parere risalirebbe alla data del 11 luglio 1994. Il ricorso si deve ritenere fondato. Ben è vero che questa Corte (sezione sesta, 1151/02, Notari Stefano), esaminando in epoca recentissima la questione della individuazione dell'ambito dell'attività riservata agli esercenti una determinata professione, ha affermato che questo comprende non soltanto gli atti "tipici" della professione, ma può estendersi anche agli atti "relativamente liberi", e cioè non esclusivi del professionista pur se solitamente collegati alla sua attività tipica, che possono essere compiuti anche da estranei soltanto a condizione che si tratti di attività sporadica ed occasionale; per cui costituisce esercizio abusivo della professione il compimento di atti del genere in forma continuativa ed organizzata. Tale indirizzo si pone peraltro in consapevole contrasto con l'orientamento in precedenza costante, che circoscrive gli atti rilevanti, ai fini della configurabilità del reato di cui all'articolo 348 Cp, alla sfera di quelli riservati in via esclusiva a soggetti dotati di speciale abilitazione e cioè ai cosiddetti atti tipici, escludendo dal novero delle attività esclusive quelle "relativamente libere", solo strumentalmente connesse a quelle tipiche. Ritiene il collegio di dover aderire all'orientamento del tutto prevalente, non ravvisando né sul piano giuridico né sul piano logico ragioni apprezzabili per conferire rilievo penalistico a fatti di tale rilievo pacificamente privi di per sé stessi, che dovrebbero essere considerati penalmente rilevanti soltanto in considerazione della loro reiterazione o della loro riconducibilità ad una attività organizzata. È pertinente il richiamo della difesa alle cosiddette agenzie di infortunistica stradale, che svolgono in forma organizzata attività di consulenza riconducibili normalmente all'esercizio della professione forense, senza che la liceità di essa sia stata mai posta in questione; e possono essere citati anche i numerosi enti di patronato, che svolgono attività analoga in materia di lavoro e in materia pensionistica. Nel caso, comunque, anche l'adesione all'isolato indirizzo proprio della decisione citata non comporterebbe la configurazione del reato di cui all'articolo 348 Cp, posto che anche a mente di essa è pur sempre necessario l'esercizio di una attività sistematica e sia pure relativamente organizzata, mentre al G. è attribuita una prestazione isolata che non può essere considerata come sintomatica di un'attività svolta in forma professionale sulla base della sola dizione della carta intestata su cui è stato redatto il suo parere. La condotta del Gava non è quindi riconducibile alla fattispecie astratta prevista dall'articolo 348 Cp; onde va annullata senza rinvio la sentenza impugnata. P.Q.M.

La Corte annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché il fatto non sussiste.

Così deciso in Roma il 11 marzo 2003.

http://www.ricercagiuridica.com/sentenze/index.php?num=433&search=reati

La Sentenza può avere più di una chiave di lettura ma… ciò che mi lusinga, è sapere che c’è ancora una Corte di Giustizia dove i fatti vengono visti in una chiave più "LOGICA" e non con la freddezza di una serie di Codici, parecchi dei quali sono Obsoleti e mal si coniugano con tempo della "Conoscenza" motore per l’avvenire dei Popoli.

Ragionamento logico sulle formalità.  

Secondo Legge: il MIUR considera i titoli americani in due tronconi: "1° titoli conferiti da University riconosciute - 2° titoli di University non riconosciute. Naturalmente, riconosce (il MIUR) i titoli delle prime e… non quelli delle seconde. A priori la regola sembrerebbe giusta, e potrebbe esserla, se non fosse per un piccolo particolare: "Negli Stati Uniti d’America, tutte le University (essendo i titoli privi valore giuridico) hanno valore Legale pari a zero". Il vero valore di un Master Degree (Laurea), è direttamente proporzionale al "PRESTIGIO" dell’Istituto che lo ha concesso. Sul piano Giuridico il Master Degree conferitomi dalla Yorker ha il medesimo valore di qualsiasi Laurea americana, quello che fa la differenza è semplicemente una questione di: "SOSTANZA" , "FATTI", "RISCONTRI" , "PRESTIGIO"!! Non di Legalità. Negli USA un’University può essere un grande Tempio oppure una semplice società LLC (Limited Liability Company). Ambedue conferiscono titoli di studio. Sarà il prestigio che l’University ha maturato in decenni o secoli a fare la diversità. Esiste però, un valore aggiunto che si colloca al di la del prestigio della scuola: "L’Intelligenza e la dedizione del soggetto portatore del titolo". E’ questo il bello!! Il mio futuro dipende dal mio essere e non è, necessariamente legato hai soldi che mio padre ha potuto spendere per farmi studiare in un’Università blasonata piuttosto che da autodidatta, o più semplicemente, mettendo a frutto l’esperienza della vita. Il MIUR ha il diritto (civile e non legale) di controllare la preparazione di un eventuale candidato bramoso di equiparare il suo titolo estero con uno uguale italiano. Abusa (lo posso garantire), quando stabilisce a priori di accettare un laureato con University blasonata e… respinge chi ha studiato (come me o mille altri) per tutta la vita - svolto un’attività professionale al TOP ma che, ha una Laurea rilasciata da un’University LLC. Non voglio elucubrare discorsi più o meno retorici, per cercare di essere "Educato" e non correre il rischio di essere denunciato. Faccio le seguenti considerazioni, il più possibile genuine: Le persone che amano la "conoscenza" ma che per raggiungerla sono obbligate a percorrere strade alternative facendo dei sacrifici indicibili, spesso dimenticati perché al momento del raggiungimento dell’obiettivo (per me la mia Laurea americana è il sogno) ci si dimentica del terreno percorso e si guarda avanti. Noi laureati USA, siamo delle persone al di sopra di qualsiasi legge monarchica, che, per quanto mi concerne rigetto in tronco. Non abbiamo bisogno di essere accettati da nessuno, perché solo in noi e nel nostro modo di essere, è il riconoscimento. Il pensiero delle strade percorse sempre in salita e in perfetta solitudine, annulla ogni paura e ci da la sicurezza delle nostre azioni.

A quanto ho potuto appurare leggendo attentamente la Legge del RE: col tempo sono state fatte delle modifiche – è stato firmato un accordo di amicizia con gli USA – è stata firmata la convenzione dell’Aja del 1961 – accordo di Parigi – sono state fatte concessioni varie, con le quali si è arrivati a decretare: "Tutti possono usare il titolo conseguiti all’estero, purché se ne specifichi la provenienza. Non si può scrivere Dottore ma Doctor – non si può vantare un titolo di Laurea ma di Master Degree - si devono esibire i titoli nella lingua originale ed altri accorgimenti. Tutte precauzioni da parte del MIUR all’apparenza "giustificate" ma… a che pro?? Se si ostenta un titolo di studio, ciò rappresenta un traguardo: sia esso italiano – americano o cinese. Avere un Master Degree piuttosto che un Doctorate Degree, rappresenta un qualcosa di ambizioso e… chiunque capisce all’istante che trattasi di una laurea. Se ci fosse taluno a non capire la traduzione in italiano, il portatore potrebbe sempre specificare il risultato di una traduzione. In un biglietto da visita – nell’intestazione di una lettera piuttosto che in una targa davanti allo studio, si potrebbe sempre inserire tra parentesi, la traduzione del titolo: "Doctor (Dottore)… basta comunque il titolo di "Doctor" e tutti capirebbero il significato italiano di Dottore. Comunque venga proposto, un titolo americano fa sempre il suo effetto che è di superiorità, non fosse altro che per la mancanza di pregiudizi e inutili formalità di casa in Italy. Io possiedo come primo titolo americano un: Master Degree and New Media il quale tradotto nella lingua italiana, diventa: Laurea nell'Informatica e nei nuovi mezzi. A questo punto: "Si innescano una serie di cavilli da parte del MIUR che con tutti i mezzi che la Legge gli mette a disposizione, cerca di porre disapprovazioni, costruendo un barriera tra le lauree italiane e le "ALTRE" (una Laurea è Laurea in tutto il mondo!!).

Chiunque voglia sfruttare i propri meriti, da qualsiasi regione geografica essi provengono, DEVE conoscere anche il valore della "consapevolezza".

Non è prerogativa di nessun Popolo in particolare e… tutti sanno che,

non sono i titoli a glorificare l’uomo ma… è l’uomo a glorificare i titoli.

Diciamo che l’uomo in quanto tale, rappresenta la cellula più importante nell’Universo e… il solo fatto che riesca a porsi delle domande sul perché delle cose, sta a significare la sua grandezza che di certo non può essere dominata dagli altri contro la propria Risolutezza. Sacralità – Volontà – Determinazione – Obiettivo, formano la miscela esplosiva che proietto l’uomo in avanti.

Riepilogando: "Abbiamo detto che un titolo di studio ottenuto in età matura, cioè, fuori da tutti i cicli scolastici normali - da soggetti con già 10-20-30 anni di esperienza in campo professionale e che abbiano una consapevolezza della propria reale preparazione, è in qualche modo, un premio alla carriera che ognuno può e deve aspirare di ottenere. Sappiamo che la Scuola italiana non tiene minimante conto dello Status della persona ma… preferisce restare ancorata a leggi arcaiche e prive di senso, se confrontate con il resto del Mondo. Per fortuna che, la moderna Comunicazione con Internet, ha permesso a tutti di scoprire cosa c’è oltre la siepe. Fare un viaggio in America o in qualsiasi parte del mondo, necessita di pochi click con il MOUSE e… di qualche secondo di attesa. Un mondo che si spalanca e… mille – diecimila University che ci forniscono ogni tipo di supporto per farci riconoscere la nostra esperienza e aiutarci ad avere un titolo di studio. Ci sono University che operano come struttura fornendo dei corsi completi a distanza, mediante Internet, sono le Open University (Università aperte). Per chi conosce la lingua inglese ed è disposto a seguire un percorso normale (anche se a distanza), si può studiare e ottenere un Master Degree, esattamente come quello studiato di presenza. Spesso le open University sono delle grosse organizzazioni che operano prevalentemente nel mondo editoriale. Il costo di un simile sistema di studio, può oscillare tra: 80 – 100 Dollari all’anno. Quindi, una spesa irrisoria. Il Master Degree, una volta ottenuto ha lo stesso valore di quelli ottenuti nelle University tradizionali. Naturalmente è il portatore che deve dare quel valore aggiunto che non si studia in nessuna università. Oltre le open University, ne esistono altre che hanno sede in vari paesi e fanno da cuscinetto tra le sedi americane e l’Italia. Lo studio non è composto da un vero e proprio corso ma… è un percorso fatto su misura per il corsista, che mira a colmare o chiarire eventuali lacune. Il percorso è inversamente proporzionale all’esperienza del candidato, più esperienza = meno necessità di studio. Onde saggiare la vera preparazione, il corsista deve preparare una Tesi di Laurea su un argomento di attualità nel suo campo e sostenere una discussione della stessa davanti ad una commissione. Come prova scritta è previsto un "PEZZO GIORNALISTICO" sempre su un argomento di grande attualità. Come si può vedere, il sistema è:

"Attuale – Moderno – Specifico – Completo e si limita alla parte veramente necessaria eliminando a priori quelle nozioni per le quali l’allievo ha piena padronanza. Niente formalità - ripetizioni – perdite di tempo ma… solo il succo!!"

Altra possibilità sono le Virtual University, organizzazioni che si basano sul Curriculum del candidato. Efficace per tutti quei soggetti che hanno alle spalle 20-30anni di esperienza diretta nel settore. Pensiamo ad un Ragioniere che abbia lavorato nello Studio di un Commercialista dove ha avuto la possibilità negli anni di: "eseguire ogni operazione ipotizzabile" e abbia seguito periodicamente Seminar su argomenti di attualità. Le categorie che possono trovarsi nelle medesime condizioni del ragioniere appena preso come esempio, possono essere: "Geometri - Bancari - Impiegati pubblici e privati - Periti - Assicuratori - Promotori finanziari - Agenti - Consulenti - Giornalisti - Quadri - Dirigenti - Infermieri - Militari – Professionisti vari". Per tutti può bastare esporre in forma chiara e concisa, il proprio Curriculum Vitae. L’University una volta approvato il Curriculum provvede a compilare il titolo di studio: "Master Degree – Certificate of Completion – Transcript – Certificate of Award".

A primo acchito, potrebbe sembrare che, un titolo così conseguito, sia come una qualcosa di comprato. In pratica lo è. Se però analizziamo a fondo la situazione, possiamo evincere che, tutto rientra nella legalità e… la responsabilità nell’ipotesi di una Laurea "fasulla" ricade su chi ha fornito i dati all’University, nel caso questi siano "ingannevoli". Questa mia affermazione è una legalità internazionale insita nell’Autocertificazione da qualche anno introdotta in Italia che, come tutti sappiamo viene usata nella maggior parte di documenti che non siamo più obbligati richiedere all’Anagrafe del nostro Comune di appartenenza. Le University di cui oggetto la presente considerazione, sono normalmente accreditate. Lo possono fare perché gli organi di accreditamento in America sono organi privati e mai statali. Così come, esistono gli organi di valutazione dei titoli di studio. Posso citarne alcune:

"National Academy of Higher Education WASHINGTON – The American Bureau of Higher Education – 3100 Mill Street, Reno, Nevada".

Un Esempio di valutazione, circa l’Equipollenza in diverse nazioni:

L’American University College of Arts and Sciences, nel settore: International Degrees Equivalent to U.S. Bachelor’s, ha valutato il mio Bachelor of Science pari ad una Laurea itali-ana con percorso di 4 anni.

Voglio sollecitare il lettore sul fatto che, tutto quanto appena esposto ha una validità internazionale e che, se dovessimo trasferire il tutto in ambito dell’Italia, la stessa si troverebbe in grandissimo disagio. Non dobbiamo dimenticare che è in atto la Globalizzazione e tutto sta diventando ogni giorno "COSMOPOLITA" nel senso che quello che va bene in una Nazione va bene anche nelle altre. Il Potere che l’Italia può contrapporre agli altri Paesi, diventa sempre più labile. Se devo essere sincero, la Legge del RE comincia a farmi pena, perché porta avanti una battaglia che ha già perso da parecchi anni. Mi viene da pensare ad un Soldato giapponese che è rimasto nascosto nella Giungla per 30anni perché non sapeva che la Guerra era finita. Nel 5 ottobre 1961 è stata ratificata la Convenzione dell’Aia (APOSTILLE) relativa all’abolizione della legalizzazione (autentica) di atti pubblici stranieri. I paesi firmatari della Convenzione sono già un centinaio tra i quali anche l’Italia, anche se ha firmato successivamente al 1961 (circa nel 1980). Un titolo di studio dotato di "APOSTILLE", deve ritenersi "valido" (non un falso) a tutti gli effetti e… tutti i firmatari della Convenzione debbono accettarlo per il suo valore "contrad-distinguente". Altra operazione che si può compiere su un Master Degree USA, può essere una Traduzione Giurata da parte di un Notaio italiano e tutto il contenuto viene tradotto in italiano per cui: "Master Degree diventa Laurea – Doctor diventa Dottore – etc. , etc.". Alla fine, mi si permetta di fare una considerazione: "Quale può essere la chance del MIUR??". Potrebbe un laureato USA essere denunciato (ammesso e non concesso) per avere scritto nel biglietto da visita il termine Dottor al posto di Doctor?? Oppure, per aver detto di possedere una Laurea al posto di dire, un Master Degree. Qualsiasi Giudice archivierebbe una simile denuncia e… se, per assurdo avvenisse una condanna in prima istanza, già in appello verrebbe annullata. Se poi, il MIUR volesse protrarre la battaglia in Cassazione cadrebbe miseramente. Ho ricercato dati in tutta le Rete, per trovare eventualmente una risultanza che alla fine mi avrebbe sconfitto. Non l’ho trovata!!! Entro 5anni le lauree italiane perderanno il loro assurdo valore Legale e qualsiasi titolo di studio di qualsiasi Nazione avrà validità internazionale. Questo non sarà un vantaggio per i titoli americani che già godono di prestigio in tutto il mondo. Saranno piuttosto i diplomi nostrani ad acquistare prestigio. Il sistema italiano dovrà uniformarsi ai sistemi oltre Oceano e non viceversa. Nel frattempo come dobbiamo considerare una Laurea americana?? Io direi ECCELLENTE!! Ma, come la mettiamo con il fatto che non ci permette (per adesso) di subentrare nelle "Corporazioni" e pertanto di poter aprire un ufficio professionale o di partecipare a un concorso Pubblico?? Come prima cosa dico che, il mondo del lavoro, non è composto unicamente dall’impiego Pubblico, per quanto riguarda uno studio professionale… le vie del Signore sono infinite!!! Comunque, tutto questo stato di cose durerà per pochi anni ed io dico che conviene (ove possibile) prendersi una Laurea AMERICANA. Domani sarà merce pregiata!!! Non appena le lauree americane potranno essere spese in Italia (dobbiamo avere la certezza che avverrà)!! Automaticamente diverranno merce preziosa. Ottenerne una diventerà sempre più difficile e occorreranno molti più soldi!! E’ la legge di mercato. Per cui conviene preparasi già da oggi. Gli antichi dicevano: "Chi ha tempo non aspetti tempo".

SECONDO LA LEGGE. 

Secondo la Legge n. 1269 del 4 Giugno 1938,  solo le lauree rilasciate dalle università italiane o riconosciute dal MIUR hanno effettivo valore legale. Il termine legalità è assurdo per un bene che fa parte integrante dell'essere umano, sarebbe come dire: "è legale oppure non legale, vivere – parlare - essere felici o di bella presenza – intelligenti o ignoranti". Io penso che è "normale" essere bello o felice e nulla deve essere certificato in nome di un intero Popolo. Sarebbe imbarazzante sentirsi dire: "l'autorizziamo a vivere - essere felice oppure bello", il che significherebbe che solo in base ad una Legge si potrebbero usare certe doti naturali acquisti. Per chi ha creato una simile Legge e per chi tenta di farla vivere, dico che: "una Laurea americana – russa – cinese o di qualsiasi altro Stato, è un dato di fatto che certifica lo status di una persona. Nessuna Legge italiana può porre veto ad uno stato (intellettivo) acquisito". Insistere in un simile atteggiamento, significherebbe: DITTATURA!!!

Il sapere umano è un qualcosa che non può essere "chiuso" in una serie di "regole" istituzionali che obbligano ad avere un'autorizzazione per potere imparare qualsiasi materia o disciplina. è prerogativa fondamentale (dell'essere umano) apprendere per tutta la propria esistenza.

Voglio dire che: nessuno può proibire a chi che sia, lo studio della matematica - letteratura - qualsiasi arte o scienza, per proprio conto, specialmente se non ha la possibilità di frequentare le università. Tutto ciò, che di fatto, fa parte dell’arricchimento personale atto ad elevarlo culturalmente, non può essere censurato da nessuno,  neanche dallo Stato o da una Corte di Giustizia.  Naturalmente, se è vero che chiunque è libero di imparare,  è vero pure che, chiunque è libero di insegnare. Così è nato il mondo e così si è evoluto. L'articolo 33 della Costituzione afferma infatti che: "l'Arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento (...) Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato... Nei tempi antichi, sono nate le università e presto sono nate anche le leggi che l'anno regolamentata. Purtroppo, l'obiettivo di qualsiasi regolamentazione è stato quello di creare una netta divisione tra i "Poveri" e i "Ricchi". Ciò era necessario (allora) perché doveva esserci una forte marcatura, affinché il Potere potesse trionfare. Forse questo stato di cose è stato necessario per creare il capitale concentrato in mano di pochi in modo che questi ultimi  avessero la possibilità di costruire i grandi palazzi - teatri - chiese - etc. , che in fondo hanno creato le  grandi città come le conosciamo oggi (nella parte storica). Debbo ammettere che, se nell'antichità tutti avessero avuto la possibilità di studiare, nessuno avrebbe svolto i lavori pesanti che sono stati necessari per sviluppare i grandi Palazzi  così come ci sono stati tramandati. Oggi  (per fortuna) il mondo è cambiato e i lavori "pesanti" sono quasi del tutto scomparsi. Da un mondo contadino siamo passati al mondo industriale, fino ad arrivare al mondo "DIGITALE"  e della "CONOSCENZA". La Comunicazione con il suo grande sviluppo ha permesso alle "MASSE" di apprendere in tempo reale, dai Media: "Giornali - Radio - TV  e, negli ultimi tempi  Internet".  Le notizie che ci bombardano ogni secondo della nostra vita, stanno programmando il   cervello delle persone come un Computer e dobbiamo prender atto che tutti sappiamo....  

E' difficile trovare una persona che non conosca le Cellule Staminali piuttosto che il DNA o il Genoma Umano. E'  difficile trovare persone impreparate sulla conoscenza di qualsiasi Scoperta Scientifica. Questo è il mondo della "CONOSCENZA".  In un mondo veloce dove quello che viene scoperto oggi, diviene Obsoleto nell'arco di pochi mesi o settimane; occorre pensare a sistemi di studio che possano seguire in tempo reale l'evolversi del progresso. Le università rappresentano il centro di qualsiasi tipo di conoscenza: e per il mondo dell'apprendimento e per il mondo della ricerca. Detto questo, occorre considerare la grande Rete che contiene miliardi di pagine di notizie e dati che rappresentano tutto il sapere umano. Dobbiamo considerare che chiunque può attingere a questo "oceano" di dati, in modo libero -  in tempo reale in qualsiasi momento.  In un mondo Informatico così prospettato, non ha senso parlare di "Regole"  e non ha senso neppure parlare di  "titoli legali" o "titoli illegali". Quello che occorre considerare è lo stato reale della conoscenza di ognuno. I Loghi dello Stato - i timbri di consenso di una Legge piuttosto che di un'altra, perdono di significato e... voler perseguire certe regole (illiberali  contro la società), formano il germoglio di una  "DITTATURA".  

FATTO: Tutto mi dà ragione in riguardo a quello che ho voluto scrivere e ribadire nel mio  sito: www.laurea.us   Sono laureato USA: Master Degree Computer Sciences – Doctorate Computer Sciences  - Bachelor Electrical Engineering - Doctorate Electrical Engineering – Honoris causa Dottore in Economia e Comunicazione. Tutti i documenti appena citati sono regolarmente "Registrati" e dotati di "APOSTILLE". Chiarisco che i miei documenti sono perfettamente "Regolari" e devono essere considerati a livello "Internazionale". Voglio aggiungere un piccolo/grande particolare: "i miei titoli non sono regolari, solo perché sono "autenticati" nelle sedi appropriate ma... piuttosto per la mia esperienza che li avalla". Sto parlando di un'esperienza di circa 50anni, dediti allo studio e alla professione. Non una scatola vuota ma piena di contenuti di esperienze di vita. Giornalmente sono dedito al censimento di ogni cosa che riguarda la tecnologia e, cerco  sempre di proiettarmi nel futuro. Chiaro che la mia miglior medicina  è la  comprensione in chiave  "LOGICA" di qualsiasi fatto: di scienza - tecnologia e di costume. Ciò che mi allarma è  che,  "giornalisti e istituzioni, quando devono riportare cronache sulle lauree americane, nel 100% dei casi parlano di lauree comprate etichettando i documenti come "carta straccia" (penso sia stupido, perché così si denigra in TOT tutto il sistema americano. Semplicemente per tenere buoni un ATTORE misterioso padre del MONOPOLIO.

FATTO: le considerazioni sono di parte, pilotate dalle lobby universitarie, con le quali disconoscono i veri sacrifici fatti dalle persone che si sono rivolte ad istituzioni  (americane) che hanno dato loro ragione, considerando le vere "valenze" della vita. Ad essere più attenti: "nessuno parla mai di "APOSTILLE", anche se si tratta di una legalizzazione internazionale di grande valore,  insito nella internazionalità del documento.  Infine, voglio ribadire che, un titolo di studio non è prerogativa esclusiva di uno  Stato, e tanto meno delle università. Stiamo parlando di una consacrazione la cui responsabilità viene assunta da diversi "attori" nelle diverse occasioni. Quello che dà il vero "Valore" al "DOCUMENTO" è il portatore. In seguito, sarà il mercato del lavoro a "scegliere" il vero valore di un qualsiasi titolo. Anche se, per un concorso pubblico  - oppure nelle attività riunite nelle "Corporazioni" (Albi), si tiene conto del pezzo di carta rilasciato in nome del Popolo italiano, anche se la denominazione  "Popolo italiano" è maledettamente impropria. Nel privato, chi deve assumere tiene conto del vero "Status" del candidato e... come per miracolo le "imposizioni" delle regole sibilline,  crollano come dei castelli di carta!!!

Nei fatti: una Laurea italiana ha una valenza esattamente uguale ad una Laurea USA. Ambedue non portano da nessuna parte; intendo dire che, un laureato italiano (ad esempio in Legge) non può esercitare la professione di Avvocato prima di avere sostenuto un esame di Stato. In sostanza si trova con un pezzo di carta che non gli permette di esercitare la professione per la quale ha studiato per cinque anni in una Università, con grande dispendio di risorse. Si trova con un titolo "Accademico" di Dottore in Legge, esattamente come se avesse una Laurea Americana. L'unica differenza è che, può essere ammesso agli esami di Stato, il laureato USA non può accedervi, semplicemente perché non gli viene riconosciuto il titolo (per adesso!!). Tutto questo avviene prevalentemente in Italia ma... non è una situazione definitiva, perché, prima o poi anche la nostra cara Patria dovrà uniformarsi al resto del Mondo (un processo evolutivo inevitabile). In ultimo voglio dire che, considerando la Legge italiana concernente i titoli "esteri", ci sono da considerare alcuni punti: 

  • Dopo la legge sui titoli di studio (1938), ci sono state parecchie sentenze da parte della Suprema Corte di Cassazione, favorevoli alla libera circolazione dei titoli anche extra Italy, ed il loro uso.

  • Sono stati approvati Decreti in favore all'uso del titolo di Dr. - Dott. o Dottore anche da parte di laureati americani.

  • Sono stati ratificati trattati di amicizia tra le varie nazioni.

  • E' stata Ratificata la convenzione  "APOSTILLE" dell'Aja del 1961.

Per i zelanti del Potere che non avessero ancora capito l'antifona, non voglio spendere altre parole perché sono sicuro che in sede giuridica riuscirei a smontare le loro argomentazioni su leggi che col tempo sono passate e decadute con il progresso dell'Umanità. Quello che mi dà la forza di parlare senza paura è la certezza della "dignità" dell'essere umano che è inalienabile. A chi intendesse approfondire la mia tematica posso consigliare di leggere la: "Sesta Sezione Penale 17921 del 15 aprile 2003. 

QUANDO SI LAUREAVANO SOLO I RICCHI. 

50-100 anni fa il dovere dello Stato era l’alfabetizzazione dei suoi sudditi, e si poteva capire bene che lo strettamente necessario per l’individuo di allora, consisteva nell’imparare a leggere e scrivere. Ci trovavamo ancora in un’economia prevalentemente contadina e l’era industriale cominciava ad apparire timidamente, prevalentemente nella costruzione di strumenti bellici. Naturalmente le esigenze fondamentali erano allora la "manovalanza" occorrente alla costruzione dei sontuosi palazzi del Potere e le case dei ricchi. Per l’alfabetizzazione elementare lo Stato italiano ha sempre provveduto. Gli analfabeti c’erano perché ai tempi, tanti erano costretti a lavorare da bambini, andando in campagna a custodire le greggi o aiutare i genitori nei lavori per il sostentamento. Già da allora non mi risulta che fosse Reato imparare a leggere e scrivere magari dai genitori o parenti acculturati, voglio dire che c’è sempre stata la libertà di apprendere e insegnare. Non sarebbe potuto essere diversamente, dal momento che, anche nelle dittature, si è sempre badato all’insegnamento in generale, almeno in proporzione all’economia del Paese. Ai tempi della Legge n.1269 del 1938, l’università era prerogativa dei benestanti e quindi di una ristretta cerchia di persone. Per tutti gli altri era semplicemente un Tabù. Allora non c’era bisogno di tanta severità perché la selezione avveniva in automatico, infatti: a nessuno era proibito frequentare l’Università, il veto era nella povertà e dunque tutto è sempre filato liscio. Ci sono state delle persone (pochissime) altamente motivate che si sono ribellate alla situazione e infrangendo le consuetudini sono riuscite ad ottenere la "Conoscenza". Non mi risulta che, siano state condannate e messe in Galera persone che hanno studiato da "Autodidatta, che Reato sarebbe??". Ho conosciuto persone studenti "Autodidatta" che hanno ricoperto posti prestigiosi e di responsabilità, percorrendo una prestigiosa carriera.

Io stesso come racconterò in seguito, sono un esempio concreto di chi, partendo dalla quinta elementare è riuscito ad essere padrone dell’Elettrotecnica e della Programmazione dei Personal Computer, ed ottenere dei prestigiosi titoli di studio universitari Extra Italy e vari riconoscimenti. Posso dire di non essermi fatto nessun male e, nessuno ha mai posto in dubbio le mie capacità (bisogna avere il coraggio!!). In America fin dal 1860 (circa) si è cominciato a sfruttare il sistema di studio per corrispondenza, necessario perché le popolazioni frazionate in piccoli insediamenti e distanti centinaia o migliaia di Km tra loro, difficilmente potevano usufruire delle University. Da allora milioni di persone si sono laureate per corrispondenza ottenendo dei regolari titoli di studio, perfettamente parificati ai tradizionali. Lo studio a distanza negli USA esiste ancora, vuoi per le distanze – vuoi per l’impossibilità di frequentare gli Atenei oppure per scelta personale. Anche in America nessuno è mai stato condannato per essersi permesso di studiare da autodidatta e… nessuno è mai stato condannato per essersi permesso di insegnare agli altri, sia che si trovasse in ambito universitario o in privato, cioè fuori dalle regole. Già regole!! Ma, possono esserci delle regole per la "Conoscenza" che legittimamente una persona deve poter acquisire?? Esistono delle regole imposte da una Legge, sul mangiare – camminare – parlare piuttosto che apprendere la "Scienza" per proprio conto?? Per chiudere questo brano, voglio aggiungere: "perché un Dottore laureato alla Bocconi – La Sapienza o il San Raffaele, magari con il massimo dei voti, deve avere qualcosa da temere se un’altra persona vanta titoli che non sono accettati in Italia e… magari ingenera qualche dubbio sulla veridicità degli stessi?? La verità è che, (ammettiamo per un momento) il falso Dottore si dovrà scontrare con la realtà, nello stesso momento che volesse iscriversi ad un "Ordine" professionale e si vedrebbe rifiutato. Ad un certo punto penso che tutta questa "Enfasi" sulla Legge del "RE" sia un tornare indietro di 50anni o il volere a tutti i costi creare una sorta di BASSO MONOPOLIO" o "CASTA" di "POTERE", il criminalizzare un atto "Divino" compiuto da una persona che con tutta l’Anima cerca di avere in se la "Conoscenza".

LA MIA STORIA. 

Giugno 1952 conseguimento della quinta elementare, fine della mia storia scolastica. Avevo tanta voglia di "conoscere" ma… non ho potuto proseguire gli studi, perché nel mio paese (4.000 abitanti, senza Elettricità – Acqua – Fogne ) non esistevano altre scuole oltre le elementari. Per continuare avrei dovuto trasferirmi a Nuoro (76Km dal paese). Siccome era impossibile viaggiare ogni giorno, mi sarei dovuto trasferire in pianta stabile, ciò comportava una spesa che mio padre non poteva sostenere, pertanto il risultato fu, la fine. Al momento non ebbi nessuna ripercussione psicologica e continuai la mia vita fatta di gioco con i miei amici.

Fu nel 1954, che i miei genitori fecero un viaggio a Milano, perché mia madre doveva visitare sua sorella che non vedeva da trent’anni, il viaggio per me rappresentava un qualcosa di fantastico, anche se, non immaginavo minimamente quale sarebbe stato lo scenario che sarebbe apparso ai miei occhi, vedendo una città come Milano. Abituato al mio paese, non essendomi mai mosso, non avendo mai visto una foto o figura che illustrasse Milano o altra città, pensavo che il resto del mondo fosse uguale al mio paese, forse un po’ più grande ma simile. L’arrivo a Civitavecchia fu il primo impatto, poi destinazione Milano, il treno cominciò a percorrere la tratta che mi avrebbe portato fino a destinazione e, gradatamente mi mostrava paesaggi che cambiavano, col procedere del viaggio. L’avvicinarsi di Milano, cominciò a mostrarsi ai miei occhi come un film di fantascienza: "Le ciminiere delle fabbriche – i grandi capannoni delle fabbriche, furono il primo impatto con una città che avrebbe segnato tutta la mia vita". Stazione Centrale – Taxi che mi portò con i miei genitori in città da mia zia (se non ricordo male, via Guerzoni). Ora non ricordo la zona ma so che era quasi in "centro". L’impatto fu sconvolgente: "Strade con selciato illuminate di notte – negozi con vetrine piene di cose che non avevo mai visto – Tram che percorrevano in lungo e in largo tutta la città. Come aggiunta a tutto quanto avevo già visto come primo impatto e che già mi aveva segnato, ci fu, che mia zia aveva un laboratorio artigianale dove produceva "pantofole e pedule" vulcanizzate. C’era una serie di macchinette (14 o 7paia) che vulcanizzavano 7paia di pantofole ogni 14minuti (il tempo necessario alla vulcanizzazione della gomma vergine).

C’era una trancia per tranciare le tomaie e pianelle – c’erano le macchinette ognuna con una spia rossa e una verde, le quali segnavano l’attacco e lo stacco del termostato che serviva per avere una temperatura costante. Le spie rosse e verdi, furono lo strumento che iniziarono a programmare la mia mente ponendovi l’idea che da grande sarei stato padrone di quella energia (Elettricità) che vedevo ma che non sapevo definire, comunque sapevo che sarebbe stata la forza che avrebbe segnato il progresso umano. Venne il momento di partire ma io volevo restare a Milano per unirmi a ciò che avevo visto e… possibilmente viverlo. I miei genitori non erano d’accordo (giustamente), io mi misi a piangere e mia zia (donna saggia) che aveva forse capito la mi voglia di apprendere disse: "Lasciatelo da me, il giorno che si stanca di rimanere qui vi farò venire a prenderlo o lo accompagneremo a Civitavecchia per imbarcarlo sulla Nave per Olbia. Rimasi a Milano da mia zia e cominciai da subito ad aiutare miei cugini nella produzione delle pantofole: "Inizialmente aiutavo a riempire le forme di granella di gomma vergine (cruda) e poi continuai a fare dei lavori sempre più impegnativi. A quell’epoca (1954) avevo 14 anni ed ero anche poco sviluppato. Lavorare alle macchinette necessitava di due persone: uno per riempire le forme di gomma, l’altro per togliere le scarpe già cotte e calzare la tomaia sul piede di riscaldato. Un giorno mio cugino mi mise a lavorare in tandem con un ragazzo di circa 18anni. Dopo una mezz’oretta cominciai a mostrare segni di insofferenza, non accettavo che un’altra persona mi comandasse, la mia convinzione era che, avrei potuto fare quel lavoro da solo senza litigare con nessuno. Altra caratteristica che mi ha accompagnato per tutta la mia vita, è stata una gelosia morbosa del mio lavoro del mio sapere. Chiaramente mio cugino non era d’accordo sul fatto che io riuscissi o potessi fare da solo il lavoro che era predisposto per essere fatto in due. In quell’occasione mi misi a piangere e mi rivolsi a mia zia. Lei con la sua saggezza sentenziò: "Va bene fatelo provare, se non è in grado di fare quello che pretende di poter fare, vorrà dire che si convincerà da solo". Cominciai a lavorare da solo e tutto filò liscio. Normalmente si staccava verso le 15 di pomeriggio perché si lavorava al caldo (generato dalle macchinette) ed era impossibile procedere oltre le sei ore.

Nei 14minuti (tempo di vulcanizzazione della gomma), riuscivo a fare il giro delle 14 macchinette che consisteva in: "Togliere la scarpa cotta – caricare la gomma nella forma – calzare la tomaia – pressare – proseguire con la successiva". Mi ricordo che alla fine mi sedevo e aspettavo il suono della sveglia che marcava i 14 minuti., normalmente impiagavo 12-13 minuti. La sera tranciavo e smerigliavo le "solette", riempivo i contenitori della gomma vergine. In una giornata lavorativa riuscivo a produrre da solo, circa 140 paia di pantofole. Mi accorgo a distanza di 50anni di essere stato allora un genio, un fenomeno da "baraccone". Un giorno mia zia (patron di tutto) decise di acquistare una serie di macchinette nuove ed in quell’occasione mi sentivo un protagonista e i miei pensieri volavano in alto. Volevo dare sempre di più, forse per dimostrare che ero bravo, ma anche, per una sfida contro me stesso. Nei primi tempi, dei probabili acquirenti delle macchinette che per allora erano all’avanguardia venivano mandati dal costruttore per vederle al lavoro. Un giorno venne un gruppo di cileni e… vedendomi indaffarato alle macchinette tutto solo, rimasero stupefatti, tanto che, uno di loro mi fece una specie di croce sulle spalle in segno di benedizione. Fecero la proposta di portarmi in Cile, chiaramente l’operazione non andò in porto anche perché avrebbe comportato enormi difficoltà. Rimasi a Milano per un anno e mezzo circa, poi mia zia che da anni aveva un Tumore maligno, si aggravò e non si alzò più dal letto, miei cugini senza il controllo di mia zia andarono a "ramengo" e la prima cosa che fecero, fu quella di rispedirmi in Sardegna. Nel tempo che ho lavorato alla produzione, avevo fatto un paio di piccole "invenzioni" per migliorare la parte meccanica delle macchinette e rendere il lavoro più spedito e con meno fatica. Sarebbe troppo tedioso entrare nei dettagli, ciò che voglio specificare al lettore, è che, ai tempi del racconto avevo 14anni e in più non ero neanche tanto sviluppato fisicamente.

In Sardegna rientrai con la mente programmata per un obiettivo che di li a poco tempo avrei iniziato a perseguire, sto parlando dello studio dell’Elettrotecnica. Il primo incontro con il mio destino avvenne nel 1966 (avevo 16 anni). Un giorno mi capitò per caso un annuncio pubblicitario che riguardava l’Istituto Svizzero di Tecnica di Luino, il quale pubblicizzava una serie di corsi per corrispondenza. Chiesi informazioni e dopo una decina di giorni mi arrivarono le brossure con tutte le delucidazioni e metodiche di studio. Mi scrissi subito al corso di "Elettrotecnica". Il corso era composto da 25 dispense da 32 pagine cadauna in formato UNI-A4, da studiare una per ogni mese. Per ogni dispensa erano previsti una decina di compiti da inviare all’Istituto per il controllo – eventuali correzioni e consigli. Il primo impatto circa le dispense: fu la copertina in cartoncino di colore arancione con disegnato un traliccio di "Alta Tensione". La carta era fine e pattinata, con testi nitidi e precisi, così le figure esplicative. Il tutto creò in me una passionalità che mi risulta difficile descrivere in questa esposizione. Posso dire che per i 25mesi vissi solo ed esclusivamente per studiare – cercare di capire – svolgere i compiti e… aspettare con ansia la dispensa successiva. Il paese non era stato ancora elettrificato e pertanto non c’erano persone nel settore (elettrico) alle quali avrei potuto chiedere qualche consiglio per delle nozioni astruse (e ce ne sono state purtroppo). Si trattava di "Capire" o "Morire" ma, io eccitato fino all’ossessione, non volevo morire ma… capire. Certo, ci sono stati momenti tremendi, specialmente nella matematica (che ho sempre amato e odiato), quando si trattava di comprendere "l’Algebra" con le sue equazioni delle quali non potevo averle studiate alle elementari. Eppure riuscii a capire e a svolgere funzioni abbastanza complicate.

La Matematica comprendeva lo studio della Trigonometria (fondamentale per la comprensione dei fenomeni della Corrente alternata), ne fui subito padrone perché legata direttamente ai fenomeni della materia che tanto mi entusiasmava. Di seguito: "Logaritmi" – Chimica organica ed inorganica – Fisica Meccanica e tante altre cose, che formarono in me una preparazione che mi accompagnò per tutta la mia attività professionale. Capisco che può sembrare impossibile studiare un corso di Elettrotecnica completamente da solo, ed ottenere le votazioni riportate in tabella nella pagina seguente:

 

Materia.

Media voti.

1

Tecnica della corrente alternata.

Sette e 5/10

2

Tecnica della Corrente continua.

Sette e 8/10

3

Accumulatori.

Sette e 7/10

4

Calcolo dei conduttori.

Sette

5

Tecnica dell’illuminazione.

Otto

6

Tecnica delle misure.

Sette e 7/10

7

Impianti luce e forza motrice.

Sette e 8/10

8

Disegno e progettazione.

Nove

9

Matematica

Sette

10

Media generale

77/100

Capisco che la situazione appare ancora più incredibile se si pensa che tutte le nozioni delle quali sono diventato "padrone" erano contenute in 25 dispense da 32 pagine l’una. Se togliamo la pagina del frontespizio + una – due pagine riservate ai compiti, restano: 32-2 = 30x25 = 750 pagine. Pazzesco!!! Oggi che conosco la mente umana, posso dire che è infinita. Se si crede e si ha una buona motivazione, è certo che si possono raggiungere risultati eccezionali. Ho avuto il Diploma in data 31/ottobre/1958, solo allora si stava elettrificando il mio paese. Nel 1959 mi ero trasferito a Nuoro per cercare qualche sbocco lavorativo. Lo stesso anno ho fatto domanda di assunzione all’I.N.A.P.L.I di Nuoro (Istituto Nazionale Apprendimento Professionale Lavoratori per l’Industria), dal quale sono riuscito ad ottenere un colloquio. Il giorno stabilito, sono stato ricevuto nell’ufficio dell’esaminatore, un perito industriale. La prima domanda che mi fu rivolta era, se conoscevo i raddrizzatori a Ponte di Graetz (unione di quattro diodi per il raddrizzamento delle due semionde di una corrente alternata), dissi di si, allora mi fu chiesto di disegnare lo schema relativo ed io lo feci prontamente. Di seguito mi fu chiesto di disegnare lo schema di un caricabatteria con raddrizzatore a "Ponte di Graetz", riuscii a fare anche quello e di seguito dovetti disegnare lo schema di un aviatore Stella/Triangolo per un motore Asincrono. Il colloquio durò circa un’ora e mezza e alla fine l’esaminatore mi chiese di come avessi ottenuto una simile preparazione, io gli dissi che tutto ciò che sapevo lo avevo studiato per corrispondenza e lui si rifiutò di credermi. Comunque fui assunto e divenni presto la mascotte dell’Istituto, i miei allievi mi adoravano, anche perché tutti erano di età uguale o superiore alla mia. Suscitati gelosia nei miei colleghi che mediamente avevano un’età di 35-40anni, inoltre non ero ben visto negli ambienti amministrativi, forse perché allora (a 19anni) usavo poco le formalità ed avevo preferito instaurare con i miei allievi un rapporto di amicizia. Poi, c’era un altro arcano: "L’Istituto era ubicato in un orfanotrofio (il San Giuseppe) - l’ambiente era palesemente Ecclesiale e… nell’ambiente saturo di pregiudizi avevano già realizzato che io fossi un "COMUNISTA". Si, la mia tendenza era quella ma ciò non interferiva con la mia preparazione e il dovere che compivo con "ZELO".

Fu durante un ricovero in ospedale durato 11 giorni, a seguito di un incidente di moto, che i miei simpatizzanti ebbero il tempo di costruirmi un paio di scarpe. Al rientro in Istituto trovai il capo (Padre Lai) che chiamandomi nel suo ufficio mi disse: "Tu sei un Comunista e non puoi lavorare con noi". Il bastardo l’ebbe vinta ed io fui licenziato su due piedi. Non ci fu nulla da fare, ai tempi comandavano i preti ed io non avevo nessuna forza per contrappormi. Rimasi con l’amaro in bocca ma, con la soddisfazione di essermi potuto confrontare professionalmente. Ero giovane e pensai di continuare a studiare per specializzarmi sempre di più, decisi di conoscere a fondo il mondo degli Avvolgimenti dei motori elettrici e sapevo che potevo acquisire l’ulteriore conoscenza attraverso i libri da "AUTODIDATTA". Ordinai alcuni libri dalla Hoepli di Milano e cominciai il pellegrinaggio nel magico mondo degli avvolgimenti. Ancora più magico se pensiamo che allora in tutta la Sardegna c’erano 5-6 persone che avevano la capacità di riavvolgere un motore bruciato, uno a Nuoro – uno a Olbia – due a Sassari – due a Cagliari. Il fascino del difficile in quegli anni era il carburante che mi faceva progredire. Nell’arco di un anno cominciai ad avvolgere motori (a Nuoro) e presto divenni ricercato e avvolsi parecchi motori. La mia sete di "Conoscenza" non era stata ancora placata anzi… "volevo riuscire a calcolare un avvolgimento e per arrivarci dovevo conoscere il calcolo di tutti i parametri che riguardavano un dato motore con una data caratteristica". Ancora libri della Hoepli (generalmente di autori tedeschi) – anni di studio per arrivare alla padronanza del calcolo …. Per centrare l’obiettivo. Un giorno volli fare qualcosa che mi avrebbe dato la sicurezza sulla capacità di "calcolare" un avvolgimento; di solito la teoria non si riscontra mai in campo pratico e sapevo che, per calcolare una motore Elettrico il costruttore esegue tantissimi "TEST", per cui volevo vedere fin dove avevo capito. Riuscii ad acquistare un motore (fuso) di una Pialla per legno, da un falegname che aveva comprato un macchinario nuovo. Smontai l’avvolgimento senza contare le spire e senza controllare il diametro del filo che componeva le matasse. Del motore avevo solo la carcassa vuota. Volevo partire da zero!! In base ai dati della targhetta: "potenza – rendimento – giri al minuto – sfasamento – tensione di 

alimentazione" cominciai i miei calcoli. Ottenni il numero di spire per ogni matassa e il diametro del filo che doveva formare le stesse, poi, una volta ottenuti tutti i dati, procedetti alla lavorazione e montaggio dell’avvolgimento. Il motore girava liscio ma dovevo provarlo sotto sforzo, cioè uno sfruttamento di tutta la potenza per cui lo avevo calcolato. Un giorno mi capitò un cliente disperato che in pieno inverno aveva bruciato il motore della sua sega a nastro, che gli serviva per appezzare la legna (vendeva legna da ardere). Mi accorsi che il motore della sega aveva gli stessi dati di: velocità e potenza del mio, e di colpo mi venne un idea. Dissi al mio cliente che non potevo riavvolgergli il motore in tempo di pochi giorni, giacché mi occorreva del tempo per ricuperare il materiale. Gli dissi che avevo un motore pronto e che ero disposto a prestaglielo (gratuitamente) per tutto il tempo necessario (volevo collaudarlo!!). Raccomandai il cliente di far lavorare il mio motore senza risparmio e che se si sarebbe bruciato, non avrei preteso nessuna rivalsa. Il mio cliente benché avesse lavorato a pieno ritmo per settimane non riuscì a bruciare il mio motore e… benché assembrato sommariamente (avevo usato cartoline illustrate per l’isolamento tra le matasse e non avevo fatto la solita verniciatura dell’avvolgimento con vernice cementante).

Il motore resistete agli sforzi più gravosi con mia grande soddisfazione. Certo, il mio racconto sembra una favola e certe volte mi domando come sia riuscito a realizzare simili imprese (forse perché oggi ho perso la verve, data la mia età che da parecchio ha superato gli "anta"). Resta in me il ricordo della gioventù e mi sento un vuoto nello stomaco, in questo momento mi si inumidiscono gli occhi di lacrime e vorrei piangere, non so perché. Di certo non per tristezza e neanche per gioia. Forse per le opportunità mancate – di certo perché le mie opportunità si affievoliscono in rapporto diretto con l’età che avanza e che inesorabilmente mi porta sempre più in basso nella curva della vita. Piango, quando mi vedo ragazzo con la mente predisposta come una spugna ad assorbire qualsiasi cognizione potesse darmi la gioia della "Conoscenza". So che sarei fuori luogo, a lamentarmi dello Stato che non mi ha dato la possibilità di frequentare le "scuole" che allora erano destinate ai benestanti. Ormai sarebbe troppo tardi e questo mi porta a lasciare perdere, di certo il mio destino è stato quello di passare in strade che non tutti potevano o avevano voglia di percorrere. La gioia che spesso si trasforma in poesia, mi allieta l’anima e mi fa sentire una persona fortunata nel Signore DIO che sempre ho sentito vicino nei momenti difficili e spesso pericolosi per la mia incolumità. Dell’insegnamento religioso avuto da mio Padre anche se (lui mio Padre) non era affatto praticante, ho assimilato la vera forza che mi ha tratto sempre di impaccio nei momenti in cui ho rischiato anche la vita, sto parlando della forza della "VERITA’".

Trent’ anni dopo (nel 1986) mi iscrissi sempre con il medesimo Istituto, ad un corso di: PROGRAMMAZIONE BASIC E MICROCOMPUTER, corso che terminai in data 12 dicembre 1988 con la votazione di 49,3 su 50. Il corso trattava esaurientemente tutte le problematiche inerenti la programmazione nei due principali linguaggi di allora: "Basic e Pascal". Fu in seguito che volli conoscere anche gli altri linguaggi e pertanto cominciai a studiare decine – centinaia di volumi sull’argomento (attualmente ho una libreria composta da 350 libri di Informatica).

Con la Programmazione ho avuto tante soddisfazioni e sono riuscito a scrivere degli ottimi programmi "gestionali". Grande soddisfazione è stata, quando ho cominciato a navigare il pianeta "Internet", Ho potuto scoprire un mondo magico, dove il "Sapere" diventa alla portata di chiunque ed in quell’ambiente mi sono compenetrato per cercare di carpirne la "Filosofia". Si, quello che mi interessa attualmente è il mondo della comunicazione come aggregazione di culture nell’interesse di tutti.

UNIVERSITA’ TERZO MILLENNIO 

Se in tempi passati (50anni fa) l’impegno dello Stato era quello di provvedere all’istruzione elementare, oggi venendoci a trovare nell’era dei BIT, il Sapere è merce necessaria per tutti (100%) delle persone. L’Università italiana ha assunto un compito ben più gravoso di quello di 50anni fa. Nel momento che si parla di Scuola Istituzionale e che la stessa è regolata da una Legge che data l’importanza diventa di Diritto Costituzionale (cioè diritto per tutti), il sistema dovrebbe fornire a tutti, poveri o ricchi, le stesse possibilità di accesso alla "Cultura" (ciò però non avviene).E’ assurdo ribadire il concetto secondo il quale: "solo le Università autorizzate o riconosciute dallo Stato, possono definirsi tali e… pertanto concedere titoli di studio.

Ma, che cos’è un titolo di studio?? Una constatazione di fatto, che dichiara la preparazione di un soggetto in base a delle risultanze acquisite attraverso un percorso scolastico, oppure, una considerazione che tiene conto dell’esperienza + studio, dimostrata in anni di esercizio in campo professionale?’

Questi concetti non possono essere regolati da una Legge, nel senso che, non occorre una legge per dire che uno è "Virile" o "Impotente". Solo i fatti possono dimostrare l’una o l’altra qualità. Nella stessa proporzione posso sentenziare che una persona è di bassa o alta statura, intelligente o stupido, ignorante o colto. Non si può dire che solo istituti autorizzati dallo Stato possono fornire "Cultura", poiché ciò andrebbe in contrasto con la libertà dell’individuo. "Insegnare" e "Apprendere" sono espressione di libertà, chiunque può insegnare – chiunque può apprendere!!

Il Sapere non è una fisicità, ma uno stato mentale che può essere variato: con la "Volontà – Determinazione – Motivazione – Obiettivo" . Quattro concetti che nessuna Istituzione o Legge possono imporre o regolare. Solo la volontà può permettere alla persona di apprendere.

Nei paesi progrediti, a cominciare dall’America, i titoli di studio non hanno alcun valore legale. Solo il prestigio delle university che li ha concessi può fare la differenza. Le university negli USA sono delle semplici aziende che producono servizi che nel nostro caso si traducono in DIDATTICA. L’accreditamento non è un procedimento obbligato ma un qualcosa in più che le university possono chiedere per un (a parer loro) maggior prestigio. Gli istituti di accreditamento sono privati. A questo punto posso pensare che trattasi di una forma di Pubblicità o di visibilità. In America il "Prestigio" si conquista sul campo e la differenza (mai Legale) nasce dal percorso di decenni o secoli. Voglio fare l’esempio dell’ Harvard University fondata circa 370anni fa, che non ha bisogno di leggi fatte ad hoc per vedersi riconosciuto il prestigio. Sembra paradossale: negli USA Harvard ha lo stesso valore (giuridico) di qualsiasi University, magari creata un anno fa e che agisce Online. Il prestigio, nel caso dell’Harvard è maturato nell’Eccellenza portata avanti per 370anni (non una legalità ma… la dimostrazione nel tempo). Non è solo l’University però che dà il prestigio ad un Titolo di Studio. Un valore aggiunto, spesso fuori da qualsiasi regola deriva dal portatore del titolo, in una serie di meccanismi e "Mappe" mentali che formano qualcosa, non apprendibile nelle scuole. Un fattore che travolge i privilegi consueti e forma l’uomo fuori da tutto, addentro in una dimensione che solo a lui appartiene. Quale Legge può imbrigliare il "Fenomeno" – quale Legge può dire con certificazioni in nome del Popolo e di non so quale Rettore o Commissione, che il Dottore è veramente formato e può camminare senza tentennamenti?? Solo il percorso dell’ "ESPERIENZA" e i frutti del lavoro compiuto in anni potranno "evidenziare" le capacità dell’individuo. Sembra assurdo ma, nel mondo esistono (più di quanto si voglia credere) persone Eccellenti che hanno fatto grandi scoperte, le quali non hanno mai conosciuto un Ateneo. I nomi sono davvero Eccellenti!! Guglielmo Marconi - Leonardo da Vinci – Grazia Deledda (nostrani) e tanti altri se andiamo a vedere in campo mondiale.

Supponiamo che Leonardo da Vinci viva ai tempi nostri (2006) e che si iscriva ad una University americana per ottenere un Master Degree (Laurea in italiano), può essere un qualsiasi organizzazione, magari una società LLC appena formata composta da un teen di quattro – cinque persone. Chiaro che, non appena il nostro amico Leonardo esporrebbe la sua "Mercanzia" (le capacità), gli verrebbe conferito immediatamente il titolo più alto: diciamo Prof. Dr. Ph.D. (Americano), senza nessun percorso di studio. Ora, secondo tutte le chiacchiere che ho potuto leggere in Rete negli ultimi tempi, Leonardo sarebbe un usurpatore di titolo, semplicemente perché la Laurea non gli è stata concessa da una Università riconosciuta dallo Stato italiano. Per una serie di motivi a me ignoti: "Secondo Legge, sarebbe "Regolare" la laurea ad Honorem data a Vasco Rossi perché concessa da una Università", la quale (nello stesso anno) ha avuto un incremento di immatricolazioni di centinaia di unità. Forse sto diventando uno "Stronzetto" presuntuoso e rimbambito (ho 66anni!!) e non riesco a riconoscere che Vasco (grande Artista) ha scritto tante canzoni – ha guadagnato soldi a palate ed è sulla cresta dell’onda da decenni. Se fossi io "Gian Pietro Bomboi" a chiedere una Laurea ad Honoris Causa, proponendomi con la mia storia fatta si, di povertà ma ricca di risultati incredibili, mi direbbero: "chi sei, chi ti conosce". Avrebbero ragione perché io non sono mai apparso in televisione, non ho venduto milioni di dischi – non ho guadagnato miliardi. Se questa è la vera risultanza, che porta al diritto di chiamarsi uomo, allora io sono una nullità e chiunque può mettermi alla "gogna" se non fosse per un piccolo particolare: "riesco a trasformare qualsiasi tematica in un operazione di logica matematica, in parole più povere, riesco sempre a ragionare e portare la luce nella mia logica. Riesco a creare buoni collegamenti "Neurali" nella mi mente, infine, riesco anche a dominare la paura. Se un domani venissi denunciato per usurpazione di titoli di studio, mi sentirei al sicuro e troverei senza dubbio la Giustizia dalla mia parte". Credo molto nella logica della verità e, non mi fa paura una Legge che ormai esiste dal tempo del Re e con l’inizio del terzo millennio è diventata NULLA!!. Vorrei sottolineare il fatto che: il contenuto del Regio Decreto 4 Giugno 1938, n. 1269 anche se modificato nel tempo non può sortire nessun effetto, anche perché negli anni sono stati firmati degli accordi di collaborazione tra stati – sono state firmate convenzioni (es. APOSTILLE Aja 1961) – sono state emanate sentenze dalla Corte Suprema di Cassazione. Stiamo procedendo per l’ unificazione tra popoli e costruendo un "Canale" dove le persone possono circolare liberamente con i propri meriti per un riconoscimento libero e privo di "pregiudizi". Sulla mia stessa tematica (molto più competente) si è espresso il professor Mario Monti, in una intervista pubblicata nel CORRIERE DELLA SERA del 2 Giugno 2005, di RAFFAELLA POLATO. Titolo: Monti e l’università: abolire il valore legale della laurea (segue l’articolo).

COSI’ DICE MARIO MONTI. 

(".... articolo di proprietà del Corriere della Sera di, RAFFAELLA POLATO..)  L’INTERVISTA,

Monti e l’università: abolire il valore legale della laurea

A pagina 5 di RAFFAELLA POLATO    dal Corriere - 2 giugno 2005 (..... «Il sistema universitario - dice al Corriere Mario Monti (foto) , ex commissario europeo alla Concorrenza e presidente della Bocconi - deve diventare protagonista del rilancio del Paese». Ma oggi è un sistema che Monti senza mezzi termini definisce troppo «corporativo» e che rischia di «procedere per inerzia conservatrice». La riforma del mondo accademico «passa per l’abolizione del valore legale del titolo di studio». Monti e l'innovazione: l'università di oggi è troppo corporativa« La riforma passa per l'abolizione del valore legale del titolo di studio. Cominciamo da qui per superare la crisi strutturale del Paese » MILANO – Un sistema che, senza mezzi termini, definisce «corporativo». Una struttura che rischia di «procedere per inerzia conservatrice». Un’esigenza non più rinviabile: «Cambiare». Ma non a parole. Perché se non si comincia da lì, dalla scuola e dall’Università, l’Italia «si gioca l’unica carta che ha per superare una crisi strutturale e di prospettiva molto grave». Quella carta, dice Mario Monti, è «l’investimento nel capitale umano», è il «dare maggiore spazio ai giovani» di cui parla Carlo Azeglio Ciampi. E però il meccanismo non può funzionare, non al meglio, se anche nella «corporazione dei prof» non si introduce più concorrenza. E sbaglierebbe chi, a questo punto, liquidasse come una semplice provocazione la conseguente proposta dell’ex Commissario Ue (alla concorrenza, appunto): «Senza pensare di abolire oggi il valore legale del titolo di studio, sarebbe interessante esaminare l’ipotesi e fare magari qualche simulazione».

La sfida però è più alta: «Il sistema universitario deve diventare protagonista del rilancio del Paese», determinante per battere la crisi. L’Università Bocconi, della quale Monti è presidente, a questo ruolo si sta attrezzando con un piano strategico (approvato dal consiglio in maggio e che, in luglio, verrà completato con i cambiamenti nelle strutture organizzative e con il piano economico-finanziario). Criterio ispiratore: «Le nuove condizioni del Paese richiedono chiarezza di visione». Sembra inutile chiederle, professor Monti, se c’è sintonia anche con quanto detto da Luca Cordero di Montezemolo all’assemblea di Confindustria: «La concorrenza è un mezzo per migliorare il Paese attraverso un processo meritocratico che deve cominciare dalla scuola». Ma condivide anche la critica implicita, «il sistema oggi non è all’altezza»? (…..) Per esempio? «Una riflessione sul valore legale delle lauree sarebbe utile. Come sulle regole di governance delle università. Ma è fondamentale anche riempire di contenuti affermazioni vere e tuttavia ancora vuote, come "società della conoscenza" e "investimento sul capitale umano". Il potere della conoscenza come forza trainante dello sviluppo economico è un dato di fatto. Il cammino verso la "società della conoscenza" ha una particolare importanza per un’università come la Bocconi e per il posto che in questo cammino occupano le discipline dell’economia, del management, del diritto. Discipline che mostrano una rinnovata vitalità come criteri di interpretazione dei fatti sociali e come base degli strumenti operativi per governarli». E il capitale umano? «Investire vuol dire prima di tutto dare regole chiare e trasparenti, e penso per esempio alla riforma degli ordini professionali o all’accesso alla carriera accademica. Regole che siano funzionali alla selezione dei migliori e quindi anche alla mobilità sociale, valide non solo sul mercato italiano ma su quello europeo e mondiale. Mi lasci usare un termine da ex Commissario alla concorrenza. Oggi il "mercato rilevante" è l’Europa, non più l’Italia. E se la Bocconi ha sempre avuto un ruolo di cerniera con l’Europa, da oggi questo ruolo è ancora più importante. I "no" alla Costituzione Ue devono servire a una doverosa riflessione sulle carenze dell’Europa, ma non da alibi ai meravigliosi conservatorismi di alcuni Paesi». Italia in prima fila? «Forse in posizione di spicco». Si dice: serve un salto di qualità nella classe dirigente. La Bocconi è da sempre un punto di riferimento: ma non ha, a sua volta, mancato la missione? «Credo proprio di no. Una delle mie maggiori soddisfazioni, nei dieci anni Ue, è stato incontrare imprenditori ed esponenti di governi di tutto il mondo che dicevano: "Il suo ateneo ha prodotto alcuni dei nostri migliori dirigenti". È chiaro però che l’università italiana, per essere una delle forze trainanti del Paese, deve essere in grado di anticiparne i bisogni in termini di formazione di una nuova figura di cittadino e operatore europeo. Il piano strategico per lo sviluppo decennale della Bocconi, al quale ha lavorato con impegno e generosità l’intero corpo docente sotto la guida del rettore Angelo Provasoli e con l’impulso del vicepresidente Luigi Guatri, risponde a quest’ esigenza». «Occorre chiarezza di visione sul futuro», scrive il vostro consiglio. Ma come si traduce in pratica, e in programmi, la «lettura» dei prossimi anni? «La riforma nazionale del sistema ha lasciato spazi di dubbio, dunque occorre intanto restituire certezze a studenti e mercato del lavoro.

Il che accadrà con la ristrutturazione dei corsi esistenti e la messa a punto di nuovi prodotti formativi, con programmi che assicurino flessibilità, multidisciplinarità e internazionalizzazione, con una maggiore selezione ma anche una rinnovata attenzione al modello didattico. L’ambizione non è solo di istruire, ma anche di formare cittadini capaci di innestare nella società civile quelle "nuove energie" di cui ha parlato il Presidente Ciampi. E in questo impegno la Bocconi considera essenziale custodire gelosamente la propria totale indipendenza dal potere politico ed economico. Se l’Italia non è rispettata come dovrebbe e non è competitiva come potrebbe, lo si deve anche a commissioni improprie tra politica, economia e istituzioni». (Fine articolo di Mario Monti)

PERCHè  SUCCEDONO CERTE ASSURDITA’  

Si grida allo scandalo contro certe università non riconosciute in Itala dal MIUR, si parla di Lauree comprate prive di qualsiasi valore. Non capisco qual è il meccanismo che lega il valore di una Laurea alla sua vera sostanza. Forse è la Legalità che stabilisce la validità e non la vera sostanza derivante dalla vera Conoscenza?? Se così è, vuol dire che chi acquisisce un titolo avallato dal Potere dello Stato, ottiene un riconoscimento che gli apre tutte le porte a "Prescindere" dalla vera Conoscenza. Avere una Laurea, iscriversi ad un Albo Professionale ed ottenere un PASS per tutta la vita. Un grande affare, una grande protezione spesso ingiusta. Mi viene da ironizzare dicendo: "CARTA CANTA!!". Così, un semplice e banale Ragioniere (parto dal basso) si iscrive al suo bravo ordine, acquisisce un timbro "Tondo" e via a ufficializzare conti e pratiche, sicuro che mai nessuno gli potrà fare concorrenza, solo lui o quelli del suo "Ordine" potranno "fare di conto" ed avere credibilità. Nessuno neanche se dimostrasse di essere un "Genio" avrebbe la prerogativa di potersi fare la sua brava contabilità e mai potrebbe aprire uno studio per poter servire gli altri e guadagnarsi la vita, secondo le proprie capacità. Un dentista con la sua brava Laurea legalizzata compie lo stesso percorso: "iscrizione all’Ordine – Attrezzatura e via ad incassare soldi come la "CACCA". Per certi casi il rendimento è superiore alla vendita della "COCAINA". Certi sono "Onesti" e si aggiornano, certi continuano a lavorare con le conoscenze di 20-30anni fa, e… continuano a far soldi. A questo punto non è la vera capacità a fare la differenza ma… il "Timbro tondo". Naturalmente tutte le categorie protette dalle "Corporazioni" hanno carta bianca e… chi non è iscritto è fuori. Voglio fare un esempio di certi professionisti del mio paese che conosco (bene) da lungo tempo. Un Architetto che rasenta la stupidità ma…: ha la protezione del "Timbro tondo", aggiungiamo alcuni agganci politici (è stato in Politica), riesce a fare progetti per il Comune e tutti sappiamo che gli architetti sono pagati a percentuale. Costo opera (es.) 100.000€ guadagno il 9-10%, è facile fare il conto. Un PC una plotter un programma AutoCad e… nel giro di qualche giorno nasce il progetto con tanto di Computo metrico e Relazione, non c’è che dire. Per quanto riguarda gli architetti, tutti regolarmente laureati – iscritti all’Ordine e in possesso del Timbro tondo, mi viene facile fare una piccola considerazione: l’Architetto del mio paese è cento volte inferiore di capacità rispetto ad un altro Architetto conosciuto in tutto il Mondo, sto parlando di Renzo Piano!! Eppure se facciamo un discorso di ordine "Legale" tutti e due dovrebbero avere la medesima "Competenza" .

L’Architetto del mio paese ha studiato in una Università – Renzo Piano ha studiato in una Università. Tutti e due sono iscritti all’apposito "Ordine" – tutti e due hanno un "Timbro tondo". Dove sta la differenza?? Qualcuno mi dirà che Renzo Piano ha fatto dei corsi di specializzazione negli Stati Uniti d’America. Ma… l’America non è il Paese delle Lauree Taroccate?? Non è contemplato dalla Legge del 1938 che solo i laureati in Italia hanno il riconoscimento??? Altro punto: secondo il Potere: chi ha una Laurea americana deve esibire il titolo originale (senza traduzione) e, non può dichiararsi Dottore ma… Doctor. (il traduttore mi dice che sono due paroline uguali!!).

(voglio aprire una piccola parentesi: il termine Dottore (DOTTO!!) è una parola della lingua italiana e non può essere considerata in nessun modo una parola protetta. Nessuno può impedirmi di tradurre un termine dall’inglese all’italiano, pertanto Doctor diventa Dottore!!. Con lo stesso principio: se ho una Master Degree americano, ho il DIRITTO di considerare il termine in italiano che diventa semplicemente "LAUREA!!").

Già, chiamarsi Dottore può ingenerare confusione e… nessuno può permettersi di fare confusione. Le Lauree italiane rappresentano il Cardine della Cultura!! Chissà perché i ricchi mandano il loro figli a studiare negli USA e chissà, perché chi vuole andare avanti fugge negli USA. Non conosco nessuna Università fisica (cemento marmi e mattoni) però conosco tutti gli "Atomi" che le compongono. Ho il massimo rispetto per la loro imprescindibile "Utilità". Diciamo che le università sono la "Qualificazione" dell’Essere umano in quanto tale. Sarei riduttivo se considerassi una Università basandomi solo sulla sua fisicità. Piuttosto, "Università" rappresenta: tutte quelle azioni coscienziose che l’essere umano cerca fin dalla sua nascita per "CONOSCERE" ciò che lo circonda. Essendo la Conoscenza patrimonio individuale mentale, nessuno può sindacare qualsiasi azione fatta volontariamente che possa portare alla fonte del "Sapere".

FARE DI TUTTA L’ERBA UN FASCIO. 

In Italia si parla spesso di Lauree comprate presso sedicenti University americane (tutto ha un prezzo). La verità sulle lauree americane è che: normalmente ci si rivolge a certe University per farsi riconoscere competenze già acquisite con anni di esperienza, parlo di persone con età di 35-60anni con esercizio di 10-30anni. E’ improbabile che ad un tale servizio, si rivolga un ragazzo appena uscito dalla "Maturità". Ciò non avrebbe senso e non otterrebbe nessuna utilità pratica. Se esistono questi casi, sono da condannare ma credetemi, un ragazzo da 21anni con una Laurea avrebbe poca o nessuna credibilità, perciò sarebbe una perdita di soldi. Personalmente conosco alcune University USA che operano in Italia, con le quali ho avuto dei contatti più o meno ravvicinati; con una mi sono laureato, già dal 2000 ed ho continuato a seguirne l’evoluzione. Non mi risulta che, le University USA in Italia svolgono dei veri e propri programmi di studio, anche perché, essendo orientate verso chi già opera nel mondo del lavoro, il loro compito è quello di esaminare le capacità del candidato che spesso sono suffragate dai fatti. Una volta appurate le conoscenze del "Corsista" si predispone un percorso personalizzato per saggiare le sue capacità anche sul lato teorico-scientifico. Il Corsista deve scrivere una Tesi di Laurea su un argomento di sua attinenza e su una tematica attuale. Ho visto Tesi da 100 – 200 – 300pagine, con lavori meravigliosi. Parlo di "temi" che solo chi ha esperienza può sviluppare. Sto parlando di "lavori" ad altissimo livello che esprimono appieno tutte le capacità dell’individuo, normalmente maturate in campo "professionale". Il sistema americano è "MERITOCRATICO" e si basa sulla vera conoscenza. Quello che sto raccontando potrebbe sembrare "utopistico" e "fantasioso" non fosse per il fatto che, di ciò che dico ne sono personalmente "testimone" per avere conosciuto un centinaio di laureati USA. Nell’anno della mia esperienza (1999-2000) con una University americana, ho conosciuto una ventina di "corsisti" che poi hanno sostenuto l’esame insieme a me lo stesso giorno. Con loro ho vissuto per tre giorni al Castello di Carimate dove si è tenuto un Seminario sulle Leadership, immediatamente dopo l’esame. Con loro: ho mangiato – scherzato e fatto conoscenza, con l’esperienza acquisita, posso dire, chi era l’uomo tipo che andava a laurearsi con la The Yorker University. L’età spaziava dai 35anni ai 60anni (del sottoscritto). Per quanto riguarda l’esperienza: il 60% aveva già una Laurea (regolare), tutti avevano un Diploma di Maturità, l’esperienza professionale andava dai 12anni ai 40anni del sottoscritto. Ho conosciuto un Salernitano dell’età di 55anni, laureato e Preside di un Liceo Scientifico. Ho conosciuto un altro collega dell’età di 50anni circa in possesso di due lauree, Ho conosciuto un giovane 30-32anni già laureato in Economia e Commercio "Portaborse" di un Politico alla Regione della Sardegna a cui era stato chiesto di studiare un Master Degree americano (evidentemente perché dà prestigio). Siccome andare in America avrebbe comportato molto tempo e denaro, il giovane optò per un corso alla Yorker. Mi risulta che il "Portaborse" ha in seguito ottenuto l’avanzamento di carriera auspicato. Il prossimo caso (non l’ultimo) è di uno di Bari che operava nei finanziamenti a livello regionale ed europeo. Doveva trasferirsi a Bruxelles ma come titolo preferenziale gli veniva richiesta una Laurea americana. Anche in questo caso il mio collega ha ottenuto l’avanzamento tanto desiderato. Dopo la mia Laurea (anno 2000) ho continuato ad occuparmi di questo sistema di studio e fui invitato dal "Patron" della Yorker per ben tre volte alle feste di consegna lauree tenute a Firenze in un Palazzo del 1400 da mille e una notte. E’ in quelle occasioni che ho avuto il privilegio di conoscere persone di altissimo livello. Ho mangiato allo stesso tavolo con il: GIUDICE DELLA CORTE SUPREMA DI NEW YORK DOMENIC MASSARO – ho assistito alla consegna di una Laurea Honoris Causa all’avvocatessa TINA LAGOSTENA BASSI (Giudice in una trasmissione di Forum rete quattro). Di tutti e due i personaggi ho la prova fotografica che mi ritrae assieme a loro. Ho conosciuto tante persone, ho visto tanti lavori di Tesi, ho conosciuto il mondo di queste university. Comunque, se uno volesse "comprarsi" una Laurea americana, solo per avere la presunzione di possederla, fregandosene altamente del vero sapere, le basterebbe mettersi in contatto con una delle migliaia di university che operano Online in Internet e… con la spesa di 500 Dollari nel giro di una settimana avrebbe il Package dei documenti a casa propria. Questo può avvenire alla luce del sole in quei paesi dove i titoli di studio non hanno valore legale. Queste ultime notizie sono risapute da tutti e, per chiunque navighi in Internet, basta digitare in un motore di ricerca una stringa appropriata del tipo: "master degree" +work/life per trovare migliaia di university che provvedono a compilare un titolo di studio, in base al Curriculum trasmesso dal candidato. Certe organizzazioni danno la possibilità di APOSTILLE. Un simile sistema può sembrare assurdo per uno Stato come il nostro, in cui vige la Legge del sospetto; una Laurea ottenuta in base alla semplice trasmissione del proprio Curriculum dà immediatamente il sentore di imbroglio. Per certe persone che hanno veramente le capacità maturata nella vera esperienza professionale e che possono presentare un Curriculum veritiero, tutta l’operazione "Laurea comprata" non è poi tanto fuori dalle regole. In queste situazioni ci si basa sulla "Fiducia" nel senso che chi conferisce un titolo di studio in base ad un Curriculum fornito dal candidato, prende per buono (fiducia) i dati che gli vengono trasmessi. Eventuali responsabilità saranno sempre di chi ha fornito dati ingannevoli. Quante volte nella nostra vita, ci vengono chiesti dei dati per compilare un questionario o per ottenere qualcosa?? Anche quando facciamo un’autocertificazione i nostri dati vengono presi per buoni, in quel preciso momento ci stiamo assumendo due grosse responsabilità: la prima Penale (galera) la seconda di carattere "morale, a questo punto non vedo quale convenienza possa esserci per uno che millanta un titolo "Fasullo. Comunque vadano le cose, qualsiasi tipo di Laurea: italiana – americana o cinese non servirà a niente per chi vorrà iscriversi ad una Corporazione per professionisti. Nella maggior parte dei casi occorrerà fare un corso di abilitazione e… solo dopo si avrà accesso ad un Ordine professionale. Dunque, è palese il fatto che, nessuna Laurea ha valore di per se stessa. Tutti sanno che uno laureato in Ingegneria Non può chiamarsi Ingegnere prima di essersi iscritto all’apposito Albo e… così per tutte le professioni. Pertanto fino a quel momento, qualsiasi laureato ha semplicemente in mano un titolo "Accademico" neutro e privo di valore pratico!! A proposito di titolo Accademico, esso rappresenta la preparazione del portatore, una qualificazione che fa parte integrante della persona stessa, come: "il nome – un vestito – il colore degli occhi – la statura piuttosto che il carattere". E’ assurdo pensare che, i dati salienti di una persona possano cambiare ogni volta che si passa una frontiera. Se ottengo una Laurea americana (meritata), da quel momento il mio "Status" – il mio "Intimo" – la mia "Personalità" infine il mio "Essere" sono "Radicalmente cambiati.

Il titolo di studio fa parte del mio microcosmo e poca o nessuna importanza ha che (per esempio) in Italia non abbia valore Legale!! Io potrò (sempre!!) a mio insindacabile giudizio qualificarmi come un "DOTTORE!!" (se sono all’altezza). La mancanza di legalità potrà fare la differenza, nel momento che io intendessi iscrivermi a una Corporazione di professionisti. Non verrei accettato per un concorso Pubblico, ovverosia dove occorre un Titolo riconosciuto dallo stato italiano. Per essere più chiaro posso dire che, una Laurea è un "ATTO DI MERITO PERSONALE" attribuita ad un individuo che ha saputo dimostrare la sua competenza relativa alla propria "CONOSCENZA" (in un ciclo normale: Maturità + Università / ciclo pratico: l’esperienza professionale). Naturalmente tutto il mio discorso è improntato in uno spazio temporale post-Monarchia (la legge in oggetto è ancora del: Regio Decreto 4 giugno 1938, n.1269) cioè dal momento che l’Italia è diventata REPUBBLICA (2 Giugno 1946). Posso supporre che, al tempo della Monarchia le leggi e la loro osservanza procedevano con pugno di ferro e… se fossi nel 1938, non sarei qui a scrivere queste parole perché di certo finirei al confino o impiccato!! Perciò è con grande orgoglio che mi sento di vivere in un Paese "LIBERO", Viva la REPUBBLICA!! In uno Stato di Diritto, occorre avere la consapevolezza della Libertà e sentirsi uomo affrancato, meglio ancora se ognuno riesce a trovare le proprie dimensioni. A scanso di equivoci, voglio ribadire il fatto che ho sempre accettato (qualche volta con riserva) tutte le leggi italiane (sono italiano!!). Nella parte più "Intima", amo la GIUSTIZIA. Nei fatti ho sempre considerato le due cose (leggi e Giustizia) distanti tra loro. Considero le leggi discutibili, se non fosse così non esisterebbero i tribunali i quali servono per discutere le entità delle pene ma… spesso anche la costituzionalità delle leggi stesse (esempio, Corte Costituzionale). La GIUSTIZIA può essere solo esatta!! Come possiamo pensare altrimenti?? Naturalmente non mi riferisco ad una qualsiasi Sentenza che qualche volta può anche essere sbagliata. Per me dire GIUSTIZIA significa il risultato perfetto di un’equazione Matematica.

SUL REGIO DECRETO 4 GIUGNO 1938, n. 1269. 

Le università italiane svolgono il loro compito di insegnamento coma una qualsiasi azienda. Lo Stato italiano non può inserirsi di forza a dettare regole, nello stesso momento che, non riesce a garantire un servizio uguale per tutti. Servizio uguale per tutti, significherebbe che chiunque dovrebbe avere la possibilità di frequentare un qualsiasi Ateneo senza restrizioni. Fa ridere leggere quanto riportato sotto:

…("FAMIGLIA CRISTIANA N. 50 - 19 DICEMBRE 1999 - Pagina 145"), dal titolo: La selezione è ancora di classe; in sintesi recita..... che: [...] ("al San Raffaele di Milano per frequentare un corso di laurea in Psicologia a numero chiuso di 40 posti, occorrono 16 Milioni per l’iscrizione...")…

 Di certo, numero chiuso di 40 posti non è libertà. Pagare 16milioni per l’iscrizione, non è libertà. Diciamo che questi due dati rappresentano una "discriminante" verso il 90% dei potenziali studenti. Il sistema del numero chiuso e dell’alto costo dell’iscrizione seguono un andamento di mercato come succede nelle aziende private, dove c’è la libertà di scelta. Tutto questo mi va bene. Vuol dire che, se non ho i 16milioni per iscrivermi al San Raffaele, troverò altre strade alternative che mi permetteranno di acquisire la stessa conoscenza, uguale o superiore. La differenza di "classe" che (obbligatoriamente) si crea tra chi può frequentare il San Raffaele (nel presente esempio) e chi invece non può perché ha pochi soldi, crea una vera ingiustizia tra due laureati nella stessa disciplina (Psicologia nel nostro caso). Chi ha studiato al San Raffaele trova immediatamente un impiego, l’altro (Università normale) dovrà fare anticamera per parecchio tempo. Stesso discorso per i laureati in economia e commercio alla Bocconi di Milano. Non appena laureati trovano un posto di lavoro.  Chiaro che, al San Raffaele e alla Bocconi lo studente riceve qualcosa in più, da quello che può ottenere da una "qualsiasi" Università. Tutto OK!! In questo preciso istante il MIUR perde la sua Legalità per la sua incapacità di fornire un servizio UGUALE PER TUTTI. Ogni Laurea è conferita in "NOME DEL POPOLO ITALIANO" e, non dovrebbero esserci differenze sulla preparazione. Siccome così non è cosi: dovrebbero scriversi lauree di serie "A", "B" o "C". Non intendo la votazione (cioè: 100/110 – 110 e lode etc.), intendo la classe della Laurea derivante dall’Istituto che si è frequentato.

Da piccolo ero curioso e forse fuori dal normale. Faccio questa constatazione a distanza di 50anni (dal lontano 1956) quando iniziai a studiare l’Elettrotecnica in un paese senza corrente Elettrica. Ora, mi sembra impossibile e capisco quanto grande fosse la "Motivazione" che mi spingeva a studiare una materia che non conoscevo e che non potevo confrontare con qualcosa o qualcuno. Quello che ha contato per me, è stato l’avere dimostrato a me stesso e agli altri (compreso lo Stato) che l’Uomo è Volere/Potere. Essermi potuto proiettare nella dimensione della "consapevolezza" mi ha fatto dimenticare tutti i diritti che mi sono stati negati. A costo di sembrare presuntuoso, dirò che: a partire dal 1958 (anno in cui ho ottenuto il Diploma di Elettrotecnico), ho potuto confrontarmi con Tecnici (compreso qualche Ingegnere), del settore (in 50anni succede) e… non ho mai trovato resistenze o qualcuno che abbia potuto smentirmi, in tutte le occasioni che si sia parlato di Elettricità e fenomeni affini. Non ho mai pensato di avere un quoziente intellettivo superiore alla media, tutt’altro!! Quello che però ho sempre ribadito con forza, è la mia "VOLONTA’" – TESTA DURA". Pensando ai miei obiettivi ho sempre pensato ad un proiettile sparato da un’arma che, una volta partito si dirige inesorabilmente verso il punto a cui si è mirato. Non ho realizzato grandi Business perché per me il lavoro è stato un’avventura e un qualcosa da scoprire giornalmente. Naturalmente quando sono stato chiamato ad operare in macchinari elettrici, a risolvere guasti scartati dagli altri (per incompetenza), la mia gioia (oltre il compenso) è stata quella di avere risolto il problema, e… via per tutta la mia carriera in un viaggio fatto di soddisfazioni (e pochi soldi). Quale più grande soddisfazione può esserci dell’essere chiamato (un esempio) per un intervento in un "MOLINO per grano" fermo da una settimana e riuscire a farlo funzionare di nuovo. Si tratta di interventi su quadri elettrici di grande delicatezza che, solo conoscendo a fondo la propria professione si possono portare a compimento. Durante il corso di Elettrotecnica per corrispondenza svolto tra gli anni 1956 – 1958, nell’ultimo anno mi sono trasferito a Milano, per essere più vicino al mondo "Tecnologico", provvisoriamente facevo il "Lavapiatti" in una Trattoria in Corso San Gottardo. L’orario lavorativo era dalle 8 la mattina fino alle ore 15 (circa) e dopo un breve riposo pomeridiano, inizio verso le 17 per terminare alle ore 22 – 22:30. Nei ritagli di tempo (qualche ora pomeridiana + qualche ora in notturna), sviluppavo i miei studi – svolgevo esercizi – preparavo i compiti che, a fine dispensa avrei dovuto inviare all’Istituto per la correzione. Vorrei raccontare un episodio: "un sabato sera i miei amici uscirono (era carnevale) ed io nonostante le loro insistenze volli restare in camerata. Approfittai della loro assenza (rientrarono verso le 03 - 04 di mattina), per studiare, tutto il funzionamento degli "Accumulatori Elettrici". C’erano due sistemi che facevano penetrare i "Concetti" nella mi mente: 1) leggere a voce alta 2) scrivere quello che leggevo. Quella notte scelsi la seconda opzione, cioè scrivere. Scrissi su un quaderno formato UNI-A4 ben "TRENTADUEPAGINE!!" Pazzo?? Certo, ero pazzo d’Amore per l’Elettrotecnica, e per questo sono arrivato a conoscerla, più di quanto posso conoscere me stesso. Altra mia caratteristica era la "golosità" di "Conoscenza".

COSA CERCO CON IL MIO SCRITTO? 

Ho avuto le mie soddisfazioni e ho pagato tutta la vita (spesso con momenti di tristezza) per il mio modo di ragionare "LOGICO". Oggi sto vivendo nel mondo dell’informazione e pertanto mi trovo immerso in notizie spesso "paradossali", dove non riesco a seguire la chiave di lettura su ciò che desiderano i ragazzi. Riesco a capire che l’informazione fornita da chi si occupa di scuola (a livello istituzionale) è contraddittoria e di certo non sprona i ragazzi al sacrificio. Seguendo i vari Forum di discussione (in Internet) vedo come questi ragazzi sono disorientati. In un Forum addirittura si ponevano domande del tipo: "quando avrò ottenuto la Laura in Ingegneria, come dovrò farmi chiamare?? Qualcuno ha risposto, che chi avesse seguito una Laurea breve (tre anni) avrebbe potuto farsi chiamare Ingegnere Junior (naturalmente una volta ottenuta l’abilitazione ministeriale) mentre, con Laurea quinquennale poteva farsi chiamare Ingegnere. Il primo avrebbe dovuto usare un timbro Quadrato e… solo il laureato quinquennale il timbro tondo. Qualcuno a detto: "a me quando mi hanno spedito la Laurea a casa, hanno scritto come indirizzo Spett. Ingegnere… Il Forum mi ha fatto capire una cosa:

in Italia gli studenti universitari vengono improntati alle formalità facendo loro disconoscere totalmente il vero valore del "SAPERE", inteso come missione del "Valore" umano.

Quando mi sono inserito per dire la mia, spiegando loro la mia avventura di studio da autodidatta e di decenni di esperienza, coronati poi con una Laurea americana, sono stato quasi linciato. Qualche furbetto ha cominciato col dire: "faresti progettare un palazzo a un muratore solo perché ha 30-40anni di esperienza?? Evidentemente eravamo su diverse lunghezze d’onda e, l’interlocutore non aveva nessuna voglia di umiltà. Feci presente al ragazzo che la mia storia, era di esperienza in campo tecnico rigorosamente suffragata dallo studio. Io penso sia un errore credere che basti avere un pezzo di carta per avallare tutto l’avvenire di una carriera. Quando parlo di carriera parlo di missione, perché sono sicuro che qualsiasi lavoro, essendo un servizio per gli altri, deve essere fatto con passione e non pensando solamente al Business. Io penso che una storia come la mia (non unica) debba essere resa materia di insegnamento e che nessuno può basare la sua vita, sui "segni del comando". Il mondo oggi gira in un modo diverso di come girava 50anni fa. Spesso tutto diventa "obsoleto" prima di essere capito e messo in pratica. Diciamo che le tecnologie scientifiche hanno un andamento dinamico ed è difficile fare un programma di studio su qualsiasi sistema, basandosi su concetti appresi un anno fa. Se prima tutto era improntato a programmi unici, oggi dobbiamo imparare a lavorare in "GRID". Per quanto riguarda il mio pezzo di carta (Laurea USA) voglio essere sincero: "in un primo momento sono stato preso anch’io dalle formalità imposte dalla Legge che regolamenta i titoli di studio. Anche se sono "TOSTO" la fine di ogni mio ragionamento deve esserci sempre una rigorosa analisi del mondo nel quale mi trovo a vivere. Nel 2000 (anche se rifiutato dalle università regolari), pensavo ancora che le università fossero un vero "Tempio" dove i nostri ragazzi imparavano: la "Correttezza" – "l’Umiltà" e "Sacrificio". Pensavo che alla fine fossero consapevoli del fatto che qualsiasi titolo avessero ottenuto, qualsiasi garanzia lo Stato avesse dato loro, avrebbero dovuto pensare che in fondo la loro "Conoscenza" acquisita, in realtà sarebbe stata un ciclo "aperto" dove non si può dire mai di essere arrivato. Voglio dire che, anche un soggetto laureato in nome del Popolo italiano non deve mai ritenere il suo titolo come una protezione, un sentirsi garantito (dalla Legge) ma… attento alla sua vera preparazione, giorno per giorno, onde potere dare un apporto giusto e corretto alla società. Essere disposto a confrontarsi con gli altri, senza nessuno scudo, libero e consapevole della sua preparazione ma… anche delle sue lacune. Chi veramente è responsabile e rispettoso degli altri, non mette in conto (mai!!) il suo Diploma avallato magari da un prestigiosa Università dei ricchi. Beato lui se può dire: sono laureato alla Bocconi o al San Raffaele.

Il messaggio è solo: il padre ha tanti soldi e li ha fatto frequentare un ambiente "Super", dove, dato il prestigio potrà avere conoscenze d’elite e di conseguenza un lavoro garantito (ci troviamo nell’ambiente dei "Privilegi" a combattere con armi più sofisticate ma… impari!!). Pensando alla Legge sui titoli in Italia, ed avendo io una Laurea non riconosciuta in nessun modo (secondo i burocrati italiani), in un primo momento mi sono sentito "fuori" dalla legalità e ho stentato a sentirmi un "DOTTORE". Come logico, ho pensato di fare due cose: la prima, di continuare a riempire i miei titoli di competenza vera reale. Non che mi mancasse ma… ho sempre saputo che il Sapere non pesa e l’uomo più sa e più vale. Poi, mi è sempre piaciuto essere all’altezza come ho fatto in tutta la mia vita. Le chiacchiere non valgono a nulla se non suffragate dai fatti!! Dal 2000 anno della mia Laurea ad oggi ho continuato a studiare per "Glorificare" il più possibile i miei titoli. So che nel mondo della "Comunicazione" occorre essere sempre aggiornati, il che porta ad avere una conoscenza "dinamica". La seconda cosa messa in cantiere era quella di conoscere il vero mondo delle università – la vera legalità – le leggi che governano il Pianeta della Cultura. Sono rimasto profondamente sconcertato quando ho scoperto che: un titolo di studio "LEGALE" viene spesso considerato come un "Passepartout", come pure vengono strumentalizzate le varie "Corporazioni" che esistono in Italia. Mentre la Legge e le Corporazioni dovrebbero essere considerate dei valori "Guida" per uniformarsi alle regole di buon comportamento "Etico e Morale", mi risulta che invece vengono usati per creare una "BARRIERA" e avere il potere di dire: tu non sei dei nostri e devi rimanere fuori a tutti i costi. Come detto in precedenza, io rispetto le leggi perché rappresentano una regola di convivenza per le persone. Però, dico anche che: "Una Legge cessa di essere tale e pertanto anticostituzionale, nel preciso momento che tenta di precludere la libertà e i diritti dell’individuo".

Sparare a zero cercando di terrorizzare le persone, dimenti-candosi che ognuno ha una sua Sovranità che nessuna Legge può scalfire (la Dignità), significa considerare tutti con l’anello al naso. A questo punto voglio inserire un articolo di: Sabino Cassese (Università La Sapienza di Roma).

ARTICOLO DI SABINO CASSESE. 

...Annali di Storia delle Università italiane - Volume 6 (2002)

Sabino Cassese Il valore legale del titolo di studio*

1. La filippica di Einaudi

«... [L]a verità essenziale qui affermata [è:] non avere il diploma per se medesimo alcun valore legale, non essere il suo possesso condizione necessaria per conseguire pubblici e privati uffici, essere la classificazione dei candidati in laureati, diplomati medi superiori, diplomati medi inferiori, diplomati elementari e somiglianti indicativi di casta, propria di società decadenti ed estranea alla verità ed alla realtà; ed essere perciò libero il datore di lavoro, pubblico e privato, di preferire l'uomo vergine di bolli».Così terminava, nel 1959, Luigi Einaudi la sua filippica contro il valore legale dei titoli di studio1.

La polemica di Einaudi contro i «largitori di titoli» era duplice. Egli, da un lato, osservava che il valore legale era una finzione, essendo il valore del diploma, in sostanza, esclusivamente morale. Per questo motivo - scriveva Einaudi - non c'è bisogno del bollo dello Stato: «[...] la fonte dell'idoneità scientifica, tecnica, teorica o pratica, umanistica, o professionale non è il sovrano o il popolo o il rettore o il preside o una qualsiasi specie di autorità pubblica; non è la pergamena ufficiale dichiarativa del possesso del diploma». Se, da questo lato, il valore legale dei titoli di studio è un "mito", non lo è l'altro lato, con il quale si accanisce Einaudi: il valore legale dei titoli partorisce uniformità degli ordinamenti scolastici, controllo pubblico su di essi, valore di esclusiva del titolo, legittima aspettativa del titolare in certe cariche e certe professioni. Spetta singolarmente alla scuola, ai corpi accademici, all'università, attribuire il merito o il rimprovero. L'arringa einaudiana di mezzo secolo fa mette insieme argomenti maggiori e minori contro il valore legale dei titoli di studio; definisce quest'ultimo un "mito", ma vi attribuisce molti gravi effetti; ne considera più l'effetto per la società, che quello per la scuola. Sarà bene, dunque, procedere per gradi, partendo dalle leggi, visto che si parla del valore "legale" di titoli.

2. In che cosa consiste il valore legale?

Per accertare in che cosa consista il valore legale del titolo di studio, bisogna distinguere il valore scolastico da quello extrascolastico. Il rilascio di titoli di studio può avere il valore di requisito per l'accesso ad altri livelli scolastici oppure acquisire una rilevanza extrascolastica, di carattere sociale. Il primo qui non interessa, perché regola i passaggi tra ordini e gradi scolastici e rimane, quindi, interno alla scuola, anche se produce effetti non indifferenti sull'uniformità degli ordinamenti scolastici. Su questo aspetto vi sono una complessa normativa e una ricca giurisprudenza relative, in particolare, alle equipollenze dei titoli e al riconoscimento dei titoli stranieri. La rilevanza extra-scolastica, invece, è quella che qui interessa (ed è quella che interessava ad Einaudi). Essa, a sua volta, può avere incidenza in campi diversi, che riguardano più tipi di cariche o di lavori. Ad esempio, fino all'introduzione del suffragio universale, un titolo di studio era condizione necessaria per avere la cosiddetta capacità elettorale (cioè, per poter prendere parte alle elezioni e per essere eletti). Il requisito della cultura è stato così importante che fino al 1981 è perdurato il requisito dell'alfabetismo nelle leggi elettorali amministrative, requisito che andava dimostrato con un «regolare titolo di studio» o, in mancanza, con una «dichiarazione scritta e sottoscritta dall'interessato» (così l'art. 14 del t.u. 16 maggio 1960, n. 570). Eliminato con la legge 23 aprile 1981 n. 154 questo tipo di valore legale, è rimasto quello riguardante gli uffici pubblici e le professioni. A questo proposito, bisogna distinguere le norme contenute nell'ordinamento universitario da quelle disposte per gli uffici pubblici e le professioni.

La prima delle norme vigenti del primo tipo è quella del r.d. 30 settembre 1923, n. 2102, poi raccolta nel r.d. 31 agosto 1933, n. 1592, art. 172, per cui «i titoli di studio rilasciati dalle università hanno esclusivamente valore di qualifiche accademiche. L'abilitazione all'esercizio professionale è conferita a seguito di esami di Stato, cui sono ammessi soltanto coloro che abbiano conseguito presso università i titoli accademici [...]». Questa, che è la norma di base in materia, stabilisce, dunque, una sorta di valore legale indiretto: il titolo di studio non è necessario per l'esercizio della professione, bensì per l'ammissione all'esame di Stato, a sua volta necessario per l'esercizio della professione. Questa norma, però, è stata seguita, nel 1989-90, da due leggi che hanno fatto un passo avanti. La prima è la legge 9 maggio 1989, n. 168, che, all'art. 16.4, dispone che gli statuti universitari devono prevedere «l'adozione di Curricula didattici coerenti ed adeguati al valore legale dei titoli di studio rilasciati dall'università». La seconda è la legge 19 novembre 1990, n. 341, che, per i diplomi di laurea, prevede (art. 3) decreti interministeriali di individuazione dei profili professionali per i quali il diploma è «titolo valido per l'esercizio delle corrispondenti attività» e le qualifiche funzionali del pubblico impiego per le quali il diploma «costituisce titolo per l'accesso» (una norma analoga è contenuta nell'art. 4 per i diplomi di specializzazione). La vicenda racchiusa nel periodo tra il 1923-33 e il 1989-90 è paradossale. La prima norma è più liberale, sia perché si riferisce solo alle professioni e non anche agli uffici pubblici; sia perché dichiara il titolo di studio qualifica accademica, sia pur necessaria per essere ammessi agli esami di Stato. Le altre due norme, invece, non solo stabiliscono una connessione necessaria tra corsi di studio, titoli di studio e attività professionali o qualifiche funzionali del pubblico impiego, ma prevedono anche la determinazione dei livelli di occupazione successiva, corrispondenti ai titoli di studio. Quest' ultima norma non è stata attuata. Se lo fosse stata, si sarebbe andati ben al di là del riconoscimento del valore legale del titolo di studi, perché si sarebbero stabilite tabelle di corrispondenza tra corsi, titoli e livelli professionali o impiegatizi. Che tutto ciò sia potuto accadere, sia pure sulla carta, dopo la filippica einaudiana e le tante discussioni successive, non manca di stupire. Sin qui si sono esaminate le norme sull'università. A queste si aggiungono le norme sugli uffici pubblici e quelle sulle professioni. Sugli uffici pubblici è fondamentale l'art. 2 del decreto del presidente della repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, secondo il quale «il titolo di studio per l'accesso a ciascuna carriera è stabilito dagli articoli seguenti». La norma dispone il diploma di laurea per la carriera direttiva (art. 161), quello di istituto di istruzione secondaria di secondo grado per la carriera di concetto (art. 173), quello di istituto di istruzione secondaria di primo grado per la carriera esecutiva (art. 182), mentre richiede solo di aver compiuto gli studi di istruzione obbligatoria per il personale ausiliario (art. 190).

Questa corrispondenza tra titoli e categorie è ora rotta sia perché le categorie sono cambiate, sia perché, con la disciplina contrattuale del pubblico impiego, per il maggior numero dei dipendenti pubblici, i requisiti di ammissione sono stabiliti dai contratti collettivi, che hanno reso molto meno rigide le corrispondenze e consentono anche l'accesso alla dirigenza per non laureati. Quanto alle professioni, l'art. 33 della Costituzione prescrive l'esame di Stato «per l'abilitazione all'esercizio professionale». E per accedere alle prove dell'esame di Stato le diverse leggi di settore richiedono il titolo di studi.

Riassumo: non esiste un valore legale generale dei titoli di studio; questi hanno solo un valore accademico; comportano, dunque, riconoscimenti all'interno del sistema scolastico, con molti parametri interni di ponderazione per il riconoscimento di titoli stranieri e le equipollenze. Tuttavia, gli uffici pubblici e le professioni sono ordinati in modo che per accedere ai concorsi pubblici e agli esami di Stato è necessario avere un titolo di studio. Infine, la disciplina universitaria del 1990, peraltro rimasta inapplicata, ha stabilito una corrispondenza corso di studio-titolo-livello burocratico o professionale, portando alle estreme conseguenze il rapporto livello di studio certificato dal titolo-collocazione nella professione.

3. Abolire il valore legale?

La situazione normativa è, dunque, confusa. Ed ancora più confusa risulterebbe se non ci si soffermasse - come si è fatto - sul diploma di laurea e si ampliasse l'analisi ai titoli inferiori e a quelli superiori. Esaminiamo i punti critici. Innanzitutto, per i titoli degli studi inferiori vi è corrispondenza tra l'obbligatorietà della frequenza scolastica stabilita dalla Costituzione per un certo numero di anni e il valore legale della certificazione di tale frequenza. In secondo luogo, un riconoscimento della necessità di disporre di un titolo di studio per accedere ad un'attività è previsto solo per gli uffici pubblici e per le professioni.

Dunque, non si può parlare di un valore legale generale dei titoli. Una parte cospicua della società e dell'economia (ad esempio, le professioni non protette e le imprese), pur non facendo a meno del titolo di studio (nel senso che lo valuta), non lo considera come requisito indispensabile di ammissione a posti, carriere, professioni, ecc. Sono, invece, i poteri pubblici e le professioni da questi protette o regolamentate che assegnano al possesso di un titolo un valore, nel senso di requisito di ammissione e di graduazione, per cui si è accettati solo se si ha il titolo, e al grado del titolo si fa corrispondere un livello di posizione nella gerarchia. Questo riconoscimento non è, però, meccanico. Per accedere agli uffici pubblici e alle professioni sono sempre necessari, da un lato, concorsi, dall'altro esami di Stato. È per accedere a questi che è necessario il possesso del titolo. Per cui il titolo si presenta come una prima barriera, non è l'esclusivo criterio di selezione. Come si è notato, questa funzione del titolo di studi è, però, erosa dalle norme e dai contratti che consentono l'accesso ai livelli direttivi e dirigenziali anche a chi sia privo di diploma di laurea o le disposizioni che, ponendo su tre fasce i dipendenti pubblici (in luogo delle nove qualifiche funzionali che avevano, a loro volta, soppiantato le quattro carriere), non hanno ripetuto le norme del 1957 sulla stretta corrispondenza titolo di studio-livello della posizione occupata. È, comunque, importante riconoscere che non l'intera società, né l'intera economia si appoggiano al valore dei titoli di studio, ma solo lo Stato e le professioni che vivono sotto la sua ala protettrice. Questa circostanza può avere due spiegazioni. La prima è la seguente: con la 'conquista' statale delle università (avvenuta nel corso di tre secoli, fino al XIX), e lo sviluppo della scuola statale (prodottosi nel corso del XIX, ma specialmente del XX secolo), l'intero sistema di insegnamento è divenuto pubblico ed è entrato sotto il controllo dello Stato; è, quindi, naturale che, per l'esercizio della funzione pubblica o delle professioni protette, esso richieda titoli che altri rami della sua organizzazione, scuola e l'università, rilasciano.

La seconda spiegazione, invece, è la seguente: concorsi pubblici ed esami di Stato sono strumenti di selezione fragili e ben poco perfetti; è, quindi, naturale che lo Stato si appoggi a un sistema di valutazione e di selezione ufficiale ed esterno (ma pur sempre pubblico), per la sfiducia che esso ha nei propri sistemi di reclutamento e di selezione. Se fosse vera questa seconda spiegazione, bisognerebbe ammettere che scuola e università suppliscono carenze dei poteri pubblici, perché operano come ausiliarie per la selezione del personale necessario per i posti pubblici e per le professioni. E che, non richiedendo più il titolo di studio per l'ammissione a concorsi ed esami di Stato, si finirebbe per indebolire ulteriormente la pubblica amministrazione e le professioni, che sono già deboli. D'altro canto, il valore legale del titolo di studio, senza il quale non si possono svolgere talune attività, adempie altre funzioni, non scritte, che vanno considerate: costringe a seguire un corso di studi; assicura l'eguaglianza, sia pur solo formale; consente ai poteri pubblici di controllare i Curriculum scolastici (come vedremo tra un momento), ecc. Queste considerazioni valgono per l'esterno. Consideriamo, ora, il lato interno, quello della scuola o dell'università. Qual è l'effetto del cosiddetto valore legale del titolo di studio sugli insegnamenti e sull'ordinamento complessivo della scuola e dell'università? Secondo l'opinione di Einaudi e quella corrente, il valore legale costringe lo Stato a stabilire assetti uniformi ed ha, quindi, l'effetto di centralizzare l'istruzione. Altrimenti, non sarebbe possibile dare lo stesso peso ai titoli di studio.

Ma questa opinione non tiene conto del fatto che i titoli di studio, nei due settori dove sono riconosciuti come requisiti necessari di accesso, non lo sono in modo assoluto, bensì relativo: grazie al titolo, non si entra negli uffici pubblici e nelle professioni, si è solo ammessi alle prove (concorso e esame di Stato) che conducono ad essi. Dunque, lo stesso titolo di studio, come le qualità, le attitudini e la preparazione dei candidati, potrebbe essere oggetto di valutazione. Ed allora, che cosa esclude che le scuole e le università possano differenziarsi, considerato che tali differenziazioni potrebbero essere valutate dalle commissioni di concorso e di esame? Quanto evocato da questa domanda è in parte già accaduto, perché gli ordinamenti delle singole università si sono andati differenziando e lo stesso accadrà presto anche nella scuola. Questa differenziazione, peraltro, ha un andamento irregolare, perché dal 1990 è stata maggiore, ma nel 1997-99 (con la legge n. 127/99 e il regolamento n. 509/99) ha subito una battuta d'arresto. La cosa non deve meravigliare se lo stesso ministro che ha introdotto l'autonomia nell'università ha, poi, previsto le tabelle di corrispondenza corsi – titoli - carriere e professioni. È tempo di concludere osservando che il tema del valore legale dei titoli di studio è una nebulosa. Esso non merita filippiche, ma analisi distaccate, che non partano da furori ideologici o da modelli ideali, bensì da una valutazione delle condizioni delle strutture pubbliche e professionali e dei condizionamenti derivanti dal riconoscimento dei titoli di studio sull’assetto della scuola e dell’università….. Sabino Cassese (Università La Sapienza – Roma)

IL VALORE DELLA PROFESSIONALITA’

Un discorso lungo e articolato per esporre il concetto che: "va bene l’Università, quando la si considera una scuola importante per l’apprendimento, che ha segnato la storia dell’umanità, essa deve però insegnare un modo di vita improntata all’umiltà invece che il predomino sugli altri". L’ Università italiana ha assunto il ruolo di scuola istituzionale e pertanto un "diritto" per tutti indistintamente. Nella pratica, ciò non è mai potuto avvenire, perché frequentare una Università ha sempre richiesto risorse economiche che non tutti hanno avuto a disposizione. Se è un diritto di tutti accedere alle università intese come un qualcosa di "omogeneo", cioè uguale per tutti, dovrebbe essere diritto di tutti poter frequentare scuole di livello "super", anche se non capisco come possano coesistere realtà diverse in un sistema di "istruzione" che dovrebbe essere perfettamente equilibrato. Penso che l’addestramento di un "Agente" di Forza pubblica (Carabiniere o Poliziotto), è uguale (o dovrebbe essere) in tutte le scuole di addestramento, per la semplice ragione che il servizio di forza pubblica ha sempre la stessa missione. Così come il grado di Maresciallo dei Carabinieri di Milano o Roma ha la stessa valenza di un Maresciallo che opera nel più sperduto paesino della nostra Italia. Si potrebbe parlare di differenza tra agenti qualora, facessimo il raffronto tra (eventualmente) agenti dello Stato e agenti di una forza privata o paramilitare. Dal momento però, che l’Università non è appannaggio di tutti indistinta-mente, non vedo quali possano essere le regole o leggi che riescano a impedirmi di studiare secondo le mie possibilità, nei modi e luoghi che il mio status economico mi permette. Dico con certezza matematica che: per quanto mi concerne, ho il "DIRITTO" di studiare secondo le mie personali possibilità o desiderio. Nello stesso momento che ho appreso una serie di nozioni che portano ad una professione" io sono un laureato a tutti gli effetti. Qualsiasi Potere derivante da una qualsiasi Legge, ha il dovere "MORALE" di riconoscere in miei sacrifici personali perché trattasi di valori imperituri. Esiste la forza dell’esperienza professionale acquisita in decenni di esercizio, che spesso viene sottovalutata da chi (Potere) dovrebbe recepirla come bene prezioso.

E’ ingiusto che: "Ragionieri - Geometri - Bancari - Impiegati pubblici e privati - Periti - Assicuratori - Promotori finanziari - Agenti - Consulenti - Giornalisti - Quadri - Dirigenti - Infermieri - Militari - Professionisti, ecc. ", non abbiano il diritto di mettere a frutto e laureare la loro esperienza ma…

Nella realtà suscitano polemiche quando dopo 10-20-30 anni di esercizio, desiderano laureare la propria "Esperienza". Spesso nei forum sento certi universitari che deridono l’esperienza altrui, loro si trovano al centro del mondo e pretendono un esclusiva sul titolo di Dottore o Ingegnere (l’assoluto non è in una Università ma… nel tempo). Sto parlando di "Marmocchi" appena usciti dalle scuole superiori, o che al massimo si trovano al primo o secondo anno di Università, i quali pretendono il monopolio assoluto sulla conoscenza. Credono che una volta laureati in nome del Popolo italiano, troveranno tutte le porte aperte. La maggior parte dovranno andare a lavorare per 800-1000euro al mese. Sono talmente "Ottusi" da non considerare che il loro Diploma non conta niente e che quelli che troveranno un posto di lavoro di prestigio o attinente alla loro qualifica, saranno i figli di papà che hanno potuto frequentare il San Raffaele – la Bocconi o altre università di elite. A questi ragazzi, che affidano il loro destino al fatto che la loro Laurea è legale e che per forza di cose, dovrà dare loro dei sicuri riscontri, voglio dire, non è così".

"Chi dovrà assumervi, guarderà alla vostra vera capacità che dovrete dimostrare sul campo, almeno che, non si tratti di un concorso Pubblico dove tutto si svolge (ingiustamente) secondo una rigorosa "FORMALITA’" e… quello che conta, sono i diplomi rilasciati dal Potere".

Agli universitari impazienti o illusi dico: "non riesco a capire questa vostra contrarietà verso chi, dopo anni di lavoro svolto al TOP, aspira ad una Laurea". Voi etichettate tutte le lauree extra Italy, come dei documenti senza valore. Forse esisterà il problema ma, molto meno di quello che potete pensare. Vi dico che per un quinquennio ho bazzicato nel mondo dei laureati con university americane e personalmente ho conosciuto centinaia di laureati USA. Ho accertato che questi miei colleghi sono dei professionisti con alle spalle una solida esperienza, anche se non hanno studiato i canonici cinque anni all’Università. I riconoscimenti sono venuti, grazie al sistema meritocratico americano e al senso di responsabilità "Morale". Sono stati accertati i loro meriti, e sono stati improntati percorsi personalizzati più per rientrare nel mondo universitario che per apprendere nozioni che ormai ognuno di loro ha metabolizzato negli anni. Tutto quanto si è scritto a proposito delle lauree extra Italy comprate, fa parte di un progetto "occulto" architettato dal Potere per gettare discredito nelle persone che ricorrono al sistema. Lo Stato italiano avrebbe dovuto varare una Legge che tenesse conto del fenomeno delle persone di una certa età (esempio da 35anni in poi). Una buona Legge avrebbe potuto mettere ordine nel pianeta delle persone bramose di ottenere un titolo di studio certe di avere i punti per ottenerlo. Nulla di arcano, sarebbe bastato prevedere un esame del candidato e decidere il percorso minimo per ottenere il suo tanto desiderato titolo di studio. Nessuna scorrettezza verso voi ragazzi che avete tutto il tempo davanti necessario alla vostra vera formazione. Nessuna scorrettezza ma Giustizia!! Il Potere (come sempre) ha sbagliato tutto ed ha agito con arroganza, adducendo dei pretesti che non stanno in piedi. Per esempio sulla storia della non validità dei titoli americani perché non equipollenti con i titoli italiani. OK!! OK!! Se la cosa fosse vera e reale: tutti indistintamente (compresi quelli della Harvard) avrebbero valore zero. Si, perché essendo (quelli dell’Harvard) titoli Usa, sarebbero considerati non equipollenti. Ve lo immaginate un laureato all’ Harvard che viene denunciato per usurpazione di titolo?? Ve lo immaginate lo stesso laureato che non trova un posto di lavoro, in qualsiasi azienda abbia voglia di lavorare?? Io penso che qualsiasi datore di lavoro si piegherebbe a 90° pur di avere tra le sue maestranze un simile soggetto!! Allora?? Come sempre il Potere non agisce in maniera chiara – onesta e leale. Come scritto nel mio libro "Sfida al Potere con la Rete (si trova in Rete nel mio sito: www.dott-bomboi.it .

LOGICA CONCLUSIONE. 

Il lettore malizioso esperto di leggi e diritti potrebbe considerare tutto il mio scritto come lamentazioni prive di consistenza. Avrebbe la sicurezza di smontare il mio "castello" con poche battute!! Basterebbe citare l’inizio della Legge n. 1269 :

«a coloro che hanno conseguito una laurea, e ad essi soltanto, compete la qualifica accademica di dottore». La Legge 13 marzo 1958, n. 262 regola il «conferimento ed uso di titoli accademici, profes-sionali e simili».L'articolo 1 recita: «Le qualifiche accademiche di dottore, compresa quella Honoris causa, le qualifiche di carattere professionale, la qualifica di libero docente sono essere conferite soltanto con le modalità e nei casi indicati dalla legge»…

La Legge parla chiaro e… siccome la Legge bisogna rispettarla; le mie sarebbero solo chiacchiere senza nessuna rilevanza ai fini pratici, pertanto dovrei mettermi la coda tra le gambe e fare la cuccia. Nella prima parte del mio scritto ho esternato logiche più o meno valide – ho cercato di "mediare" con l’illusione di ragionare con il Potere, sapendo bene che per chi comanda, non ha nessun interesse a discutere di logica. Troppo lunga e tediosa la logica. Perché perdere del tempo a ragionare, quando tutto è già stabilito dalle regole punto su punto?? Mi si potrebbe liquidare con una semplice affermazione:

"mi dispiace, (non è vero!!) la Legge stabilisce così ed io non ci posso fare niente!! Poi… chi inquisisce e cerca in tutti i modi di condannarti, al massimo può dire: "sto facendo il mio dovere, comunque mi sento con l’Anima serena (dov’è la tua anima inquisitore, forse all’inferno!!).

Già, quanti hanno pagato senza colpa e quanti hanno subito storture in nome di un articolo di Legge che poi si è rivelato sbagliato. Ogni volta che una Legge (obsoleta o ingiusta) provoca danno all’essere umano, non si può dire: "ma la Legge dice così" ed io sto facendo il mio dovere. Già prima di iniziare a scrivere questa mia Tesi, mi rendevo conto che non avrei sortito nessun effetto se mi fossi limitato a dire: "la Legge 1269 è ingiusta". Chiunque mi avrebbe risposto: "finché la Legge 1269 non viene cambiata, bisogna rispettarla!!". Ho fatto un lungo discorso per mettere in chiaro certi concetti basilari i quali volano al di sopra di qualsiasi Legge. Sono certo che esistono priorità che non possono essere disattese da nessuna Legge, almeno che, non ci si trovi in uno stato di "DITTATURA". Se mi sono permesso di esporre il mio pensiero è perché sono sicuro che il sistema universitario italiano è apertamente di parte (verso i ricchi). La mia intelligenza mi dice che, nessuna "parzialità" può definirsi Legge. Sapevo anche che, malgrado queste mie constatazioni (che possono fare tutti), sarei stato battuto dagli attori del Potere. C’è un proverbio che dice: "chiodo scaccia chiodo" ed io per vincere con la mia Tesi, mi servirò della Legge stessa. D'altronde, mai potrei pretendere di vincere contro il Potere solo con la ribellione!! Da qualche parte c’è scritto che chi ha conseguito una Laurea americana concessa con Autorità degli stati Uniti d’America deve specificarne la provenienza – utilizzare il Diploma in lingua originale e usare la dicitura Doctor al posto di Dottore (il titolo di dottore può essere usato solo per le lauree italiane). A questo punto, sorgono spontanee un paio di domande:

  • Forse un Dottore americano è di serie "B" rispetto ad un "omologo" laureato italiano?? Se così fosse, sarebbe una scorrettezza rispetto agli americani, considerando i titoli italiani nettamente superiori. Una simile ipotesi è da "Repubblica delle banane.

  • Forse si vuole fare una distinzione perché si pensa che tutte le lauree USA siano "Taroccate"?? Se così fosse, occorrerebbe riscrivere l’articolo di Legge, specificando che la discriminazione è per le lauree "Comprate".

  • Potrebbe trattarsi di qualcosa di "occulto" cioè uno spirito tramandato dal tempo della Monarchia dove la cultura doveva essere merce per pochi eletti. Ma… gli americani non dovrebbero avere parte in questa palese discriminante.

La verità è che il potere italiano considera il cittadino "Suddito". Qualsiasi cosa deve essere autorizzata dalla Nomenclatura. Mi sono incagliato perché non sono vere la mie supposizioni. Infatti: per i figli degli industriali che sistematicamente studiano in America (tutti!!), non sussistano problemi sulla dicitura nei biglietti da visita o sulla carta intestata. Sarebbe irreale che, un figlio di: Agnelli - Zanussi – Benetton – ed altri che hanno avuto la possibilità di studiare negli USA in University di prestigio, possano un giorno venire denunciati per "usurpazione di titolo" e non credo che, non possano iscriversi ad una corporazione di professionisti, oppure che un "Medico chirurgo" - "Cardiologo" piuttosto che "Ingegnere" tutti di chiara fama ma americani, non possano esercitare in Italia, naturalmente il fenomeno dovrebbe essere reversibile. A quanto mi risulta, i laureati italiani vanno in America mentre i laureati americani vengono in Italia.

Abbiamo architetti italiani che progettano grattacieli in America – Giappone – Cina e… architetti cinesi – giapponesi – americani che progettato grandi opere in Italia.

Allora?? Il cerchio si stringe e la verità è dentro il cerchio. Tutte le cose prima o poi vengono in superficie e, dopo tante parole io stesso mi sono istruito ed ho capito forte e chiaro. Ora posso dare una sentenza giusta ed inconfutabile. La prima cosa che mi sento di dire, è che certi articoli o comma sono talmente stupidi e irriverenti che si annullano da se. Sono certo che, nessuna Legge italiana può arrogarsi diritti verso persone oneste, millantando regole che disattendono l’Onore – il Decoro e la Dignità dell’individuo in quanto tale.

TITOLO DI STUDIO: ESSERE O AVERE? 

Per risolvere il dilemma, occorre fare alcune considerazioni "filosofiche" e di carattere pratico.

Compio un percorso di studio USA ed ottengo un Master Degree, siccome sono italiano e parlo italiano, inoltre conosco l’inglese e pertanto leggendo una parola o frase in inglese, si forma nella mia mente la corrispondente parola in "italiano" perché questa è la mia lingua nativa. Dunque, se pronuncio o penso "Master Degree" automaticamente la mia mente recepisce il significato italiano, di "LAUREA" non può esistere una Legge che impedisca al mio cervello o a quello degli altri di recepire le parole per il loro vero significato, ognuno secondo la propria lingua. Non riesco a capire come certi aggettivi possano diventare "TABU’".

Quanto appena detto, apre un altro scenario (non soggettivo) e pone un interrogatorio: Un Titolo di studio, è un bene fisico che provoca uno stato "Avere", oppure è semplicemente un’evoluzione della mente che porta ad uno stato evoluto del mio "Essere"?? In sostanza, mentre: "una Vettura – Barca - Villa - Aereo personale – piuttosto che una serie di beni voluttuosi etc. etc. " rappresentano "Cose" che oggi li possiedo, domani mi vengono: rubate – sequestrate – distrutte… Una Laurea crea in me una variazione, a livello "Neurologico" o, stato mentale nuovo.

Come ho scritto in altra parte, all’inizio della mia consacrazione di "laureato", ho sentito dentro di me una grande responsabilità. Forse perché se possiedo qualcosa so che deve essere mia e non "rubata". Così i miei titoli di studio, dovevano vibrare con la mia mente in un’armonia di verità. Anche se avevo oltre 40anni di esperienza di lavoro e studio, ho realizzato che avrei dovuto continuare nella strada della conoscenza: attuale proiettata al futuro.

Oggi, il progresso e in special modo quello delle comunicazioni (di cui mi occupo), viaggia con andamento "ESPONENZIALE". Il professionista di oggi, che dormisse sugli allori della sua Laurea, seppur rilasciata in nome del popolo italiano, si troverebbe entro breve tempo, fuori dalla realtà e… la sua preparazione scenderebbe a "ZERO" entro breve tempo, così da essere inesorabilmente "Fuori". Trovandosi a lavorare in una azienda, verrebbe istruito dalla sua stessa (seminari) e tutto avrebbe una regolarità ma… se si trovasse a lavorare per conto proprio (studio privato) Medico – Dentista – Radiologo – Cardiologo o altro e non provvedesse al suo aggiornamento seguendo annualmente dei Seminari (che necessitano spesso ingenti spese), si troverebbe in pochi anni a svolgere una professione che la sua Laurea (magari ottenuta con 110 e lode). Questo è il lato sconcertante della faccenda che la Legge non contempla in nessun comma. Io penso che ognuno deve avere una Moralità che porti dritto ad una autoregolamentazione, a far si che siano i fatti a cantare e non le obbligazioni o agevolazioni di Legge. Conosco Medici che si occupano anche di Politica e potete stare tranquilli che non faranno mai dei corsi di aggiornamento, anche perché costano soldi e tempo. E… loro vogliono (data la natura) guadagnare sempre di più. I professionisti sono protetti su due fronti: "valore (perenne) legale dei loro titoli" – "protezione dalla Corporazione cui sono iscritti". Valore legale dei titolo + la protezione della Corporazione, formano una botte di ferro – una forza parallela a quella dello Stato, contro chi è fuori dal "cerchio".

Forse non riusciremo mai a sconfiggere il Monopolio delle Banche – Assicurazioni e Grandi servizi ma, ci sarà sempre la possibilità grazie ai moderni mezzi di Comunicazione di trovare delle strade minori che permetteranno a tutti di realizzare qualcosa di utile a se stessi e alla società in cui viviamo. Resta fermo un punto: "la Cultura scientifica – la possibilità di acquisire Conoscenza, sono proiettate verso la "Libertà", non perché questa deriverà dal Potere o il permesso delle istituzione; piuttosto sarà la "Ragnatela" di Internet che ormai avvolge ogni luogo del Pianeta a dare la possibilità a tutti di attingere dall’enorme "bacino" di dati che sono disponibili per tutti, liberamente. Solo GOOGLE indicizza oltre OTTO MILIARDI DI PAGINE!! Domani (fra cinque anni) saranno 12 – 15 Miliardi e fra 10 anni saranno 30 – 40 Miliardi di pagine (ogni pagina può essere composta dall’equivalente 10-100 pagine cartacee) che conterranno tutti i dati esistenti in tutte le Biblioteche del nostro Pianeta. Oltre le Biblioteche già in Rete ci sono miliardi di pagine scritte da: semplici studenti – Docenti – e persone che hanno voglia di "esserci". La risposta che non vorrei sentire mai (sarebbe una risposta da maleducati) è: "lei Dottor Gian Pietro ha ragione ma… sa… la Legge e Legge e finché non verrà modificata, essa solo darà le direttive comportamentali. Replico prontamente dicendo che, la Legge sull’Università non occorre di nessuna modifica dal Parlamento: perché è il tempo, lo scontrarsi con le nuove realtà – integrazione tra le nazioni – Sentenze Costituzionali e di Cassazione che faranno decadere tutti i privilegi, i quali non possono essere quelli che vigevano nel 1938 (quando il rapporto tra chi doveva lavorare con le mani e chi invece comandava con la testa e l’arroganza, era molto grande). Ho letto attentamente l’Articolo scritto dal prof. Carlo Finocchietti Direttore del Cimea, Fondazione Rui, pubblicato in Rete, ho letto anche gli articoli della Legge n. 1269 del 4 Giugno 1938 con le successive modifiche, la Legge in fondo non è tanto "difficile" da capire. Conosco anche il sistema di studio che vige nei circa 9000 College USA. So anche, che il sistema globalmente è più difficile ed ermetico di quello italiano. Non però per formalità ma… per risorse economiche.

Entrare in una University americana è un grosso problema, nel senso che occorre dimostrare grosse capacità di preparazione e… tante risorse economiche. Anche in America vige il Potere dei soldi, però per molti c’è la possibilità di lavorare all’interno degli istituti con uno stipendio che permette di seguire gli studi. Ci sono anche le Borse di Studio dei vari stati e organismi privati. Difficile ma non improbabile, la possibilità di trovare tra le 9000, una University che non pretenda tanti soldi. Alla fine se uno è veramente preparato può distinguersi e trovare una sistemazione lavorativa. Bisogna contare che esistono le Open University che operano Online e chiunque con la spesa di un centinaio di Dollari l‘anno può avere accesso al "materiale didattico" disponibile in Rete. Negli USA chiunque può fondare una University secondo le proprie possibilità, per esempio Online o per Corrispondenza. Chi è capace potrà aiutare gli altri ad ottenere titoli di studio con valore di prestigio. Naturalmente ilo valore aggiunto dipende dall’Uomo!!

Quello che fa la differenza è il prestigio dell’University che ha concesso il Diploma (parlo di prestigio e non di formalità). Naturalmente il prestigio può essere anche, un valore aggiunto personale e… se veramente uno ha un’ottima preparazione, può stare sicuro che troverà un buon posto di lavoro. La strada è difficile ma non impossibile. Se uno ha ottenuto una Laurea e ad un certo punto dimostra delle conoscenze fuori dall’ordinario (per esempio a seguito di una scoperta), potete stare tranquilli che verrà subito conteso dagli istituti di ricerca i quali non stanno a guardare se si è laureato alla Harvard piuttosto che in una scuola per corrispondenza. Posso dire che ad ognuno vengono riconosciuti i propri meriti. In fondo anche in Italia succede lo stesso fenomeno: "se uno è preparato trova sempre un posto di lavoro equiparato alle sue competenze (naturalmente nell’ambito di un’azienda privata)". La stessa cosa non potrà avvenite nelle aziende Pubbliche, perché essendo improntate al sistema della "FORMALITA’", lì conta la carta con il logo dello Stato e… (se possibile) una buona raccomandazione. In America per le University non c’è obbligo dell’Accreditamento.

FATTI CONCRETI SUI TITOLI STRANIERI. 

Nel 2000, ho ottenuto dalla The Yorker International University con sede negli USA e agenzia in Milano, un "Master Degree in Computer Sciences and New Media". Il Certificato è stato registrato presso un Public Notary di NEW YORK e dotato di APOSTILLE sempre dallo Stato di NEW YORK. Nel Certificate of Completion relativo, è stata scritta l’autentica della firma del Patron della Yorker – il Certificato è dotato di una serie di timbri a secco tra cui il meraviglioso timbro dello Stato di NEW YORK. Il tutto timbrato unitamente al Documento di AUTENTICA. Lo studio con la Yorker è stato abbastanza mirato, diciamo su misura in base alle mie conoscenze: "44anni di esperienza (1956 – 2000) nel campo dell’elettrotecnica. 12 anni di esperienza (1988/2000 nel campo Informatico e precisamente: analisi e Programmazione in: Basic – Pascal – C – C++ - Clipper, con la produzione di programmi Gestionali. Una serie di Seminar tenuti da eccellenti professori, la scrittura da parte mia di una Tesi di Laurea da 180pagine – una serie di monografie specifiche per circa 350pagine, una serie di articoli giornalistici che sono stati pubblicati in Rete in una WebZine gestita dai "Corsisti" della Yorker. Successivamente mi sono occupato totalmente della raccolta di notizie in Rete riguardanti il mondo della "Comunicazione" a 360°. Ho scritto un libro dal titolo: "Sfida al Potere con la Rete - www.dott-bomboi.it (pubblicato in Rete per tutti, senza diritti o Copyright) e centinaia di interventi nei vari "Forum" di discussione. Il mio sito personale (dal 2001) è stato visitato da migliaia di navigatori – ho ricevuto centinaia di mail e altrettante telefonate di congratulazione.

Potrei continuare a "smontare" la Legge (n. 1269 del 4 Giugno 1938) punto su punto ma, penso non sia produttivo e sono certo che si smonterà da sola. Piuttosto voglio fare un’ultima considerazione sulla meravigliosa risorsa umana che è: l’ESPERIENZA sicuro che nessuna Legge potrà contraddirmi. Voglio fare una parallelismo, tra due soggetti che hanno svolto le scuole regolari fino alla MATURITA’. Uno è andato all’Università – l’altro si è impiegato:

 

Nella tabella ho fatto l’esempio di due giovani con due esperienze diverse. Antonio e Giorgio imboccano due strade distinte. Il percorso di ognuno e il risultato sono da analizzare attentamente!!

Diplomato Maturità e impiegato in uno studio di commercialisti, con libertà di carriera. Grado di competenza ottenuto al quinto anno.

Oltre la Maturità, cinque anni di Università con l’ottenimento di una Laurea. Grado di competenza per l’inserimento nel mondo del lavoro.

Antonio con voglia di apprendere e fare carriera, inizia a lavorare con grande Moti-vazione. Lavora presso uno "Studio" con 10 impiegati, ognuno con il proprio ufficio. Nello "Studio" si svolgono ogni tipo di pratiche immaginabili, e il Patron dà ad ognuno la possibilità di seguire del Seminari annuali che servono a recepire tutto quanto si muove nel mondo della contabilità in generale. Il nostro amico Antonio si dedica anima e corpo al suo lavoro – legge le riviste del settore – nelle ore libere naviga in Internet. Il suo progresso è strepitoso e già dal primo anno gli viene assegnato l’incarico di Responsabile per il coordina-mento dei suoi colleghi. In questa nuova dimensione ha la possibilità di conoscere ogni tipologia di pratiche e nell’arco dei cinque anni ottiene il massimo. Il nostro Antonio si è rivolto ad una University americana ed ha ottenuto senza sforzi e senza studiare un Master Degree, adesso comanda tutti gli impiegati compresi i laureati.

Giorgio, segue diligentemente le lezioni che, vengono tenute da eccellenti professori, alcuni dei quali sono ai vertici della "finanza". Lo studio gli dà soddisfazione e lui acquisisce nell’arco del primo anno una voglia di studiare sempre più grande. Troppo grande, perché iniziano i contrasti con qualche docente dalle visioni ristrette che vorrebbero attuare una sorte di freno all’entusiasmo. Comu-nque, il nostro amico resiste e continua a studiare con profitto ottenendo dei buoni voti. Al quinto anno c’è la scelta di una Tesi di Laurea, su un argomento "attuale". Seppur con qualche attrito con un docente "Ottuso" e pertanto con una certa inerzia, la Tesi viene terminata. Il giorno dell’esame tutto bene e il nostro amico riceve una bella Laurea a pieni voti. Ironia della sorte, trova un posto di lavoro nel medesimo ufficio del nostro amico Antonio. Secondo voi qual è la sistemazione di Giorgio nello studio dove da tempo lavora Antonio?? Semplice: un normale ufficio dove dovrà fare la "Gavetta!!".

Il racconto appena portato a termine rappresenta la realtà dell’ "ESPERIENZA" che molti si trovano a vivere. Ho parlato di un ipotetico Ragioniere con cinque anni di "Esercizio" che è riuscito a scalare i vertici perché aveva in se una motivazione e, gli è stata data la possibilità di progredire (fosse stato in un posto ministeriale, sarebbe morto con il suo incarico di partenza). Il nostro Ragioniere ha ottenuto la premiazione alla passione, per il suo lavoro. Immaginiamoci un omologo con 10 – 15 – 20 o 30anni di esperienza!!! Un simile "mostro" sarebbe capace di "digerire" non una ma dieci lauree, questi sono i fatti. Come già detto, negli ultimi 6anni ho avuto occasione di conoscere la realtà di questi laureati nelle University americane, e… credetemi, si tratta di persone con grande esperienza, che ad un certo punto della loro vita hanno avuto la fantasia di laureare la loro esperienza.

Nel mese di luglio 2006, ho partecipato a Milano (da invitato) ad una sezione di esami di una mezza dozzina di soggetti di età media (40-50anni). Ognuno di loro ha preparato e discusso un lavoro di Tesi che solo un vero "Professionista" può concepire. Argomenti attuali di grande portata. Nulla a che vedere con un universitario che abbia appena terminati gli studi. Qualsiasi neo laureato per arrivare al grado di "Conoscenza" di una persona "motivata" con decenni si esperienza, dovrà percorrere tanta strada. Su questo argomento, sono pronto a discutere con chiunque e sfidare qualsiasi Legge!! Non si pensi che io sia un incosciente, che voglia a tutti i costi apparire e lanciare, non so, quale sfida. La mia è una motivazione spinta dall’orgoglio di chi ha dedicato la sua esistenza allo studio. Nei miei 66anni di sacrifici e soddisfazioni, sono stato reso immune dalle paure, perchè ho la certezza della verità. Se è vero che non credo in certe leggi, è vero anche che credo ciecamente nella "GIUSTIZIA". Ho la certezza che in caso di scontro con il Potere avrò partita vinta, perché, qualsiasi Corte di Giustizia che voglia fare veramente imparzialità non farebbe altro che congratularsi con me. Per non indurre certi concetti sbagliati, voglio spiegare che cosa intendo quando scrivo la parola "Potere" (con la "P" maiuscola). Non intendo direttamente il Potere dello Stato.

Per Potere intendo ogni azione irresponsabile o arrogante che viene compiuta in nome dello Stato – della Costituzione o di una qualsiasi Legge democratica.

E’ giusto che, qualsiasi azione dell’essere Umano debba essere giudicata con piena responsabilità da chi giudica. Non accetto il teorema secondo il quale chi giudica se ne lavi le mani e pronunciando ogni volta la fatidica frase: "STO ESEGUENDO LA LEGGE". Qualsiasi giudizio che contempla una pena, non è un’azione robotica che possa compiersi senza usare il metro della considerazione. Una Legge è semplicemente un’indicazione, e il Giudice dovrà ricavarne la Sentenza in base alla sua esperienza di UOMO prima che di Giudice. Se così non fosse, a che cosa servirebbe svolgere un processo?? Nel caso mio che ho dei titoli di studio non riconosciuti in Italia, non occorrerebbe neanche un processo. Basterebbe applicare quello che dice il Codice, sapendo che il "Reato" è stato commesso. Dal momento che venissi denunciato e che pertanto si promuovesse un Processo a mio carico, sarei costretto a reclutare un Avvocato con le contro palle (dato che non potrei difendermi da solo). Sono sicuro che tutte queste premure (a pro del Potere dei ricchi), messe in essere dalla Legge n. 1269 del 4 Giugno 1938, si dissolverebbero come neve al Sole. Grande è la mia soddisfazione nello scrivere, perché cosi riesco a volare in spazi infiniti che i comuni mortali non conoscono. Riesco ad entrare in uno stato di "APPAGAMENTO SUBLIME" e tutto mi appare bello. Vorrei raccontare la gioia del "SACRIFICIO" ma, dovrei scrivere centinaia di pagine. Soddisfazione, dopo il dolore che si prova, nel vedersi sorpassato da individui "SCACCIACANI" che di loro non hanno nulla se non il "CONOSCIUTO" oppure quello che i loro avi, sono riusciti ad ottenere con la scaltrezza.

Sarebbe gioia il partorire di una donna, se non ci fossero i dolori del parto?? Avrei avuto la soddisfazione che ho avuto nel costruirmi un casa con le mie mani impiegando 27anni della mia vita, se avessi avuto la possibilità di pagare un Architetto demandandogli l’incarico di provvedere a tutto??? Certamente no!!! Perché l’operazione diverrebbe banale come quella di comprare un abito. Invece, per costruire il mio stabile ho dovuto impiegare tutte le mi energie rafforzate dalla mia motivazione. Per la mia casa sono disposto a morire, ecco cosa vuol dire SACRIFICIO E SANGUE!! E’ bello fare una guerra per difendere ciò che si è conquistato col sangue. Bello motivare la propria vita per qualcosa in cui si crede. Che senso ha una vita dove tutto è a portata di mano e… l’unico sacrificio è quello di allungare la mano per coglierlo.

Ha senso sapere che nel mondo ci sono un miliardo e mezzo di persone che non hanno l’energia Elettrica e nello stesso momento ci sono persone che dispongono del tanto che basterebbe a elettrificare intere regioni?? Oppure vedere dei bimbi che muoiono di Tracoma che si potrebbe curare con una pomata da 2-3 Dollari?? Credete che in un simile scenario abbia molto peso la legge n. 1269 del 4 Giugno 1938 che con tanta enfasi si cerca di difendere?? Vorrei che lo Stato fosse dalla mia parte e difendesse il sacrificio umano al posto delle comodità per pochi. Anche in America ci sono University che costano 20-30mila Dollari solo per l’iscrizione.

Di certo quelle lauree non sono "taroccate" ma… a che prezzo?? Ma poi, siamo sicuri che questi privilegiati, siano i migliori?? Siamo sicuri che i veri tecnici siano coloro che hanno ottenuto tutto senza sforzo o privazioni?? Per i privilegi si sono sfruttate le risorse, sempre di più concentrando le ricchezze in mano di pochi. Oggi, si formano continuamente attriti ed è sempre più facile scatenare guerre che provocano sempre di più rancori e per certi popoli il vivere o morire fa sempre meno differenza (quando il petrolio sarà finito cosa succederà?).

LA VERA OFFESA CONTRO L’UOMO. 

Può essere giusto rispettare e fare rispettare le leggi, non sempre però. Proviamo ad immaginare un immigrato, dal terzo mondo o da una regione in guerra, immaginiamo quanti di queste persone possiedono una Laurea di prestigio ottenuta in una Università regolare del proprio paese. Tutto regolare fino a che noi non riusciamo a provare il contrario. Eppure… queste persone (Ingegneri – Medici – Dentisti ecc.) in Italia sono costretti a lavare vetri ai semafori o vendere fiori davanti ai ristoranti. Si escludono a priori impedendo loro di subentrare negli "Ordini". Non può esserci nessuna giustificazione, se non quella che, le corporazioni sono delle unità ermetiche con protezioni occulte!! Forse quelle stesse entità che stanno facendo funzionare una legge del 1938. Troppo grandi sono i privilegi e difficile è rinunciarvi. Abbiamo visto le proteste dei tassisti, e quella dei farmacisti. Certo, per loro (farmacisti) sarebbe una fetta di guadagno in meno. Ma… lo scandalo maggiore sta nel fatto che oggi è difficile aprire una nuova farmacia per via dei posti a numero chiuso. Così in una farmacia troviamo 5 farmacisti regolarmente iscritti all’Ordine ma che non avranno mai la possibilità di lavorare per proprio conto, pur avendo i requisiti. Mentre i farmacisti nelle loro botteghe vendono di tutto: dai biscotti ai dentifrici ai fazzolettini per il naso (subito venderanno anche la mortadella); stanno facendo tanto chiasso contro il Decreto che liberalizza la vendita delle Aspirina nei supermercati. Evidentemente, temono la concorrenza che farebbe perdere loro guadagno. Numero chiuso è ANTICOSTITUZIONALE semplice-mente perché tutti abbiamo diritto di esserci. E’ assurdo che esistano ancora delle Corporazioni che debbono avere il Monopolio delle attività umane. Perché ci sono delle leggi che stabiliscono un numero chiuso per certe specializzazioni nelle università? Non vi sembra che ciò sia ANTICOSTITUZIONALE?? Chi, in un regime democratico può avere il diritto di stabilire il ramo, che io o qualsiasi cittadino, abbiamo voglia di scegliere?? A chi importa se ci sono troppi psicologi – troppi cardiologi – troppi dentisti – troppi ingegneri – troppi architetti?? Elementare: alle Corporazioni che sono gestite da organi composti dagli stessi professionisti. Il loro ragionamento è giusto (per loro convenienza). Infatti, se ci fossero il doppio, il triplo di dentisti – psicologi – ingegneri o architetti, le loro "Parcelle" di conseguenza subirebbero una drastica riduzione, per effetto di una legge di mercato. Se ci fossero più farmacie (il doppio o il triplo) nascerebbe una sana concorrenza e i prezzi dei medicinali subirebbero un crollo di prezzo.

Stesso ragionamento si potrebbe dare a proposito di uno psicologo, che spesso pretende 70-80Euro per una seduta da 30minuti. Voglio raccontare un episodio occorsomi circa 30anni fa: dovevo fare una radiografia a mia moglie per dei disturbi allo stomaco, nelle strutture pubbliche occorreva spettare "TRE MESI". Di conseguenza fui costretto a prenotare una visita presso uno studio privato (per non fare nomi) Dottor Dedola di Nuoro. L’appuntamento fu fissato di li ad un paio di giorni. Il giorno della "visita": mi accorsi che, mentre aspettavo il turno per mia moglie, furono fatte circa 5-6 visite con lastra, in un tempo di circa 60 minuti. La mia spesa è stata di £70.000#, ho fatto mentalmente un po’ di conti e la risultanza è stata allucinante!! Ho calcolato che in mattinata (poniamo 3ore) siano state sviluppate una quindicina di lastre + altrettante di pomeriggio per un totale di, 30lastre. 30x70.000 = 2.100.000 lire.

Siccome sto parlando di 30anni fa, considerando la rivalutazione monetari: i 2.100.000 lire diventano, 6-7milioni di lire, ossia. 3000-3500 Euro. Va bene, I macchinari costano!! Costa anche un autotreno (forse di più e richiede manutenzione), però chi possiede un autotreno può guadagnare al massimo (netto dagli imprevisti) 100-150 Euro al giorno. L’autotrenista deve subire: i consumi la svalutazione del mezzo – la manutenzione ordinaria e straordinaria ed eventuali incidenti stradali + le tasse che da cui non può fuggire, perché lavora tutto in base a Fatture. Il radiologo non fa Fatture (se non raramente), non ha macchinari che richiedono manutenzione, ha come spesa un’infermiera che pagherà con uno stipendio da 1000-1200Euro al mese. Il guadagno è immenso, fuori da ogni razionalità. Se parliamo dei dentisti, la risultanza è ancora più sconcertante, i guadagni sono ancora maggiori e… l’attrezzatura costa quanto un’auto di media cilindrata, inoltre un seggiolone non ha bisogno di manutenzione e dura una vita. Vogliamo parlare degli Architetti?? Si ne voglio parlare!! La loro attrezzatura, consiste in un Computer (1000-2000 Euro) – un Plotter (2000-4000 Euro) - Un programma AutoCad (2000-3000 Euro) – un tavolo da disegno un’attrezzatura di Ufficio e… lo strumento per rilevare le distanze (3000-5000 Euro). Il totale dell’attrezzatura può quindi variare da: 8.000 a 14.000 Euro. Il prezzo di un’utilitaria. Accidenti a me!!! Dimenticavo il "TIMBRO TONDO" (ovvero il "Passepartout"). Mentre fino ad una decina di anni fa, i disegni venivano fatti a mano con il tecnigrafo, e così i computi metrici e di spesa; oggi, tutto viene delegato al PC, il quale con l’ausilio di un buon Software riesce a fare tutto in automatico: "disegni – computi – calcolo strutture ferro - disegni delle armature, cioè tutto!!

Diciamo che il tempo di progettare una casa, è quello necessario ad immettere i dati nel Computer. Il tempo per la progettazione di una casa può essere di qualche giorno, considerando gli interventi esterni all’ufficio e per visite al cliente. La spesa per la progettazione di una casa "normale" può variare da 5.000 – 6.000 Euro. Se, si tratta di progettare una casa che abbia una certa "architettura" personalizzata, la spesa viene calcolata in percentuale del costo totale dell’opera. Cioè: se una casa è venuta a costare 500.000 Euro l’Architetto può pretendere il 10 – 11%. Il calcolo ci dice che il professionista verrebbe a percepire 50.000 Euro circa. La somma è ingente e i guadagni sono da favola!! E’ facile capire. Parlando di architetti non stavo parlando di: Corbusier o Renzo Piano, personaggi della classe dei "GURU". Il ragionamento fatto finora è valido (ancora con più gravità) per gli avvocati, il loro guadagno è in proporzione della disgrazia dell’ "assistito". Non voglio parlare dei "consulenti finanziari" le cui "parcelle" spesso sono dell’ordine di 500.000 o addirittura milioni di Euro. Sono cose vergognose che chiunque può constatare leggendo la stampa o seguendo la televisione. Spesso faccio delle considerazioni su certi personaggi del mondo della finanza e arrivo alla conclusione che, non valgono assolutamente ciò che guadagnano, neanche se, venissero "smontati-sezionati" e venduti gli organi. La risposta a quanto ho appena scritto, da parte di persone illuse di sapere tutto, è una sola: "LEGGE DI MERCATO" BINGO!!! Certo che è la legge di mercato. Immaginare (per un momento) di moltiplicare gli avvocati per 10 – così pure: architetti – geometri – notati – radiologi - farmacisti esperti in finanza, quello che avverrebbe sarebbe un crollo del costo delle "parcelle". La progettazione di una casa verrebbe a costare 5volte di meno, e così una semplice radiografia. Essere in tanti non significa declassare la professione anzi, avverrebbe una selezione "naturale" e il cliente avrebbe ampia scelta. Spero che il lettore ( e anche il Potere) abbia capito forte e chiaro il mio messaggio. Tutta la commedia della non validità delle lauree americane in Italia è stata inventata per paura dei soggetti che avrebbero potuto riversarsi sul mercato, aprendo le porte a "tutti". Gli adepti (delle corporazioni) sanno bene che la maggior parte delle persone che si laureano presso le university americane o di altre nazioni, sono delle persone "super" con forte esperienza (mediamente ognuno di loro ha alle spalle 10-20anni di esperienza professionale). Di certo, "liberalizzando" i vari "Ordini" di professionisti, si otterrebbe un libero mercato – ci sarebbero più servizi per più persone, perché le prestazioni verrebbero a costare di meno.

Gli attori nascosti di tutta questa storia, non sono le università anzi, per loro sarebbe meglio che uno come me con 50anni di esperienza unitamente agli atri con esperienza in vari campi, avesse la possibilità di essere immatricolato. Sarebbero migliaia (in più) ogni anno che avrebbero accesso alle università, il mondo della scuola ne trarrebbe enormi vantaggi economici e di prestigio. Quando al tempo della Monarchia è stata scritta la Legge n. 1269 del 4 Giugno 1938 lo scopo era diverso da quello perseguito oggi, anche se il fine era la "distinzione". Allora, non era necessario porre delle limitazioni, giacché la selezione avveniva in automatico per via della povertà. Non c’era neanche la scusa delle lauree americane, poiché non c’erano i mezzi di comunicazione odierni e, se uno fosse riuscito in qualche modo a percorrere i canali giusti, di sicuro avrebbe richiesto di somme proibitive per un comune mortale. Dal momento che non era necessario cautelarsi dall’eventuale espandersi del numero di laureati, non vedo il senso della Legge n. 1269. Il senso ve lo spiego io, il Potere è un’entità "debole", senza spina dorsale. Il Potere è un’entità che fa forza sulla paura degli altri. Anzi, oserei dire: sul "TERRORE". Il Potere non conosce: Dignità - Decoro – Lealtà. Ai tempi del RE, occorreva trasmettere ai sudditi il concetto di: UBBIDIENZA – PAURA – VENERAZIONE.

SMONTAGGIO DELLA LEGGE N. 1269. 

Vorrei riportare il testo della Legge 1269 e ribattere punto su punto ma… siccome sarebbe troppo lungo, ho paura di annoiare il lettore. Mi limiterò a rimarcare certi concetti "logici" che non possono essere smontati da nessuno:

Si dice che, nessuno può concedere lauree se non autorizzato dalle leggi dello Stato italiano. Non credo che lo Stato italiano possa avere potere sulle university straniere e in special modo "americane", dato che, da parecchio è stato firmato un accordo di reciproco diritto di operare ognuno nel territorio dell’altro. Diciamo che non può (lo stato italiano) porre veto sulle iniziative degli altri stati.

Si dice anche: "nessuno ha diritto di farsi chiamare Dottore se non laureato in una Università autorizzata dallo Stato italiano. Che bello!! E, se ottengo una Laurea in Svizzera Cantone italiano, dove la lingua ufficiale è l’italiano?? Come la mettiamo?? Se mi danno un titolo di: "DOTTORE", posso senza indugio chiamarmi "DOTTORE".

Siccome col tempo ci sono stati dei cambiamenti, sentenze di Cassazione e altro, i burocrati, hanno pensato bene di correre ai ripari: "va bene spendere il titolo (però non con la dicitura intiera (Dottore) ma… Dr. Poi, è fatto obbligo di indicare la provenienza del titolo. Io dico: il risultato non cambia, anche se in certi casi mi andrebbe meglio (sarei più onorato) specificare la provenienza della mi Laurea. Però da uomo libero, dico che, non mi piego a questa imposizione che non ha senso utile a nessuno. Forse il Potere lo fa per accontentare i protetti dalle corporazioni, immaginandosi che siccome uno che non si è laureato in Italia deve necessariamente essere di seconda serie, onde fugare eventuali dubbi, occorre chiarire bene le cose. Ma, scusate, signori dalle mille protezioni, chi siete??

E’ fatto divieto alle università non riconosciute in Italia, l’uso di parole tipo: "Laurea – Ateneo – Politecnico – Facoltà – Toga – Tocco – etc. ". La risposta è uguale alla risposta n. 2 (Università Svizzera).

IL DILEMMA. 

Ho fatto una lunga esposizione fin troppo prolissa. Chiarire certi argomenti nei quali entra in gioco la "passionalità" diviene sempre difficile. Io di passionalità ne ho tanta, dal momento che per tutta la vita ho dovuto svolgere cose impossibili a dispetto delle consuetudini, che mi avrebbero voluto al palo, come d'altronde tanti di buona volontà ma senza nessun mezzo. Anche se ai miei tempi non avevo mezzi economici, ho sfruttato la mia intelligenza, motivazione e testardaggine. Diciamo che due sono stati i punti di forza nella mia vita: curiosità e voler raggiungere mete fuori dall’ordinario (non impossibili però). Sono sempre riuscito e riuscirò anche questa volta nella sfida logica che sto sviluppando con questo mio scritto. Ora, alla fine di questa Tesi, voglio fare alcune considerazioni importanti dalle quali non si può prescindere. Non dobbiamo pensare però che in America sia lasciato tutto al caso, anche li esistono certe formalità che si debbono compiere per poter fare circolare i laureati anche negli altri Paesi. Esistono le registrazioni notarili – esiste l’APOSTILLE. Quest’ultimo documento sostituisce l’Autentica dell’Ambasciata. Autentica significa dichiarare che quel pezzo di carta che si andrà a mostrare fuori dall’America, è un titolo di studio "REGOLARE", che bisognerà (nel caso specifico) accettare in nome degli Stati Uniti d’America.

Nel mio caso: "Ho un Doctorate Master Degree of Computer Sciences and New Media, rilasciato il 07/luglio/2000 – registrato code 2000/ B32 dalla The Yorker International University". La quale University (in data: 07/febbraio/2000) risultava iscritta nello stato del South Dakota come società LLC con n. 57-2215164, con la seguente motivazione: "La LLC The Yorker International Università, è organizzata, come Università di formazione ed i suoi programmi seguono un campione internazionale, quindi, alla The Yorker International University è permesso assegnare i gradi di vario campo e lingue differenti".

Il mio Doctorate Master Degree è stato registrato presso il Notary Public di NY e dotato di APOSTILLE n. NYC-10262369B . At New York, New York the 05th day of Juli 2002. Firmato: Special Deputy Secreatry of State. Quello appena specificato è il mio Degree conseguito presso una university con la quale ho svolto un regolare percorso di studio. Naturalmente possiedo tutti i documenti, menzionati. Oltre il Doctorate Degree americano, ho anche un Bachelor in: Electrical Engineering conseguito presso una university totalmente riconosciuta e accreditata nella Repubblica della Liberia – Pakistan - Indonesia. Questa laurea è stata autenticata all’Ambasciata della Liberia in Roma e la firma è stata a sua volta autenticata presso la Prefettura di Nuoro, protocollata col numero: 04/1345/02332/06 il 23/02/2006. La Laurea è stata valutata, dall’ Ufficio americano di Istruzione Superiore - 3100 mill street suite 102, Reno Nevada 89502 – ref. ABH43893/ce

Anche questa Laurea non è riconosciuta in Italia ma… ciò non toglie che è un titolo di studio che mi consacra Dottore Ingegnere Elettrico (traduzione italiana). Almeno che, non si voglia attuare una discriminazione verso la Liberia, solo perché è una piccola Repubblica e inoltre sono neri!! Non ci credo, ma non lo escludo. Ho altri "titoli" prima e dopo le lauree, ma sono convinto che bastano quelli che ho esposto. Non starei a scrivere questa Tesi se nel mio intimo, non fossi convinto della mia esperienza che può coprire qualsiasi dubbio derivante da illazioni gratuite e anche di Potere. Mi sento "libero" e con questo spirito voglio affrontare ciò che potrebbe approssimarsi su di me. Non accettare ma combattere sicuro che il buon senso dovrà prevalere su ogni cosa. Naturalmente mi aspetto che chi Legge, abbia il senso dell’Onore e di rispetto verso il sacrificio umano, non sto pregando di ignorare un qualsiasi articolo di Legge (questo mai!!). Piuttosto di studiare attentamente ciò che ho scritto, che certamente è derivato da una sola ragione:

"IL MIO DIRITTO DI ESSERE".

APPENDICE.

SERGIO ROMANO. Mafie: le famiglie italiane 

(…." L'Italia è ancora, nonostante il suo sviluppo, una costellazione di «famiglie», e l'italiano, a dispetto della sua immeritata reputazione, non è individualista, ma «corporativo». Le famiglie, o corporazioni possono essere politiche, economiche, giudiziarie, aziendali, professionali, sindacali o addirittura, come nel caso della mafia, criminali. Come le uova di Fabergé, ogni corporazione ne contiene altre più piccole, e ogni italiano può essere membro contemporaneamente di numerose corporazioni. Il modello della corporazione è la famiglia naturale o, per meglio dire, la gens romana, vale a dire qualcosa di mezzo tra la piccola famiglia degli anglosassoni e le grandi tribù mediorientali. E vi sono casi, come quello del capitalismo dinastico, in cui la corporazione coincide con la famiglia naturale. Il nome della corporazione cambia a seconda delle circostanze. Si chiama «sindacato» quando è composta da bidelli, uscieri, tipografi, personale amministrativo, orchestranti, maestri di scuola elementare, docenti di scuola media e precari di varia natura. Si chiama «corpo accademico» quando è composta da professori universitari. Si chiama «ordine professionale» quando è composta da avvocati, giornalisti, architetti, medici, farmacisti, commercialisti.

Si chiama «carriera» quando è composta da diplomatici. Si chiama «Forze armate» quando è composta da militari. Si chiama «Confindustria» o «associazione industriali» quando è composta da imprenditori. Ma i metodi, la natura e le ambizioni di queste famiglie sono fondamentalmente gli stessi. I loro strumenti di lavoro sono lo sciopero, il manifesto, l'appello, il proclama, lo stato d'agitazione, il comunicato e, quando ne hanno la forza, la pressione discreta esercitata al momento opportuno sui punti nevralgici del potere. Il loro principale obiettivo è quello di appagare se stesse. Un museo, un teatro, una facoltà universitaria, un ordine professionale e un centro di ricerche devono soddisfare le ambizioni di coloro che ne fanno parte, non quelle della società per cui sono stati creati. Le istituzioni, in Italia, non appartengono né allo Stato, quando sono pubbliche, né a coloro per cui sono state create. Non rispondono di ciò che fanno né allo stato proprietario né al cittadino consumatore: appartengono alle nomenclature, ai tribuni e ai rappresentanti sindacali delle categorie che vi lavorano o possono trarne qualche vantaggio. Può accadere che la corporazione abbia una coloritura ideologica e che avanzi le sue richieste in nome di un «progetto» politico o di un principio generale. I professori universitari chiedono una università «democratica». I giudici, una «magistratura democratica». I registi cinematografici reclamano sussidi in nome della difesa della cinematografia nazionale. I dipendenti di un ente chiedono maggiore «partecipazione». I giornalisti avanzano le loro richieste in nome dell'autonomia e della dignità della loro professione. I calciatori si oppongono al reclutamento di sportivi stranieri in nome dell'identità dello sport nazionale.

Gli industriali chiedono sussidi e finanziamenti in nome della difesa dell'economia nazionale. Ma l'ideologia e i grandi principi sono soltanto la bandiera con cui la corporazione riveste le proprie ambizioni o, meglio ancora, il pretesto di cui un gruppo si serve per scalzare l'altro. Uno storico francese che studiò le «società di pensiero» in Francia prima della rivoluzione, Augustin Cochin, si accorse che esse erano teatro di continue lotte tra fazioni concorrenti e che alla fine di queste lotte il gruppo più radicale prendeva generalmente il sopravvento sul gruppo più moderato. Così accadde spesso nelle corporazioni italiane. L'ideologia, soprattutto nelle sue espressioni più radicali, serve anzitutto a sconfiggere l'avversario e a prenderne il posto. E' la bandiera con cui i giovani si sbarazzano dei vecchi e le minoranze scalzano le vecchie maggioranze. Quante battaglie sono state fatte negli ultimi cinquant’anni in nome dell'antifascismo e della democrazia. Ma l'obiettivo, dietro il nobile schermo delle motivazioni ideali, è più semplicemente quello di conquistare il controllo della «famiglia» e di sfruttarne l'influenza.

Il vero ideale della corporazione italiana non è il pretesto retorico o l'alibi ideologico con cui essa giustifica le sue battaglie. E' il «numero chiuso», il tariffario certificato dallo Stato e, soprattutto l'«Albo», vale a dire il diritto di esercitare il controllo sul reclutamento dei nuovi membri. In alcuni casi (giornalisti, funzionari dello Stato, docenti universitari) il reclutamento avviene per esami e concorsi. Ma fra il nepostismodi un professionista che riserva al figlio lo studio familiare, e il risultato finale di certi concorsi universitari, non vi è in ultima analisi grande differenza. Le relazioni fra le corporazioni sono simili a quelle che intercorrono fra gli Stati sovrani: ostilità, ultimatum, guerre, trattative, armistizi. L'Italia è il paese dell'Occidente in cui vi è il più alto tasso di diplomazia, quotidianamente praticata da tutte le famiglie-Stato della società italiana. Le guerre si concludono generalmente con tregue, armistizi, patti di convivenza e, se la materia del contendere è economica, con cartelli per la divisione del mercato. Le corporazioni sono rotte a tutti i compromessi, purché non intacchino la loro sovranità. L'Italia è mal governata perché il malgoverno, per le corporazioni, è sempre meglio di un sistema politico in cui qualcuno, al vertice dello Stato, proclami la superiorità dell'interesse generale e della libera concorrenza sugli interessi particolari e sui patti di spartizione. E' questa la ragione per cui molti italiani, a dispetto delle loro professioni di fede liberale, non amano le regole impietose del mercato.

E' questa la ragione per cui molti, a dispetto del loro apparente malumore, tollerano la sciatta e opprimente burocrazia dello Stato centrale e delle regioni. Perché sanno, in cuor loro, che la concorrenza e il primato della legge (la «rule of law» del linguaggio politico angloamericano) indebolirebbero le corporazioni e che l'efficienza dello Stato intaccherebbe prima o dopo il loro potere. Dallo Stato cattivo, del resto, ci si può sempre difendere ricorrendo alla propria famiglia, vale a dire a una rete di amicizie e di solidarietà che permette di aggirare gli ostacoli, scavalcare le norme e ottenere comunque il permesso, la licenza o il favore desiderati. Sergio Romano:  "Le Italie Parallele" - Longanesi & C. 1996

ESSERE LEADER. Regole e confini. 

Le regole vanno bene ma si possono applicare fino ad un certo punto. Devono basarsi su valori e consenso condivisi. Ogni regola che non abbia un sostegno diffuso non può essere fatta rispettare senza uno stato di polizia, Anche quando le norme hanno alle spalle un sistema di premi e punizioni, perché vengano rispettate ci sarà bisogno di un ampio sostegno della comunità. Le leggi si rivolgono a tutti e le norme locali di comportamento fissano i confini, rendono più facili le scelte e danno una guida di base in situazioni non familiari. Entrando in un paese straniero, bisogna conoscere leggi e costumi, e lo stesso principio si applica quando si entra in una comunità o in azienda. Anche qui ci sono norme di comportamento, codici, "modi in cui facciamo le cose", e ignorarle è a proprio rischio e pericolo. Possono essercene di chiare, appiccicate al muro o implicite nella descrizione stessa del lavoro, ma ce ne sono anche informali, alle quali si può accedere solo dopo essere stati in quell’ ambiente per un certo tempo. Stabilendo inoltre regole di comportamento interne tutte nostre, queste spesso cozzano contro leggi e regolamenti; per esempio i limiti di velocità sono ampiamente disprezzati o il Software dei Computer è facilmente copiato e quindi più spesso diffuso di mano in mano che regolarmente acquistato. Insomma, all’interno delle regole legali e morali fissiamo molti confini nostri. E’ tipico dei "Leader" essere alle prese coi confini o al di fuori di essi. Nei casi più estremi, Leader come Martin Luther King, Mahatma Gandhi o i Leader degli studenti cinesi nella piazza Tienanmen, si spingono oltre i confini più ampi – le leggi dello Stato – con lo scopo di cambiarli. Ma ci sono anche altri limiti – le norme di comunità locali o i loro regolamenti interni – che i Leader devono saper trascendere. In ogni caso tutti i Leader devono sfidare le personali regole di comportamento. Un Leader deve avventurasi al di là delle regole e delle norme accettate , non necessariamente in modo trasgressivo o violento (anche se alcuni Leader lo fanno), ma con lo spirito dell’esploratore. I Leader viaggiano in un territorio sconosciuto a loro e a chi li segue. Questo vuol dire che in qualità di Leader bisogna essere pronti ad esplorare i propri confini personali, rischiando e avventurandosi in ciò che si teme. Chi ama la vita comoda e tranquilla, senza cambiamenti, non cerchi di essere Leader (e abbandoni l’idea di seguirne uno). Una volta al di fuori dei confini, bisogna creare nuove regole e sapersi procurare l’elemento fondamentale di ogni norma e valore: la fiducia. Essere Leader nel mio caso, significa pensare logico e nello stesso tempo, credere in se stessi. Ho sempre mescolato la razionalità con il pensiero che ha sempre volato oltre quello che gli altri cercano o hanno cercato di predisporre, con regole fisse. Se è vero che in gioventù non ho avuto tempo di pensare perché proiettato alla crescita nella "Conoscenza" poi, essendomi sposato giovane (22anni), ho dovuto darmi da fare per allevare la famiglia che (Grazie a Dio) ha cominciato a crescere; mi accorgo oggi di avere accumulato nella mia mente tutte le aspirazioni ed evocazioni che si sono susseguite ma che non ho potuto realizzare. Oggi che conosco bene il funzionamento del cervello umano e so le enormi potenzialità, non mi stupisco se improvvisamente mi trovo a rivivere tutto il mio passato con le aspirazioni che mi chiedono di essere realizzate. Nessun antagonismo con il Potere o con le istituzioni ma piuttosto attento a vagliare ogni concetto – regola o legge per ciò che realmente rappresenta. Essere Leader significa innanzitutto saper misurare le proprie potenzialità e saper discernere le stupidate dalle cose realmente serie. Significa anche non prendere per oro colato ogni Legge – regola o imposizione che spesso ci viene imposta dall’alto. Obbedire si, ma, quando ci sentiamo certi che la "regola" rappresenta il bene per tutti e non agisca con discriminazione. Credo molto nella libertà e nei diritti che devono essere uguali per tutti. Tutto il lungo discorso che ho fatto a proposito delle università, chiarisce il concetto appena esposto. Università = regole e… regole = rispetto e opportunità uguali per tutti. Qualcuno già sta pensando che io sia un sovversivo, vi garantisco che sono la persona più onesta di questo mondo. La mia forza deriva dalle considerazioni che giornalmente posso fare considerando i fatti che avvengono in campo nazionale e internazionale. A questo punto scatta in me la seconda molla e mi pongo le domande: "posso proseguire imperterrito fregandomene altamente di chi sta male e… magari venerare i signori del Potere MARCIO?? Posso seguire certe leggi del tempo dei colonialismi – degli schiavisti e razzisti?? L’Ipocrisia mal si addice ad un Leader e, anche se non sono un Leader, penso di avere il diritto di salvaguardare la mia Dignità personale. Spesso chi comanda dice: "devi obbedire perché la Legge dice così… L’importante che la Legge non leda minimamente i miei sacrosanti diritti. Non sto pretendendo di essere ricco come Zanussi o Agnelli; loro con le loro ricchezze con le responsabilità che comportano ed io con la mia povertà dignitosa ma…. Ma…. Ho il diritto di essere – ho il diritto del rispetto delle mia persona e ho il diritto al riconoscimento del mio "Status" al di sopra di una:

LEGGE DEL TEMPO DEL RE, QUANDO UNO COMANDAVA E SGUAZZAVA TRA MILLE COMODITA’, MENTRE I SUDDITI DOVEVANO SOLO SOFFRIRE ED UBBIDIRE. (Gian Pietro Bomboi)

BREVETTI CONTRO L’UMANITÀ’.

(…." San Pedro Sula. Honduras: Rosa è un attivista che combatte per i diritti dei malati di AIDS. In Honduras sono oltre 60mila i sieropositivi e uno dei farmaci fondamentali nella cura delle malattie opportunistiche derivanti dal virus HIV è il fluoconazolo. Il farmaco è venduto nel paese dalla Pfizer sotto il nome commerciale di Diflucan e, secondo il dosaggio, costa fino a 12 dollari a compressa: troppi per un posto dove il salario medio di un abitante è di 90 dollari a settimana. In Guatemala il fluoconazolo costa molto meno, ma le aziende farmaceutiche che lo producono non possono esportarlo e venderlo in Honduras, la legge sui brevetti (Ecco!! Che spunta la sozzura dei diritti) internazionali non lo permette. L’Honduras è solo uno dei molti paesi che, secondo le regole internazionali sui brevetti sancite dall’Organizzazione mondiale del commercio (Wto), non può acquistare farmaci generici da produttori che non detengono il brevetto. Così Rosa ha deciso di sfidare (bravo!!) le regole di mercato e dei brevetti, iniziando a importare illegalmente il fluoconazolo dal Guatemala, dove l’azienda farmaceutica indiana Cipla di Mumbay vende lo stesso farmaco a 10 centesimi la compressa 12$ / 0,10 = 120 (cento venti volte di meno). In base all’Indian patent act, voluto da Gandhi nel 1970, in India le regole dei brevetti si applicano ai processi produttivi ma non ai prodotti. Così le imprese locali possono copiare il principio attivo, dargli un nome di fantasia e venderlo a prezzi molto inferiori a quelli del produttore originale che ne detiene il brevetto. La legge, entrata in vigore nel 1972 per favorire lo sviluppo del settore farmaceutico indiano e affrancare New Delhi dal peso dei costi sanitari, eccessivi per un paese troppo povero, oggi però è al centro di un contenzioso interna-zionale. All’ultima riunione della Wto a Doha, infatti, l’India è stata depennata dall’elenco dei paesi che possono produrre localmente farmaci ancora sotto brevetto per far fronte alle proprie emergenze sanitarie….. ")

BREVETTABILITA’ SOFTWARE 

La storia di un genio eccentrico del software, a partire dalle sue esperienze scolastiche e universitarie, fino alle battaglie combattute contro le grandi corporation. Idealista e rivoluzionario, Stallman ha dato il via al movimento "free software" che sta scuotendo le fondamenta di tutto il mercato informatico, rappresentando un inevitabile punto di confronto per colossi come Microsoft. Secondo Stallman, il prodotto dell'ingegno deve restare libero: il codice sorgente di qualunque programma rappresenta un bene comune e, proteggerlo con brevetti e copyright, andrebbe considerato un "crimine contro l'umanità". Un saggio illuminante che, dipingendo il ritratto di una delle figure più importanti nella storia dell'informatica, mostra i retroscena di una battaglia occulta tra il movimento per il software libero e i grandi interessi commerciali Per tutti coloro che vogliono capire come funziona il mercato del software nel mondo, come si è arrivati alla situazione attuale e quali sono le possibilità che ci riserva il futuro.

MIE CONSIDERAZIONI. 

Ho scritto questa mia Tesi, credendo di scrivere una lettera (una decina di pagine), poi mi sono trovato in mezzo ad un cammino, dal quale mi è stato difficile uscirne. Tante sono le mie deduzioni – le mie passioni, che dovrei scrivere migliaia di pagine e non troverei mai una consolazione. Solo SDEGNO per un Mondo di CACCA manipolato da creature ignoranti che non riescono neanche a preservare la "CASA" che il Padreterno ha messo a disposizione per tutti (la Terra). Persone stupide che possiedono 100-1000volte ciò che sanno di potere consumare in una vita, ma che, continuano a sprezzare l’Essere Umano sfruttando la debolezza altrui per succhiare fino all’ultima goccia di sangue. Sono partito dalle università perché volevo esprimere il mio sdegno verso chi comanda e chi ubbidisce, in una situazione palesemente IRRAZIONALE. Le università che dovrebbero essere disponibili per tutti indistintamente; dal più ricco al più povero o nullatenente, che dovrebbero rappresentare l’UGUAGLIANZA al di fuori dei soldi; oggi come sempre rappresentano il rovescio di ciò che dovrebbero essere. Ragazzi che frequentano università di terza categoria e che, malgrado una laurea sono costretti a lavorare per 800 Euro al mese. Ragazzi figli di RICCHI che, non appena laureati vanno ad occupare una poltrona dirigenziale con stipendi da migliaia di euro. Sfido qualsiasi Potere: Politico – o di Magistratura a smontare la mia constatazione appena scritta. Ricordo a chi comanda che la "CONOSCENZA" è bene di tutti indistintamente e… chiunque dovrebbe essere incentivato nello sviluppo dei suoi sogni e preferenze. Ognuno ha in se l’idea e questa idea va semplicemente incentivata e premiata sotto ogni punto di vista. Così non è purtroppo!! Allora dico a voi del POTERE, cosa mi dite??? Io penso che il danno che state costruendo oggi, domani si ripercuoterà anche sui vostri figli, perché (anche se semplicistico) siamo tutti nella medesima BARCA!!! Altro tema spinoso è quello dei DIRITTI!! Cominciamo dal diritto d’Autore sulle canzonette. Esso rappresenta la più grande presa in giro che mai il Potere abbia concepito. Pensiamo: "un cantante scrive una canzone (non sto parlando della Traviata), un motivo che spesso nasce in pochissimo tempo. Una filastrocca, un accordo musicale, la partecipazione ad una trasmissione televisiva e… come per incanto il motivo ottiene un successo strepitoso. In pochi mesi vengono venduti centinaia di migliaia di CD – e il guadagno è immenso. Di logica il lavoro dell’artista ha dato i suoi frutti, facendogli guadagnare ingenti somme, automaticamente il tutto dovrebbe diventare di pubblico dominio anche se continuasse a vendere dischi o fare concerti. Secondo la Legge sul diritto d’autore, il diritto si estingue 70anni dopo la morte del saltimbanco.

Gli avvoltoi (Major della musica) acquistano il diritto sul brano e lo sfruttano per un tempo lunghissimo. Il lavoro è stato poco, il guadagno infinito. Non esiste nessuna situazione "ARROGANTE" come quella dei diritti sulle canzonette. Il bello della situazione è che, la SIAE (in Italia) opera appoggiata dalle Forze dell’Ordine e sono guai per chi non paga la "GABELLA". Ma… cosa mai ci sarà sotto??? Elementare: Connivenza – Politica – Potere corrotto – Scambio di favori che, portano in diverse strade: bianca quella della cocaina – rosa quella dell’erotismo. Puttane – Travestiti – forzati del sesso che debbono sbattere le donne dei potenti, sempre affamate mentre i loro consorti vagano da un punto all’atro del pianeta per fare affari sempre più consistenti. La SIAE in Italia è un flagello Divino, proprio ieri leggevo nella rivista PANORAMA n. 32 dell’anno del 10/agosto/2006 che per il concerto tenuto a Roma da Madonna, la SIAE percepirà l’8% dell’incasso, mi domando che diritti ha di incassare queste somme – a che pro e come saranno distribuite. Provvisoriamente dico che: è PAZZESCO!!! Sempre da Panorama mi ha colpito la tematica letta nell’articolo: "l’estate del lusso estremo":

L’ ex socio di Bill Gates vola a bordo. L’Octopus, uno degli yacht più grandi del mondo (127 metri), appartiene a Paul Allen ex socio di Bill Gates (….) a bordo ci sono tre elicotteri e due motoscafi… Però!! E pensare che ci sono i pirati che copiano la metà dei programmi di Bill Gates. E… se non ci fossero i pirati, che livelli di guadagno raggiungerebbe zio Bill?? Certamente avrebbe la possibilità di comprarsi molto di più e… nessuno riuscirebbe più a controllarlo. L’ultima considerazione la fa, Carlo Rossella (di canale cinque): "Quando torno dalle mie parti mi piace parlare in dialetto, anche se ormai lo sto perdendo, è una lingua in più, un lusso che mi permette di assaporare una tradizione che scompare. Lusso, è avere amici intelligenti come, Diego Della Valle, Silvio Berlusconi, gli amici con cui sono cresciuto… E’ bello parlare con la bocca piena, tutti possiamo diventare filosofi senza andare all’università.

Per me i ricchi non contano nulla e non mi fanno paura, certo potrebbero darmi dei seri fastidi ma… per me preferisco amare i diseredati e… se uno di questi mi puntasse il dito contro e mi direbbe: stai attento!!! Io avrei paura, perché per chi soffre penso di avere colpa anch’io, anche se in misura minore. Qualcuno potrà dire: Ma, chi te lo fa fare ad arrovellarti il cervello e non pensi a campare per i fatti tuoi?? Io dico che, se vivessi, facendo finta di niente, fregandomene altamente di chi sta male e gioendo della ricchezza degli altri, magari aspettando le loro briciole… in quel momento scoprirei l’inutilità della mia vita.

LA MIA FILOSOFIA. (di Gian Pietro Bomboi)  

L’uomo è uno spirito libero e grande conquistatore degli spazi che lo circondano, il pensiero penetra e supera l’Universo che poi non è altro che l’ombra di se stesso. E’ sconcertante pensare ad un Potere che possa coordinare violentemente gli altri, senza incorrere nelle trappole che sono la conseguenza della violenza sempre gratuita. Da sempre grandi filosofi, si sono domandati del perché dell’ uomo posto a popolare la Terra, con la caratteristica di potere ragionare e domandarsi, che cosa ci sia oltre il proprio sguardo – oltre la propria immaginazione. Intelligenza, ma anche missione, per dare scopo all’esistenza stessa. Nulla avrebbe senso se l’uomo non avesse una preciso compito comunitario. Fin da bambino mi sono posto domande sul perché di questa mia vita: nascita – esistenza – tribolazioni e… (il più lontano possibile) morte!!

La prima risposta (più immediata) è che, nulla può avvenire senza progetto e, naturalmente ho scartato l’idea della casualità. Se fino ad oggi non siamo arrivati a scoprire la vera essenza delle Creazione e delle continue trasformazioni, è perché ci siamo combattuti e abbiamo perso il vero senso della vita. L’evoluzione è sempre stata un continuo partorire qualcosa di doloroso, proprio come vera essenza di vita, dove tutto muta nello stesso momento che qualcosa di passato muore. Si, la vita è morte e la morte è: vita – percorso - trasformazione – proiezione. Ho sempre cercato di avere idee chiare e di non banalizzare mai la mia esistenza. Ho sempre pensato che è stato per me un Onore essere venuto al mondo, e che, tutto sia stato un progetto dipendente da colui che ha progettato il "TUTTO". Nei momenti che faccio questi pensieri, vivo istanti di felicità e… mi sento importante – protetto – invincibile. Come potrebbe essere altrimenti se sono figlio del creatore di tutto?? Chi mai potrebbe sconfiggermi?? Infatti sono qui a scrivere dopo aver percorso un’esistenza abbastanza movimentata ed avere combattuto (nella ragione) con entità importanti, anche di Potere. Voglio dire che, tutto questo è potuto avvenire perché sono riuscito sempre a pensare alla sacralità della mia vita, il segreto di ogni battaglia combattuta nel giusto, per una vittoria sempre certa. Tutti gli uomini sono come me (siamo tutti uguali). La variazione – lo squilibrio sono avvenuti nel momento che qualche furbo ha pensato più veloce degli altri e ha sfruttato la propria intelligenza per suo uso personale. Così sono iniziate le guerre per la conquista del territorio – il soggiogamento degli altri. Le armi fatali non sono state le lance – fucili o cannoni che uccidono e non provocano mutamento. Ci saranno meno persone ma, i superstiti avranno sempre la possibilità di una successiva battaglia e di riscatto, in questo modo gli equilibri sarebbero stati sempre gli stessi perché le perdite si sarebbero col tempo equilibrate. Se ognuno ha l’Intelligenza, qualche volta può essere sconfitto ma ha sempre la possibilità di una successiva vincita.

Appurato che la violenza contro l’intelligenza non può avere partita vinta, l’unica arma da usare, è cercare di mantenere gli altri in uno stato di "ignoranza", facile da manipolare e da comandare. Questa breve premessa mi è servita per riallacciarmi al discorso "principe" tema di questa mia Tesi: "L’arma che il Potere ha sempre usato per mantenere sotto il giogo il "popolo" è stata quella di privarli della "Conoscenza", ciechi nella loro mente (perché la mente vede attraverso la Conoscenza). Chiaro che, tante cose non sarebbero potute accadere se le persone fossero state "istruite". Non si sarebbero potuti colonializzare interi popoli – non ci sarebbe mai potuto essere lo schiavismo e di conseguenza il razzismo. Ognuno avrebbe coltivata la propria creatività e avrebbe avuto il proprio spazio vitale in questo mondo. Prima tappa della conquista del Potere è stata l’ignoranza degli altri, poi il seguito con leggi ad hoc, e il tempo ha potuto proiettarsi verso un futuro di classe per pochi.

  • Brevetti.

  • Diritti d’autore.

  • Copyright.

  • Corporazioni.

  • Leggi ad hoc. Hanno frenato le iniziative degli "ALTRI".

Questo non lo puoi costruire se non paghi il diritto all’inventore, signor Tizio che ha depositato il brevetto!! Questa canzone non la puoi cantare se non paghi il diritto d’autore al creatore di così grande "opera". Naturalmente tutto è stato regolarizzato da leggi e fatto rispettare a suon di contravvenzioni salate e… spesso la galera. Un Potere forte protetto dalle forze dell’ordine, che i deboli e ignoranti (chiave di volta) non hanno avuto la possibilità di sconfiggere. Anche la scuola è stata "brevettata" (per così dire), se ci rifacciamo alle leggi vigenti in Italia. Nel momento che ci si sente dire: "i tuoi studi non contano niente, perché non hai studiato all’Università"… significa che queste hanno il "BREVETTO" per insegnare e… ignorano deliberatamente tutto ciò che ho imparato nella mia vita.

COMUNQUE IL POTERE ABBIA PENSATO E AGITO: ci sono sempre state possibilità di studio alternative alle università e, oggi queste si sono moltiplicate grazie ai moderni mezzi di Comunicazione: "Radio – Televisione – Internet", però, oggi più che mai (paradossalmente), le leggi dello Stato proteggono le Lobby del Potere le quali vorrebbero ancora (come ai tempi antichi) lo studio per pochi eletti.

Non è che quelli delle Corporazioni abbiano tutti i torti!! Sapere che oggi ci sono possibilità di studio (molte possibilità) alternative alle università, fa per così dire, accapponare la pelle alle corporazioni le quali si vedono il terreno minato, e le possibilità di guadagno minimate in proporzione del numero dei professionisti che andrebbero ad invadere il campo. Per questo stanno cercando di opporsi con tutti i mezzi al progresso che oggi permette a tutti di "Esserci". Come ho già scritto, sarà l’intelligenza connettiva a sconfiggere i "CIALTRONI" che vorrebbero avere il monopolio della Conoscenza. L’uomo intelligente che, con i mezzi del controllore riuscirà a controllare a sua volta il controllore stesso. L’uomo che con i mezzi usati dal Potere per far soldi, riuscirà a sconfiggere il "FURBO". Sono convinto che i poteri delle istituzioni operanti in qualsiasi parte del mondo, non abbiano ancora capito la vera essenza di Internet e non si stanno rendendo conto che sia la potenzialità dei "molti".

La Rete cresce in relazione diretta con lo sviluppo dei moderni servizi che sempre di più offrono "banda" a prezzi abbordabili da una massa sempre più grande di persone. Tutto è in diretta relazione con la convenienza delle industrie e società di Business. Se vogliamo conoscere quale sarà il futuro della Rete, dobbiamo riuscire ad immaginare il "fenomeno" in chiave "Filosofica". Una ragnatela sempre più fitta che avvolge tutto il Mondo, senza lasciare zona d’ombra nelle quale l’ "Informazione" circola "libera" senza soluzione di continuità. Tutti dovremo esserci con eguali diritti. Nessuno ha programmato le regole in un sistema che si è sviluppato secondo una naturalità che, nessuno scienziato sarebbe riuscito a concepire, da cui la libertà direi "obbligata". Se è vero che i gruppi di Potere (Lobby – Major – detentori di brevetti e diritti vari), stanno cercando di far pendere le convenienze dalla loro parte, illudendosi di potere "controllare" il "MOSTRO" (Internet), è vero anche che, più diventa grande e più è composto da unità operative che guarda a caso non sono composte dalle aziende di profitto ma… dai singoli. Sempre con fare filosofico conviene pensare al popolo della Rete come ad una linfa "vitale", ovverosia il "sangue" che fa vivere qualsiasi creatura animale. Non membri organizzati dall’ALTO (caso dell’organizzazione di una qualsiasi realtà industriale o commerciale) ma, un qualcosa che si consolida dal "BASSO".

Un fenomeno naturale che nessuno stratega ha potuto concepire a priori. Come ogni creatura, Internet si è ammalata (essendo una creatura vivente composta da centinaia di milioni di unità vitali, è naturale) per causa di una "massa" di Potere abituato ad avere sempre tutto sotto controllo, hanno realizzato che, avendo a disposizione una cosa grande che poteva dare loro immensi guadagni (infatti i potenziali clienti sono tantissimi, immaginati messi in fila come delle pecore), hanno cominciato a porre dei "paletti" non pensando che, qualsiasi restrizione si cerchi di attuare, essa rimbalza più potente contro lo "STRONZETTO" di turno. Il Mondo che abbiamo conosciuto (ormai passato remoto) era composto da "attori" fisici: "macchine – maestranze – territorio – tempo – spazio quindi inerzia" dove tutto è stato relazionato a quanto e come si poteva mostrare. Pensiamo ad una guerra, che pone in campo soldati – carri armati – automezzi – aerei – missili, dove il tutto è relazionato allo: "spazio – tempo e fisicità", incute terrore e… nessuno può rimanere impassibile davanti ad un gruppo di soldati armati di tutto punto. Fino ad oggi tutto questo era la potenza che il Potere poteva schierare come deterrente di fronte alla parte debole, destinata ad obbedire all’arroganza di leggi spesso ingiuste e di parte. Internet rappresenta il risultato (sempre in movimento e mai stabilito) della forza che agisce nel Cyberspazio dove come per incanto le forze pur composte dai singoli, sono capaci di coagularsi all’istante in una massa dotata di unica intelligenza. In questa visione possiamo immaginare la "potenza" risultante, nel rapporto do 1000-10.000/1 (rispetto al Potere arrogante). Il rapporto di forze tende ad aumentare con andamento esponenziale in rapporto diretto delle unità presenti in Rete. Quello che può fare il "mostro" è visibile a chiunque in ogni stante, basti vedere quello che si è potuto fare con l’ Open/Source (vedi Linux di Linus Torvalds). Un sistema operativo all’avanguardia scritto inizialmente da un singolo elemento (Torvalds) e poi implementato da tutti (all’apparenza nessuna fisicità) con soggetti sparsi in tutto il Mondo ma… con la potenza dei molti. Ora, si è cominciato a parlare della Microsoft che ha previsto nelle sue ultime versioni di Windows (XP e Vista), un sistema che impedirebbe di far girare programmi non originali o "autentici". Secondo loro, il sistema sarebbe un deterrente per combattere l’uso di programmi copiati. Lo scopo può essere anche giusto ma… il metodo è palesemente "delinquenziale" e fuori legge in tutti i sensi. Ha fatto seguito la Intel che avrebbe previsto i suoi CIP di un sistema che impedirebbe (quando tutto sarà a regime), di far girare qualsiasi Software che non sia regolarmente acquistato. Aggiungo che, i sistemi di Microsoft e Intel, se veramente andassero a regime, violerebbero la nostra Privacy in modo scandaloso, riuscendo a controllare la nostra vita, le nostre abitudini e… l’intimità andrebbe a farsi "FOTTERE!!". Francamente mi sento come preso in giro e, a nome di tutte le persone che devono e vogliono avere la propria indipendenza non messa in gioco a pro di un pugno di monopolisti arroganti, dico che la faccenda è da "ignoranti" e farebbero bene a cominciare ad auto/regolarsi (comunque… è Utopia).

Voglio inserire un brano di un articolo di Anna Masera:

(…"Dopo la rivoluzionaria invenzione del Web, è in atto una controrivoluzione: quella «proprietaria» di chi detiene i diritti contro la libera circolazione delle idee. La Grande Rete mondiale di computer, che da quando è nata ha permesso lo sviluppo di un cyberspazio aperto, in cui le idee del nostro tempo potessero fluire generando un’inedita libertà di espressione, si sta restringendo giorno dopo giorno - sia dal punto di vista tecnico che da quello legale - sotto i colpi dei grandi gruppi di interesse economico, che puntano a trasformarla in una specie di enorme televisione via cavo ad alta velocità, alla quale pochi gestori di diritti impongono le proprie regole……").

DESCRIZIONE DI UNO SCENARIO FUTURO: 

"Opzione n. 1: il Potere continua con le restrizioni e comincia ad incarcerare persone - comminare sanzioni – sequestrare PC – e monitorare la nostra vita 24ore al giorno; i risultati potrebbero essere più di uno. La prima reazione che il Potere si aspetta, è che, gli internauti facciano marcia indietro e… convertiti continuino ad acquistare Software a prezzi spesso proibitivi per i "molti" così come andare tutti in fila ad acquistare un CD al prezzo di 20-40Euro. Tutti dal prete a confessarsi, per avere cercato di portare alla rovina, le povere Major della musica, o aver cercato di mandare sul lastrico dei poveri cantanti che in una anno hanno venduto solo un milione di dischi e fatto un tour di concerti incassando milioni di Euro. No!!! Questo non avverrà mai. Sarebbe contro lo spirito che ha permesso la nascita e crescita della Rete – sarebbe come tornare indietro di 50anni quando le persone vivevano terrorizzate dal peso dell’ignoranza!! La soluzione si trova nella vera logica che è il carburante che anima il popolo della Rete: l’ "Intelligenza Connettiva". Tutte le protezioni create dalla Microsoft verranno neutralizzate ancora prima di essere messe in atto – così come i CIP creati per fare da sentinella. Non mi stanco mai di dire che tutti i dati viaggiano in una serie di "UNO" - "ZERO", tutto o niente, acceso o spento. Qualsiasi canale previsto per il controllo può diventare un canale di ritorno e non credo che il Potere possa avere dei vantaggi in uno stato di "GUERRA". Pensiamo a: Banche – Assicurazioni – Compagnie di navigazione – Amministrazioni comunali – Enti statali – Governo – Industria – Commercio – Pubblicità – Giustizia – Editoria - Didattica – Ricerca – Sanità – Archivi storici – Biblioteche - etc. , le quali si trovassero coinvolte in una battaglia compiuta a suon di "Intercettazioni", il canale utilizzato per controllare il Cyberspazio verrebbe utilizzato come disturbo per le attività appena elencate e… i risultati sarebbero catastrofici. Basterebbe un Hacker con un’intelligenza media, per scrivere un programmino con la possibilità di fare impazzire una "Dorsale" in fibra ottica, portante dei dati di 10.000 siti regolarmente in Rete…

 Un’altra possibilità potrebbe essere quella di abbandonare gradatamente Internet: vuoi per paura, vuoi per mancanza di interesse. Certo, pochi avrebbero interesse ad usare la Rete sapendo che da qualche parte il Potere "controlla" tutto ciò che facciamo nella nostra vita privata. Il Cyberspazio sarà sempre più utile diverrà di conseguenza sempre più navigato e la nostra libertà seriamente minata. C’è un aspetto contingente che potrebbe dissuadere i poteri "Sporchi" dal continuare con la loro guerra esclusivamente orientata al Business… il Business stesso!! Infatti, in un mondo sempre di più collegato in Rete e da essa sempre più dipendente dove utilizzatori e fruitori di servizi si trovano a respirare la medesima aria, ambedue le parti verrebbero ad avere le medesime possibilità di ammalarsi. Quindi, una guerra persa da ambedue le parti, con il risultato di avere creato un clima avvelenato per tutti!! La filosofia mi dice che è uno spreco di risorse, accontentare quattro monopolisti per dar loro la possibilità di vantare Business sempre in salita, come se ci trovassimo in una contesa perenne, dove i vincitori sono sempre gli stessi: "entità sporche – entità viziate – entità senza onore – entità da mondezzaio – entità che onestamente non riuscireb-bero neanche a far quadrare un bilancio di sopravivenza".

NOTIZIE SCONFORTANTI PER IL POTERE. 

Voglio descrivere uno scenario futuro prossimo (fra 10anni): "tutti gli strumenti di comunicazione (telefonini – PC – Radio - TV) saranno automaticamente e perennemente interconnessi tra di loro e… sarà difficile pensare ad una qualsiasi parte come cosa indipendente. Ogni tipologia di apparecchio con il compito di manipolare informazioni (inclusi elettrodomestici), sarà visto dalla Rete come un "nodo" o "maglia" capace di: "contenere – ricevere – trasmettere DATI". Memorie grandi pochi millimetri quadrati saranno capaci di contenere fino a qualche TeraByte di dati e tutta l’Elettronica di un PC, tanto che, viaggeremo con i nostri dati contenuti in un ciondolino appeso al collo, oppure contenuto in un orecchino. In qualsiasi luogo pubblico quale: Supermercato – Aeroporto – Stazione ferroviaria – Treno – Nave e Aereo, troveremo installati dei Box (tipo cabina telefonica pensile), dove basterà inserire il nostro "pendaglio o ciondolino" per avere all’istante il nostro posto di lavoro come fossimo nel nostro ufficio. Per i più raffinati e danarosi, il "PC-ciondolino" sarà di per se stesso un PC dotato di: "Tastiera – Monitor – Stampante". La tastiera verrà proiettata in un qualsiasi piano di appoggio mediante un "OLOGRAMMA" che scolpirà (con ombre e luci) i tasti e ci darà l’impressione di trovarci davanti ad una vera tastiera. Basterà digitare i tasti "virtuali" per ottenere il risultato di un vero tasto "fisico". Il Monitor sarà proiettato (sempre con un OLOGRAMMA) in aria ed avremo così una visione panoramica (19-20" ) dei nostri dati. Per quanto concerne la stampante: "ci sarà una carta (simile alla normale) che avrà una sensibilità (magnetica) in modo che una volta colpita da un fascio, sempre "OLOGRAFICO" proiettato dal nostro "PC-ciondolino", resterà impressionata dai dati da noi elaborati. La carta magnetica servirà da ponte tra l’ufficio virtuale e il fisico. I dati potranno essere cancellati (una volta riversati in un supporto fisico) e la carta potrà essere cancellata e riscritta centinaia di volte. Ho appena parlato di supporto fisico ma… col tempo cesserà di esistere, anche perché si corre il rischio di non avere compatibilità con gli eventuali supporti (CD – DVD) creati a distanza di 10-15anni. Stabilito che i dati debbono avere una durata lunghissima (immaginiamo dati riguardanti la storia di un Popolo che deve essere tramandata ai posteri) e, non ci sarà mai un supporto fisico capace di mantenere i dati per lunghissimo tempo (centinaia o migliaia di anni). Provvisoriamente utilizzeremo i CIP quantici costruiti con le nano/tecnologie ma… in futuro esisteranno mezzi di salvataggio dati composti dalla luce o da sistemi immutabili nel tempo. Capisco che questa esposizione può risultare "Tediosa" ma, nelle cose Tecniche occorre essere meticolosi (come nelle sentenze dei giudici). Tutto quanto esposto riguardante il ciclo evolutivo delle risorse comunicative e di Storage dei dati della nostra civiltà che dovremo trasmettere ai posteri… è stata la premessa per spiegare quale sarà il futuro dei nostri "dati". Una Rete sferica dove non esiste un punto determinato o relativo, voglio dire che non possiamo dire dove in un determinato momento risiedono i nostri dati, ovverosia non esiste un’allocazione geografica relativa. Che un dato si trovi in un Server in Cina – America – Giappone piuttosto che in Italia non fa nessuna differenza, dirò di più: un determinato FILE, può trovarsi frazionato le cui parti possono trovarsi sparse a distanza di migliaia di Km., l’una dall’altra. Però, mille, diecimila Km in una Rete non significano niente, considerando la velocità dei segnali elettrici di 300.000 Km al secondo!!

SCAMBIO NON SCAMBIO 

In una simile realtà il termine scambio di un motivo musicale non ha senso, poiché essendo la Rete un’ entità unica tutto ciò che vi si trova (almeno che, non sia volontariamente protetto) è automaticamente condivisibile. Non necessariamente l’uso di un FILE deve avvenire prelevandolo da un’unica sorgente, perché in un mondo totalmente interconnesso, automaticamente i singoli "punti" vanno a creare un solo "Server" una sola "Sorgente", diciamo che tutto l’ambiente viene per così dire incapsulato. La salvezza dello spirito di comunità della Rete, sarà il sistema che ho appena esposto: "tutto il materiale che verrà posto in Rete in modo condiviso, non verrà "MAI" trasferito da un PC all’altro ma… (qua viene il bello Potere!!) ogni risorsa rimarrà nella sua posizione nativa. Poniamo il caso che, io abbia voglia di sentire un brano musicale: mi basterà digitare il nome del brano in un Telefonino – PC- TV o Radio (tutti apparecchi interconnessi in Rete), per avere all’istante la riproduzione. Dal momento della richiesta, si metterà in moto il motore di ricerca che provvederà a recuperare e riprodurre all’istante, il motivo iniziando a navigare tra le varie sorgenti che in quel momento contengono il brano. Il "protocollo di ricerca incrociata" provvede affinché il FILE non venga mai trasferito ma "permetta" la riproduzione di una sola parte. La ricerca fa in modo di far riprodurre lo spezzone che in un determinato momento si trova più disponibile. Dunque, non uno scambio, non un trasferimento di file ma… (diciamo) una captazione di micro-spezzoni dalla Rete, in modo veloce quasi impercettibile che non lascia traccia – non provoca inconvenienti a nessuno e… impossibile da intercettare da eventuali "guardiani". Il Software necessario al funzionamento, sarà "FREE", cioè scritto dagli specialisti della Rete e verrà prelevato automaticamente da qualsiasi PC – Telefonino – Radio o TV.

Il sistema appena descritto sarà il compendio delle diverse tecnologie che negli anni si sono sviluppate contro, Virus e intrusioni varie. Tutti i FILES: "Canzoni – film o programmi abituali quali (per es.) di scrittura - qualsiasi applicativo gestionale o di grafica" non sarà più residente in un PC – Telefonino – Radio o TV ma… in "Remoto". I file prodotti per esempio con un programma di video/scrittura saranno salvati in un disco esterno prevalentemente in un Server remoto. Ne consegue che, avremo sconfitto la piaga delle intrusioni nei nostri Computer. Con la banda sempre più "LARGA" disponibile a prezzi sempre più bassi – con microprocessori 1.000-10.000 volte più potenti di quelli che conosciamo oggi, il PC sarà completamente diverso da come siamo abituati a conoscerlo al presente. Nel 2016-2020, potremmo sorridere pensando a come erano concepiti i Computer nel 2006. Una macchina con a bordo decine centinaia di Programmi e migliaia di FILES *.DOC – PDF o di Posta Elettronica la maggior parte dei quali, provenienti dall’esterno. Sorrideremo pensando al tempo perso nella bonifica dei nostri PC infetti e nel recupero di FILES corrotti o persi. Il mondo moderno delle Comunicazioni dovrà funzionare come appena descritto (pena il caos!!).

Non per andare in favore, di chi qualche volta vuole ascoltare una canzonetta oppure vedere un film appena uscito, soggetti che il Potere (oggi 2006) chiama "Pirati" o "Delinquenti" e prevede per loro sanzioni "Penali"… Il progresso come appena descritto sarà la carta vincente per tutti, perché solo nella libertà INTERNET può DECOLLARE!!! Oggi stiamo vivendo un periodo di "CONFUSIONE" provocata da persone senza scrupoli, le quali vedendo l’immensa ricchezza di Internet hanno pensato bene di cavalcare l’onda, pensando che avrebbero potuto essere padroni di un FUTURO di Business infinito. Ho sempre pensato e detto che i potenti, sono OTTUSI e poco intelligenti. Loro, riescono ad evolversi approfittando delle leggi spesso interpretate e se necessario modificate ad uso e consumo per quello che spesso chiamano "PROGRESSO". Il progresso non è avere ricchezza concentrata per pochi – progresso vuol dire benessere per tutti nella libertà. Come una voce fuori campo, anche le case musicali detentrici dei diritti di centinaia di migliaia di brani musicali, dicono che, vendere un CD a 25-40Euro (costo di produzione 2Euro) oppure incamerare i diritti SIAE sia a pro del progresso. Chiaramente questa storia dei diritti d’Autore è la più grande presa per il CULO che mai il Potere abbia potuto mettere in essere ai danni dei cittadini onesti. Cara SIAE – care Major (5-6 in tutto il mondo): "Progresso nel caso delle canzonette, sarebbe, dare a tutti la possibilità di potere acquistare "legalmente" un CD al suo vero prezzo che potrebbe essere di 4-5Euro. In questo modo la vendita delle canzonette aumenterebbe del 1000-2000-3000%, i cantanti (anche gli sconosciuti) otterrebbero una maggiore visibilità e il bilancio sarebbe in attivo per tutti. I diritti d’Autore dovrebbero sparire perché non hanno motivo di esistere. Se il diritto d’Autore è una cosa giusta, allora, chiunque scriva e pubblica materiale in Rete (anche io) dovrebbe ricevere una parte dell’immensa somma che la SIAE incassa in Italia per diritti. SIAE comincia a fare il conto di quanto mi spetta!!!

Le canzonette dovrebbero come ogni bene di consumo seguire le regola di piazza, dovrebbero essere in campo senza protezioni e agire secondo un libero mercato. Che senso ha una Legge che impone di pagare un diritto all’artista anche dopo la sua morte addirittura 70anni dopo!! STUPIDITA’ VO CERCANDO (direbbe Dante). Una canzone al pari di un qualsiasi prodotto, ha una propria vita: creazione – produzione – rete vendita – concerti – TV – Radio e… se il brano ha successo, nell’arco di pochi mesi, si vendono decine o centinaia di migliaia di CD con un guadagno "PARADOSSALE". Anche dopo avere venduto 600-700mila CD l’Artista ha sempre la proprietà intellettuale (nessuno può dire il contrario), può sempre apparire – può sempre continuare a guadagnare. Il fatto che una canzonetta vada a finire in Rete e venga scambiata con altre persone, è sicuramente un vantaggio per il creatore, perché così ottiene una pubblicità gratuita. Il fatto che il Potere voglia far valere una Legge come quella del diritto d’Autore è semplicemente perché (nel suo sadismo) vuole far vedere al suddito chi è che comanda. No!!! Caro Potere, tutto questo poteva andare bene nell’800, quando la gente era abituata al giogo, quando la non reazione dipendeva solo dall’ignoranza che purtroppo impediva alle persone di pensare. Allora era normale che ci fosse una casta allocata in un Castello, composto da un’intera borgata, e che centinaia o migliaia di persone lavorassero per l’ape regina. Allora tutto ciò che superava il sostentamento (mangiare per vivere) era un lusso che nessuno poteva permettersi. Terzo millennio che segnerà il riscatto dell’umanità e… non ci sarà più il silenzio della paura. Se la situazione dovesse peggiorare (aumento dei poveri nel mondo e malattie non curate da chi dovrebbe garantire la salute per tutti, anche chi non ha un reddito), non ci sarà la sottomissione del suddito, il sorriso di circostanza, la falsa gioia che non c’è. La strada che abbiamo iniziato a percorrere è la strada della CONOSCENZA per TUTTI!! Il Potere che si ribellasse alla libertà di tutti, provocherebbe un’onda d’urto che metterebbe in pericolo l’intera umanità.

LIBERO MERCATO 

La telefonia cellulare ha seguito il ragionamento (CD a 4-5Euro). All’inizio un minuto di conversazione costava circa 1.800£ + abbonamento + tassa governativa + apparecchi che costavano dieci volte di più degli attuali. Col tempo: "E’ stato abolito l’abbonamento, la tassa governativa, le tariffe sono scese al 5-10%, il prezzo degli apparecchi è crollato. Strategia giusta, perché ha portato ad uno sviluppo fuori da ogni previsione. Essendo i gestori non protetti da nessuna legge a loro esclusivo favore, hanno dovuto (giustamente) applicare la legge di mercato. I risultati sono visibili a tutti. Per quanto riguarda le canzonette: "La SIAE è una società ma… protetta dalle leggi dello Stato!!! Pertanto ha potuto agire indisturbata e protetta a incassare i diritti d’Autore (che vergogna!!). Per difendere i diritti (illegittimi) delle Major della musica, sono state messe in moto risorse che avrebbero potuto essere usate per sconfiggere i veri reati: "Droga – prostituzione – corruzione – rapine – omicidi – etc. etc." E’ sta scomodata la Magistratura che ha un compito ben più Nobile che processare chi ha scaricato: 1-10 o 100 canzonette dalla Rete. Sono state impiegate forze dell’ordine: "Polizia – Carabinieri – Guardie di Finanza - Polizia Postale", per andare a setacciare e magari sequestrare uno – dieci PC e creare disagio in persone oneste, solo per quattro scacciacani che stanno contravvenendo alle più elementari "REGOLE DI MERCATO". Ho sempre pensato che nell’Universo esista una regola del compenso o dell’alternanza e questo mi convince che, l’onda del fenomeno (alternanza) stia subendo l’inversione. D'altronde lo abbiamo sempre appurato, seguendo la storia: "Imperatori – Re – Dittatori che ad un certo punto sono miseramente piombati nell’oscurità.

L’EVOLUZIONE COME GIUSTIZIA. 

Onde capire il mio ragionamento, invito il lettore a pensare indietro nel tempo di un decennio: "Allora avevamo i Floppy con capacità di 1,44 – 2,88 Megabyte dimensioni di m/m 90x90x3. Oggi, ci sono in commercio le cosiddette Drive/Pen o Pen/Drive, delle dimensione (approssimative) di m/m 17x35x7 del peso di pochi grammi, capaci di contenere 4-6 GigaByte, mediamente 1000-1500 la capacità di un comune Floppy. Per gli Hard/Disk (dischi fissi): mentre 10anni fa avevamo dei tagli nell’ordine delle centinaia di MegaByte – delle dimensioni di un lettore di CD e del peso di 300-400 Grammi, oggi abbiamo (delle stesse dimensioni) dischi della capacità di 500 GigaByte, cioè mille volte di più. Congiuntamente si è proceduto con la miniaturizzazione, così da avere dei dischi fissi della grandezza di una scatola di cerini e della capacità di 4-8 GigaByte. Naturalmente la miniaturizzazione continua e le capacità aumentano. La velocità di calcolo dei Microprocessori è pure aumentata nel rapporto 1000. I prezzi continuano a scendere in picchiata e tutto ciò alimenta il progresso, per il bene "COMUNE". Già, bene per tutti e… "COMMONS". Oggi il progresso si sta orientando quasi con priorità assoluta, nella fornitura di "BANDA LARGA" sempre più larga e a prezzi in continua discesa. Possiamo cominciare a segnare nella nostra mente dei traguardi intermedi (i traguardi fissi non esistono), e fare un breve ragionamento su quello che tutti viviamo ogni giorno. Avere mezzi sempre più evoluti e a meno prezzo, incita il consumo – ricerca e… provoca la salita della curva generale. Esistono dei punti fissi che segnato la saturazione di certi avanzamenti, sto parlando dei Microprocessori al Silicio che stanno rapidamente raggiungendo il punto, oltre il quale non si potrà incrementare ulteriormente le prestazioni. Il limite "FISICO" sta nello spazio tra le giunture che formano una cellula (zero o uno), quando queste giunture avranno lo spazio di un paio di Atomi, cesserà l’incremento ed allora saremo costretti a trovare nuovi mezzi (già si sta lavorando in tal senso), che ci immetteranno in un mondo dove tutto quello che fino ad oggi abbiamo immaginato seppure con la più fervida immaginazione, diventerà di colpo Obsoleto. Terzo stato della Materia – variazioni atomiche e altri fenomeni ci proietteranno in uno spazio che ci permetterà di concepire e realizzare macchine con prestazioni superiori di: 1.000 – 10.000 volte le attuali. Che cosa significheranno simili prestazioni?? Ologrammi capaci di costruire immagini tridimensionali ad altissima definizione, tali da permetterci di fare delle conferenze con i partecipanti presenti in forma virtuale, vederli seduti di fronte a noi, tali da sembrarci "REALI". Potremo persino stringergli la mano e… (con gli appositi sensori) sentire persino il loro calore. La frontiera degli Ologrammi sarà un balzo avanti per la "VERA" Comunicazione e ci farà risparmiare risorse (pensate agli spostamenti spesso di migliaia di Km.) e al tempo risparmiato!! Il sistema esiste già da parecchio in ambito militare. Non si è potuto usare in attività civili, per il costo elevato e perché un simile sistema abbisogna di grandi risorse di "BANDA". Oggi possiamo cominciare a pensarci ed abituarci all’idea. Tutto sarà alla portata di tutti nei prossimi 10anni.

IL TRADUTTORE INTELLIGENTE: 

Avere Banda larga significherà realizzare un grande sogno, cioè quello di sconfiggere la differenza di linguaggio tra le persone dei vari continenti o regioni. Le risorse avanzate permetteranno di gestire Software in grado di tradurre lo scritto e il parlato da qualsiasi lingua in un’altra. Il problema della traduzione non è facile, poiché tutto può variare in base al contesto del ragionamento, certe parole hanno diversi significati secondo dove e quando vengono usate. Quindi bisogna parlare di traduttori capaci di "capire" il senso del discorso ed adattarsi per dare una traduzione fedele. Tutto si potrà risolvere grazie alle risorse che saranno aumentate in un rapporto di 1/1.000-10.000 rispetto alle odierne. Lo scenario appena descritto potrebbe sembrare fantascientifico ma… credetemi, sono sicuro che quello che avverrà realmente sarà molto superiore a quello che ho potuto esprimere con la mia (seppur fervida) fantasia. PERO’ – PERO’ caro Potere, tutto ciò, potrà e dovrà concretizzarsi all’insegna della "L I B E R T A ‘" Un traduttore intelligente significherà l’ abbattimento della barriera dell’incomprensione dialettica. Una conversazione telefonica – una e-mail – un qualsiasi FILE. Pensate al materiale didattico reperibile in Rete, che sarà 1000volte superiore di quello che possiamo reperire oggi (il materiale ci perverrà da tutto il mondo tradotto nella nostra lingua). Una volta impostata una ricerca per una determinata: "Monografia – Materia – Dispensa o altro", avremo una marea di risposte le quali ci verranno proposte già tradotte nella nostra lingua. Un motore secondario ci proporrà il materiale trovato, in ordine crescente di difficoltà, adatte al nostro livello di comprensione. Una Consolle personale, disponibile a nostri piacimento che, ci permetterà di ottenere la conoscenza massima, in rapporto alla nostra voglia di "Sapere". In un simile scenario è impensabile che, possono esserci i vari detentori di: Brevetti – Copyright – Diritti d’Autore che continuamente a reclamare diritti e che per far ciò pretendano (o si illudano) di tenere sotto controllo l’intera Rete!! Essendo la Rete Planetaria e lo scambio di materiale culturale pure, l’interesse sarà automaticamente per tutti e… tutti avranno convenienza che il sistema funzioni. L’interconnessione "Totale" farà in modo che ci sia anche l’auto/controllo, solo così potrà funzionare e… tutti vigileranno, affinché ciò avvenga.

La tematica finora esposta, porta all’ambiente della "Cultura", che deve camminare di pari passo con il progresso delle comunicazioni. Il discorso mi porta inevitabilmente alle Corporazioni alle quali dispiace che ci siano 10-100 volte più laureati, perché una volta inseriti sul mercato professionale, nascerà una "SANA" concorrenza e le tariffe di certi "operatori" crolleranno per arrivare ad una giusta equità. Ora, dopo avere parlato di: risorse – nuove risposte alle esigenze di tutti, con gli Ologrammi – traduttore intelligente ed altro, voglio reinserirmi per parlare della DIDATTICA FAI DA TE. Qualsiasi insegnamento di qualsiasi disciplina è presente in Internet, esposto in migliaia di modi, dal più complicato al più semplice. Chiunque con una buona "MOTIVAZIONE" può apprendere qualsiasi nozione o concetto. Sto parlando di decine di miliardi di pagine (ricordo che una pagina in Internet può essere composta a sua volta da 10-20 pagine cartacee), con una mole di materiale DIDATTICO IMPRES-SIONANTE. Ne discende che se: un ragioniere o qualsiasi impiegato in ambito pubblico o privato, intendesse approfondire la sua preparazione, unendola alla sua esperienza in campo, otterrebbe nel tempo, una preparazione indiscutibile. I mezzi esistono e bisogna utilizzarli, La strada è abbastanza semplice e non bisognosa di tanti commenti: incentivare l’autodidattica (è sempre esistita in paesi molto più progrediti della nostra bella Italia) e… riconoscerne i risultati ottenuti. Le strade da me prospettate sono semplici e non contengono scopi occulti. Se lo Stato non intende percorrere una strada logica per tutti e vuole privilegiare chi ha i soldi, allora io personalmente non ne riconosco l’AUTORITÀ’

 A PROPOSITO DI AUTODIDATTICA. 

Secondo prof. Mazzoli

(Di seguito, due brani tratti dalla mia Tesi di Laurea del 2000 per il corso in Computer Sciences and New Media svolto con la The Yorker International University).

Teledidattica secondo Mazzoli: "non è un insegnamento di serie B"

La professoressa Mazzoli in un articolo dal titolo:

"Teledidattica? Basta, non è un insegnamento di serie B"

"L’aula virtuale non sostituisce quella tradizionale. Ma ne costituirà una integrazione fondamentale".

La teledidattica non rivoluzionerà l’università Italiana, anche se la cambierà in profondità, dice guardando al futuro Graziella Mazzoli, preside della facoltà di sociologia di Urbino. Nell’Ateneo marchigiano da due anni è in corso un innovativo progetto di insegnamento a distanza. Che sta dando i suoi risultati: l’anno scorso i frequentatori online hanno sostenuto i primi esami del corso di sociologia della conoscenza, curato proprio dalla professoressa Mazzoli.

Con che risultati?: "Ottimi. Sono senza dubbio allo stesso livello dei frequentatori. I trenta che hanno già sostenuto l’esame hanno avuto voti altissimi. E qualcuno si è addirittura dispiaciuto per avere preso vent’otto".

Ma come fate a coinvolgerli nelle attività didattiche?

"Soprattutto utilizzando gli studenti che frequentano le lezioni in aula. Sono loro stessi a darci una mano per preparare il materiale da mettere in Rete. In questo modo creiamo una comunicazione tra docente, studente virtuale, studente tradizionale e tutor. Questa circolarità dell’informazione consente a tutti i soggetti che vi partecipano di arricchirsi".

E durante la fase di preparazione dell’esame come vengono seguiti gli universitari online?

"Al termine di ogni modulo didattico chiediamo a ciascuno di mostrare quello che hanno capito. Si tratta di brevi relazioni che sono inviate per posta e che poi mandiamo indietro con le correzioni e i suggerimenti del caso. Ma ci sono altre sollecitazioni: la mia materia si presta a verifiche di tipo empirico. Ebbene, proprio come accade in aula, nel momento in cui analizzo questo o quel sociologo, chiedo agli studenti a distanza di osservare nel loro ambito di esperienza il fenomeno sociologico descritto".

Come mai tanto interesse per la teledidattica, qui a Urbino?: "la nostra università si presta particolarmente, perché gli iscritti arrivano praticamente da tutta Italia. E sono molto pochi quelli che poi si vedono a lezione. Numerosissimi sono i lavoratori. Ce ne accorgiamo dalle statistiche sugli accessi alle nostre pagine Web. La maggior parte dei collegamenti proviene dagli uffici. La cosa, fra l’altro, mi dà da pensare: fino a quando in Italia la diffusione di InterNet non sarà capillare, anche la teledidattica avrà difficoltà ad andare oltre l’esperimento episodico. E questo è solo uno dei problemi che abbiamo incontrato".

Perché, che altro c’è?: "C’è soprattutto che la dotazione tecnologica dell’università non è ancora sufficiente. Lo scorso anno abbiamo fatto tutto da noi, grazie a una linea Isdn fornitaci da Telecom. Ma anche dal punto di vista del personale, la strada è tutta in salita. Il team che si occupa del programma Teledidattica 2000 è composto da otto persone, tra borsisti e ricercatori. Oltre che dai dieci studenti che ci aiutano volontariamente. Da quest’anno le cose dovrebbero migliorare. E’ in itinere un progetto in collaborazione con la Regione Marche e con il finanziamento del ministero dell’università e della Ricerca Scientifica. Questi fondi, finalmente, dovrebbero dare ossigeno alle nostre idee" (g.m.) (13 marzo 1999)

Teledidattica..... secondo Martinotti 

Allievi virtuali e teledidattica, anche l’Italia volta pagina.

Il professore Guido Martinotti in un articolo dal titolo:

Allievi virtuali e teledidattica anche l’Italia volta pagina.

"In realtà sarei già in grado di esaminare i miei studenti via InterNet. Se non lo faccio è solo per intoppi burocratici. Ma in futuro..."

Per Guido Martinotti, docente di sociologia urbana nella facoltà di scienze politiche della Statale di Milano, l’esame è l’ultimo tabù della teledidattica. L’unico momento in cui il faccia - faccia tra professore e studente, entrambi in carne ed ossa, è inevitabile. Da due anni Martinotti ha una cinquantina di allievi virtuali. Che cioè seguono le sue lezioni tramite InterNet, e attraverso la Rete entrano in contatto con lui e con i tutor. Esperienze pilota. Che però in Italia sono sempre più frequenti. Corsi universitari che sperimentano la teledidattica ci sono a Urbino e a Napoli. Ma dovunque si sta pensando di integrare l’università con InterNet. E all’online punta ora anche il consorzio Nettuno, che per primo aveva attivato, già dal 93, diplomi universitari da conseguire con il metodo della didattica multimediale. Ma come funzionano questi corsi virtuali? Le possibilità sono numerose, i modelli diversi, i mezzi a disposizione tutti quelli da InterNet: dalla posta elettronica, alle chat, dai forum alle videoconferenze. A cui si aggiunge di volta in volta la creatività dei docenti.

MILANO, IPERTESTI E POSTA ELETTRONICA: Alla Statale, il corso di sociologia urbana è strutturato su moduli (che corrispondono alle lezioni) messi in Rete settimanalmente. "Non si tratta semplicemente di trascrizione di quello che dico in aula", precisa Martinotti.

"Cerco di sfruttare le potenzialità dell’ipertesto: quando ci sono rimandi ad altri argomenti o a testi specifici, con un clic lo studente può accedere agli approfondimenti. A corredo dello scritto ci sono poi tutte le illustrazioni del caso". Ma gli allievi virtuali hanno a disposizione anche atri supporti. Ricevono a casa 12 videocassette con le registrazioni delle lezioni, e due Cd-Rom. E quando la qualità del video in Rete avrà raggiunto i livelli accettabili, potranno scaricare tutto direttamente da InterNet. Gli studenti sono poi seguiti dai tutor, che risolvono sia i problemi tecnici che quelli didattici. Due volte a settimana allievi e docente si incontrano via chat, per un primo chiarimento sulle nozioni esposte nell’aula digitale. La parte più importante del corso online è però quella delle domande nella mailbox. Ogni settimana gli studenti possono ‘interrogare’ il docente sulle questioni di pertinenza della lezione. Le risposte vengono trasmesse per e-mail a chi le ha fatte, ma sono mandate in copia a tutti gli iscritti al corso. "Mentre durante una lezione tradizionale spiega ancora Martinotti le risposte date in aula sono necessariamente approssimative, in questo caso non possono improvvisare, devo prepararmi. Il risultato finale è senza dubbio migliore". Tutto il materiale così raccolto diventa di esame: e chi pensa sia poca roba sbaglia. Lo scorso anno gli iscritti hanno dovuto studiare 220 pagine di lezioni e 170 di risposte a quesiti. Oltre ai testi consigliati, s’intende.

NAPOLI , DISCUSSIONI FRA STUDENTI: Esperienza simile è in atto a Napoli, dove sono partiti due corsi online: quello di sociologia urbana di Martinotti (che anche qui ha una cattedra), e quello di metodologia della ricerca sociale. Per ciascuno dei due moduli didattici sono stati selezionati quindici allievi. Rispetto all’esperienza milanese, a Napoli è stato istituito un forum tra studenti e docenti per gli approfondimenti delle singole tematiche. C’è anche un’area di discussione libera tra universitari che vogliono mettersi in contatto e scambiarsi idee e spunti sugli argomenti d’esame. Prima della prova orale, i frequentanti del corso online dovranno consegnare una tesina scritta su uno degli aspetti trattati nelle lezioni virtuali. Non ci sono ancora state chat. "Ma è nostra intenzione utilizzare al più presto anche questo strumento, che pare sia molto apprezzato dagli studenti", spiega la professoressa Enrica Morlicchio, che cura un seminario sull’esclusione nell’area metropolitana di Napoli nell’ambito del corso di sociologia urbana.

URBINO, REALI O VIRTUALI PER ME PARI SON: 

è invece al secondo anno il progetto ‘Teledidattica’ della facoltà di sociologia dell’università di Urbino. I corsi attivati dall’ateneo marchigiano sono tre. A sociologia della comunicazione, si sono aggiunti teoria e tecnica del linguaggio radiotelevisivo e storia delle tradizioni popolari. Lo scopo della teledidattica è l’integrazione degli studenti reali con quelli virtuali. Gli appelli sono diversificati, ma tutti vengono considerati frequentanti del corso. "Chi è in aula dice Lella Mazzoli, preside della facoltà di sociologia, prepara i lucidi delle lezioni da mandare online, ed è in contatto continuo con chi invece segue le lezioni da casa o dall’ufficio". l’insegnamento a distanza risponde perfettamente alle caratteristiche di un ateneo come quello di Urbino. Moltissimi iscritti, sparsi in tutta Italia, ma relativamente pochi frequentanti. La risposta degli studenti è finora buona. Quest’anno gli iscritti ai corsi online sono in tutto 39 mentre 134 hanno fatto richiesta di ricevere le newsletter che informa sull’andamento del progetto. Il ventaglio delle risorse della Rete è ampio. Ai dubbi degli studenti si risponde con fax a cadenza settimanale e sono state sperimentate delle chat.

E lo scorso anno si è anche tentata una videoconferenza. Con i risultati non eccezionali. "il problema spiega la preside, è che solo due dei nostri allievi avevano la dotazione tecnologica necessaria per il collegamento. E poi, a causa della lentezza della Rete, ci siamo resi conto che ancora i risultati sono scadenti". Ma InterNet è utilizzata a Urbino anche per risolvere le grane burocratiche: attraverso la posta elettronica si possono prenotare gli esami o avere consulenze sulle tesi. Anche l’università italiana sta aprendo le porte alla teledidattica. Ma con grande cautela. L’enorme esperienza degli Stati Uniti è infatti ancora lontana. "Un mio collega che insegna in una prestigiosa università tecnica dell’Illinois mi diceva poco tempo fa che lì su 4000 corsi ben 200 sono gestiti a distanza", dice Martinotti. "Da noi troppe resistenze. Me ne accorgo dall’aria che tira qui a Milano. Gli altri docenti pensano che sia solo un giochino. Ma non credo che sia così dimostrerò che sono loro a sbagliare". (13 marzo 1999). Penso che sia opportuno fare una riflessione, su questa ultima affermazione del professore Martinotti, quando dice: ("Gli altri docenti pensano che sia solo un giochino. Ma non credo che sia così dimostrerò che sono loro a sbagliare").

Questa affermazione da parte di certi docenti, chiaramente è, la paura di rimanere un domani senza posto di lavoro, oppure di soggetti che rifiutano il progresso, o ancora possono esserci altri motivi. Certamente nessuno valido, se prendiamo la cosa sul piano logico, di convenienza per tutti, e di evoluzione del sapere. Come in ogni contesto di vita pubblica, occorre regolamentare dall’alto, e cioè dalle autorità competenti, i quali devono promuovere il progresso. Non è saggio ignorare i mezzi tecnici di cui oggi disponiamo, anche perché il progresso ci viene incontro ci penetra in tutti i pori, in maniera che è impossibile ignorarne l’esistenza. Sono da plaudire gli sforzi fatti dai docenti, e studenti che come dei pionieri stanno cercando con tutti i mezzi di fare decollare il sistema dello studio a distanza. Chi deve intervenire aspetta, magari di vedere i frutti ed in modo da non rischiare nulla. 

 
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